Alfredo Sessa
Vista dal mare,l'Europa mostrerà finalmente il suo vero volto. Non potrà mentire, e dovrà dare delle risposte ai dubbi che la tormentano. Chi va per mare, infatti, non può essere ingannato: da lontano riesce a vedere nitidamente non solo la bellezza, ma anche la violenza, le rughe e i bluff della terraferma, e degli uomini che la abitano.
Il "pensiero" del Mediterraneo, un pensiero allo stesso tempo regionale e cosmopolita, nel quale si incontrano Nord e Sud, Est e Ovest, potrà essere il grande pozzo blu al quale attingere qualche risposta alla crisi di identità che noi europei stiamo vivendo. Ne sono convinti i marinai che il 17 maggio leveranno l'ancora a San Benedetto del Tronto per un viaggio a vela che li porterà per tutto il Mediterraneo, il Mar Nero e il Mar Rosso settentrionale. Un'Odissea voluta, intenzionale, cercata. La barca, un due alberi di 60 piedi (18 metri), si chiama Mediterranea. La navigazione durerà cinque anni. In collaborazione con gli istituti italiani di cultura all'estero, l'equipaggio di Mediterranea incontrerà intellettuali e artisti, filosofi e operatori culturali alla ricerca delle voci e del pensiero del Mare Nostrum. L'imbarcazione funzionerà anche da laboratorio galleggiante e svolgerà ricerche ed esperimenti, dal monitoraggio del plancton allo studio dell'alimentazione mediterranea. Il tutto funzionerà grazie a un'esperienza di co-sailing: la spedizione è sostenuta da decine di appassionati che contribuiscono economicamente al viaggio, partecipando in prima persona e dandosi il cambio a bordo.
Un viaggio difficile e affascinante, quello di Mediterranea, in bilico tra una visione romantica del Mare Nostrum e una realtà che sarà a lunghi tratti dura e traditrice come il canto delle sirene di Ulisse. Si va incontro alla generosità, alla genialità, ma anche alla collera e al disorientamento dei giovani di Grecia, Italia, Spagna e Portogallo. Stanchezza ed entusiasmo, durante una rotta che disegna un percorso calcolato in 20mila miglia (32mila chilometri), dovranno forzatamente convivere a bordo, in un'alchimia tutta da sperimentare e, soprattutto, da raccontare. Media partner della spedizione è l'Ansa, con i bollettini di AnsaMed. Attraverso il sito (www.progettomediterranea.com) si potranno invece vedere video, resoconti, fotografie.
Il progetto è nato da un'idea dello scrittore Simone Perotti e di un gruppo di appassionati di mare, un team iniziale di nove persone che si è via via ingrandito. «Abbiamo cercato malvolentieri un main sponsor – dice Perotti – con una lista di aziende a noi non gradite per vari motivi. Abbiamo rifiutato due sponsorizzazioni importanti perché non ci riconoscevamo in chi ce le offriva. Alla fine partiremo grazie all'entusiasmo di decine di "mediterranei", uomini e donne che condividono le finalità del progetto, contribuiscono economicamente con una quota e svolgeranno in prima persona il viaggio dandosi il cambio. Porteremo dappertutto un messaggio di pace e rispetto per l'ambiente. Andremo alla ricerca delle migliori "teste" del Mediterraneo per chiedere loro cosa pensano di questa epoca di decadenza, cosa vedono, quali soluzioni propongono. Navigheremo lenti in cerca di risposte».
La navigazione sarà sotto costa, intermittente, prudente. Nonostante questo, le tempeste saranno inevitabili. Mediterranea affilerà infatti la prua contro un Mare Nostrum che di idilliaco non ha quasi più nulla, dove luoghi come Lampedusa, Ceuta, Melilla hanno impietosamente cancellato i vecchi miti omerici, e li hanno sostituiti con una feroce linea di frattura tra Nord e Sud, dove si infrangono drammaticamente i flutti dell'immigrazione clandestina. Mediterranea constaterà la cementificazione delle coste, l'inquinamento, il degrado, la burocrazia, gli estremismi, i fanatismi. Ma nonostante questo andrà avanti. Perché il suo equipaggio crede che nel sentimento mediterraneo, e nei paesaggi della cultura, si possano annegare le ideologie nazionali e politiche, e si possa ritrovare lo slancio verso il futuro, verso la gioia di vivere e la bellezza. Magari da affiancare, se non da contrapporre, a un'idea dell'Europa del Nord, fredda, grigia e calcolatrice, che si sta pericolosamente facendo strada.
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