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TripAdvisor, chi scrive false recensioni e le vende va in carcere
di Biagio Simonetta
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Quella delle false recensioni è una ferita sempre aperta nel mondo dell'e- commerce. E che si tratti di prodotti, alberghi o servizi, il risultato è sempre uguale: inquinano le valutazioni complessive degli utenti. Quello che si nasconde dietro questa galassia è un vero e proprio business fatto di società che vendono pacchetti di fake review a venditori, albergatori, ristoratori e simili. Stavolta, però, la decisione di un tribunale italiano di condannare un truffatore seriale di recensioni online diventa una sentenza storica.

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Vendere fake review è un crimine
In uno dei primi casi legali nel suo genere, il Tribunale Penale di Lecce ha stabilito che scrivere recensioni false utilizzando un'identità falsa è un crimine secondo la legge italiana. E per questo motivo, il proprietario di PromoSalento, società che vendeva pacchetti di recensioni false ai business dell'ospitalità in Italia, è stato condannato a 9 mesi di prigione e al pagamento di circa 8.000 euro per spese e danni. Si tratta della prima condanna penale del genere, dato che il sistema delle truffe su recensioni a pagamento erano già state riconosciute illegali in numerose giurisdizioni, ma mai nessuna sentenza era arrivata al penale.

A supporto del procedimento contro PromoSalento si è costituita parte civile TripAdvisor, uno dei siti di viaggi più importanti al mondo. Il team della piattaforma che conta 456 milioni di visitatori unici al mese ha fornito agli inquirenti italiani tutti i dati in suo possesso. Le truffe legate alle false recensioni, del resto, sono prese estremamente sul serio da TripAdvisor, che – come Amazon e altri player del mondo e-commerce - impiega tecnologie avanzate di tracciamento e un team dedicato di investigatori per individuare aziende di recensioni a pagamento e impedire loro di operare sul sito.

La storia dell'indagine è raccontata minuziosamente proprio sul sito ufficiale di TripAdvisor: «Attraverso un lavoro di ricerca e indagine -– scrivono dalla società americana - i nostri investigatori hanno raccolto una serie di dettagli e informazioni relative alle persone coinvolte. Il passo successivo è stato quello di stabilire che PromoSalento non si era limitata a pubblicizzare servizi di vendita delle recensioni false, ma aveva realmente provato a postare recensioni fasulle sul nostro sito. Durante il corso delle nostre indagini, le nostre analisi tecniche ci hanno portato ad identificare prima e poi a rimuovere o bloccare oltre 1.000 tentativi di invio di recensioni su TripAdvisor ad opera di PromoSalento relative a centinaia di strutture».

Secondo TripAdvisor PromoSalento ha cercato di «superare i nostri esami minuziosi modificando regolarmente gli username e gli indirizzi email da cui venivano inviate le recensioni, ma i nostri processi di identificazione delle frodi prevedono l'uso di una suite di tecnologie avanzate per valutare centinaia di attributi delle recensioni come gli indirizzi IP, il tipo di browser e persino la risoluzione dello schermo del dispositivo utilizzato dal recensore. Sulla base di queste analisi siamo stati in grado di vedere una scia di tracce comportamentali e digitali che ha condotto il nostro team direttamente da loro».

Chi ha barato è stato penalizzato nelle classifiche
Il passo successivo di TripAdvisor è stato quello di collegare questa attività con chi, di fatto, ha pagato PromoSalento per scrivere recensioni false per conto loro. E una volta appurato il legame, le strutture sono state “penalizzate” nelle classifiche. «Nei casi in cui abbiamo visto che le attività sospette non cessavano, il passo successivo è stato quello di applicare un bollino rosso, che è un messaggio pubblicato sulla pagina di un business su TripAdvisor che informa i viaggiatori dei tentativi di manipolazione delle recensioni da parte del business, sottolineando il tipo di frode che abbiamo individuato». Parallelamente alle indagini, un ristoratore di Trieste che aveva ricevuto mail promozionali da parte di PromoSalento ha sottoposto il caso all'attenzione della Polizia Postale e delle Comunicazioni che a sua volta ha iniziato a indagare sul caso. L'indagine della polizia nei confronti di PromoSalento ha permesso di raccogliere prove della condotta criminale sufficienti a portare il caso in tribunale. «Crediamo che si tratti di una sentenza storica per internet – ha detto Brad Young, VP, Associate General Counsel, TripAdvisor - scrivere recensioni false ha sempre rappresentato una violazione della legge ma questa è la prima volta che, come risultato, il truffatore è stato condannato alla prigione. Investiamo molto nella prevenzione delle frodi e siamo efficaci nell'individuarle: dal 2015 abbiamo bloccato le attività di più di 60 aziende di recensioni a pagamento nel mondo. Ma non possiamo fare tutto da soli ed è per questo che desideriamo collaborare con le autorità competenti e le forze dell'ordine per supportare i loro procedimenti penali».

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