Politica
Autostrade, Toninelli: convenzioni online, smontiamo sistema malato
di Al.Tr.
Img Description

«Finalmente sono pienamente pubblici, sul sito del mio ministero, tutti i documenti che riguardano le convenzioni da cui scaturiscono le concessioni ai grandi gestori di circa 6mila chilometri di autostrade. Via via li stiamo mettendo in rete in queste ore». Lo ha annunciato stamattina su Facebook il ministro delle
infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli, spiegando che con la pubblicazione - annunciata ieri nell’audizione sul crollo del ponte Morandi - «stiamo cambiando tutto», «stiamo smontando un sistema ciclopico, malato». Con «colossi che hanno margini giganteschi» - ha detto - come Atlantia, che «ha ricavi che Apple si sogna» . Pronta la reazione di Atlantia: «Rendimento della concessione al 10,2% su vecchi investimenti, ora dopo tasse è al 5%».

GUARDA IL VIDEO: Convenzione Autostrade, ecco tutti i numeri in chiaro

Nel pomeriggio una nota del ministero conferma che «l’operazione di disclosure voluta dal ministro» è stata completata e che, dunque, sul sito del Mit sono disponibili tutte le convenzioni senza più omissis. «Dopo 20 anni di segreti l'operazione trasparenza sulle convenzioni autostradali è stata portata a compimento», chiude la nota. Un primo passo avanti sul fronte della trasparenza era arrivato nei giorni scorsi da Autostrade, che - in risposta alle polemiche seguite al crollo del ponte di Genova - aveva messo on line il testo della “sua” convenzione con tutti gli allegati.

Smontiamo un sistema malato
«Stiamo cambiando tutto. Stiamo smontando un sistema ciclopico che sembrava granitico - ha scritto Toninelli su Fb - un sistema malato, fatto di connivenze, di complicità tra vecchia politica e grandi potentati economici. Un sistema costruito alle spalle e alla faccia dello Stato, dell'interesse pubblico, dei cittadini, della loro sicurezza, del loro comfort, delle loro tasche».

Atlantia: via mucca da mungere, margini che Apple si sogna
«Altro che giusta remunerazione del capitale investito - ha continuato Toninelli - qui parliamo di colossi, i concessionari, che hanno margini operativi giganteschi rispetto ai fatturati. Roba che possono sognarsi persino le grandi dotcom della Silicon Valley». «Prendiamo l'esempio di Autostrade per l’Italia: nel 2017 - dice il titolare del Mit - ha avuto quasi 4 miliardi di ricavi e un Ebitda (grossomodo equivalente al Margine operativo lordo, in pratica i guadagni prima di pagare tasse, interessi, svalutazioni e ammortamenti) di quasi 2,5 miliardi. In altre parole, il 62% del fatturato. Roba che Apple o Google si sognano. Con il Governo del cambiamento stiamo togliendo loro la mucca da mungere. La gallina sta smettendo di fare le uova d'oro a beneficio di pochi».

On line anche i piani economico-finanziari
Toninelli spiega come «finora, era abbastanza facile poter leggere le solec convenzioni, ma con il Governo del cambiamento finalmente tutti potranno consultare anche gli altri allegati e i tanto discussi Piani economico-finanziari (Pef), in cui si riporta la correlazione (sballata) tra incrementi tariffari e investimenti, il famigerato 'parametro K'». «Così ci si potrà fare un’idea - ha proseguito il ministro - del rapporto, totalmente sbilanciato a favore dei concessionari, tra pedaggi incassati e interventi realizzati per la manutenzione ordinaria e straordinaria». «E ci si renderà davvero conto - accusa Toninelli - di come la politica abbia svenduto l’interesse pubblico sull'altare di un capitalismo di relazione che ha alimentato i fatturati dei privati e, dall'altra parte, le casse dei partiti. Tutto ciò mentre le imprese normali combattono con la burocrazia».

Infrastrutture sulle quali bisognerebbe viaggiare gratis
Sulla linea di quanto detto ieri in audizione, Toninelli ribadisce: «Stiamo parlando di infrastrutture che rappresentano monopoli naturali e che sono state gestite da privati alla faccia di ogni sano criterio di concorrenza e di mercato. Stiamo parlando di opere costruite per lo più negli anni '60 e '70, il cui ammortamento (sui costi) si è in gran parte compiuto negli anni '90. Opere sulle quali, oggi, bisognerebbe viaggiare con tariffe molto basse o addirittura gratis, come avviene in grandi Paesi quali Germania o Gran Bretagna (sì, proprio la Gran Bretagna che ha privatizzato tutto, vede le autostrade in mano pubblica)».

Atlantia: rendimento concessione al 10, 2%, ora a 5% dopo tasse
In una nota Autostrade replica al ministro spiegando che «il rendimento lordo del 10,21% contenuto nella convenzione di Autostrade per l'Italia e pari al 6,85% dopo le tasse è stato calcolato sulla base delle delibere Cipe vigenti e fissato a metà 2012 per il quinquennio 2013-2017 nei periodi di tassi più elevati».E ricorda che «per il quinquennio 2018-2022, la proposta di aggiornamento del Piano Finanziario presentato da Autostrade in applicazione della direttiva Cipe prevede una remunerazione al 7,30% lordi, che corrisponde a un 5% dopo le tasse» e che «tali rendimenti sono basati su principi di calcolo – costo medio ponderato del capitale - comuni a tutte le utilities». Il tasso del 10,21%, sottolinea Autostrade, remunera «solo gli investimenti richiesti dallo Stato dopo il 2008, che oggi sono di importo trascurabile. Tale remunerazione ha avuto dunque un impatto irrilevante sulle tariffe (meno di 0,05% all'anno dal 2008 ad oggi)».

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni