Europa
Manovra, nuova lettera Ue ma il giudizio slitta a dopo il voto
di Beda Romano

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES –
La Commissione europea ha deciso di rinviare all'anno prossimo un giudizio compiuto sulla manovra inserita nella Finanizaria del 2018. In una riunione ieri il collegio dei commissari ha optato per una soluzione morbida, con un occhio alle prossime incerte elezioni legislative. Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la Commissione dovrebbe inviare a breve una lettera al governo italiano chiedendogli di rispettare gli impegni presi a livello europeo.

Il governo Gentiloni ha presentato una Finanziaria per il 2018 che prevede una riduzione del deficit strutturale dello 0,3% del prodotto interno lordo, rispetto a un impegno comunitario di almeno lo 0,6% del PIL. In queste settimane, la Commissione ha spiegato di non essere convinta della manovra italiana, notando un rischio di grave deviazione rispetto agli obiettivi prefissati (si veda Il Sole/24 Ore del 28 ottobre). Dubbi vi sono tra le altre cose sull'aumento della spesa pubblica.
Esponenti comunitari hanno spiegato che il collegio dei commissari ha dato un ampio sostegno a una soluzione di compromesso che prevede il rinvio alla primavera prossima di un giudizio compiuto sulla Finanziaria del 2018. Nel frattempo, l'esecutivo comunitario invierà a Roma una lettera in cui ribadisce la necessità per l'Italia di rispettare gli impegni presi a Bruxelles. Sarà interessante capire se nella missiva la Commissione preannuncerà la pubblicazione in primavera di un rapporto sullo stato del debito pubblico.
“La lettera, che verrà associata alla prossima opinione di bilancio, farà un quadro della situazione, e sottolineerà il rischio di deviazione dei conti pubblici rispetto agli obiettivi”, spiegava ieri un esponente comunitario. “Vogliamo aspettare le cifre relative al 2017 prima di adottare un giudizio compiuto”. Parlando giovedì scorso, il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici era sembrato accomodante nei confronti dell'Italia, notando che il paese era “sulla strada giusta”.

Alla richiesta di un commento a Strasburgo sulle fughe di notizia, il vice presidente della Commissione europea Jyrki Katainen ha preferito non commentare, rinviando alla riunione del collegio dei commissari della settimana prossima, quando verranno pubblicate le opinioni sui bilancio 2018 dei paesi membri. Dietro alla scelta dell'esecutivo comunitario, vi è il desiderio di evitare scossoni al governo Gentiloni mentre il paese si avvia alle prossime elezioni legislative, dall'esito incerto.
D'altro canto, non è la prima volta che la Commissione decide di usare la mano morbida nei confronti dell'Italia. In occasione della Finanziaria del 2017, Bruxelles chiese ulteriori ma minime misure di aggiustamento. L'esecutivo comunitario è combattuto. Vuole certamente incentivare il risanamento dei conti pubblici, fosse solo per rispettare il Patto di Stabilità e di Crescita, ma evitando di stuzzicare l'euroscetticismo delle forze politiche italiane più radicali.
Il vice presidente Katainen si è voluto critico della politica del governo Gentiloni. Rispondendo alla stampa, ha detto: “Tutti possono vedere dai numeri come la situazione in Italia non migliori”. Da Londra, il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha ribattuto: “Con la Commissione c'è un rapporto di collaborazione continua, se ci saranno osservazioni sulla legge di Bilancio, ne terremo conto. Ma comunque ripeto che è una buona legge” e anche “solida, utile al Paese e conforme alle regole”.

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