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La Panoramica Zegna compie 80 anni
di Lucilla Incorvati
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L'Oasi Zegna comprende una strada che da sola vale il viaggio, e non solo per gli affacci mozzafiato sul Monte Rosa e sull'Alta Valsessera o per le bellezze naturalistiche del territorio che percorre con i suoi 26 km, da Trivero alla Valle Cervo. Ma anche per la sua storia unica (fu tra le primissime strade costruite per fini turistici) e all'origine nel 1993 del primo esempio di mecenatismo ambientale in Italia, come riconosciuto anche dal Fondo Ambiente Italiano nel 2014.

La storia
Nel 1938 Ermenegildo Zegna, dopo aver costruito nel 1910 a Trivero l'omonimo Lanificio e importanti opere sociali (che comprendevano un ospedale, centri ricreativi, un cinema, una piscina), si è rivolto alla montagna e ha messo in atto il suo desiderio di renderla accessibile e viva per tutti. Il progetto era quello di un collegamento tra la Valsesia e la Valle d'Aosta, cioè dai laghi alla Francia e alla Svizzera, tutto in quota. Ma il tracciato della Panoramica Zegna doveva soprattutto trasformare la percezione della montagna, tra fruizione, tutela e sviluppo dell'economia locale.

Il progetto di una strada Panoramica
L’imprenditore tessile definì il paesaggio valorizzando l'ambiente senza alterarne le caratteristiche (la Valsessera è rimasta intatta ed è stata riconosciuta S.I.C. Sito di Interesse Comunitario) offrendo, grazie agli affacci sulla Pianura da una parte e sulla ValSessera dall'altra, una fruizione “facile” alla montagna e ai suoi luoghi più suggestivi.

Zegna rafforzò le difese idrogeologiche con la piantumazione di oltre 500.000 conifere e ne accrebbe il valore estetico. Fin dai primi tornanti sopra Trivero i versanti si presentano come un giardino grazie alla messa a dimora di centinaia di rododendri, azalee, ortensie. Il 9 settembre si celebra in Italia la Giornata Fai del Panorama tra i luoghi deputati c'è proprio l'Oasi Zegna. Ancora oggi il modo migliore di visitarla è quello di percorrere la Strada Panoramica Zegna (ora di proprietà della Provincia di Biella), seguendo 5 le tappe immancabili di questo viaggio immerso nella natura.

1 - LA CONCA DEI RODODENDRI
Un giardino tra le montagne, un'opera paesaggistica progettata da Ermenegildo Zegna e negli anni Cinquanta implementata dall'architetto Pietro Porcinai, ampliata più di recente da Paolo Pejrone, dove la natura dà spettacolo ogni primavera. Con un'esplosione di rododendri di diversi colori che hanno guadagnato il titolo di “fioritura più bella d'Italia” e ogni anno, nel mese di maggio, fanno di questa piccola valle che s'incontra al quarto tornante della Panoramica Zegna l'attrazione più visitata dell'Oasi. Dal 2014, la Conca dei Rododendri accoglie un padiglione in acciaio e vetro, opera site specific dell'artista americano Dan Graham realizzato per il progetto “All'Aperto” promosso dalla Fondazione Zegna.

2 - BIELMONTE
Costruire dal nulla una stazione sciistica accessibile con la Panoramica. La “montagna dei biellesi”, un luogo dove portare i bambini a sciare. Questo il sogno di Ermenegildo Zegna, all'origine di Bielmonte. Un sogno che si realizzò nel 1957, quando entrarono in funzione due impianti. La seggiovia Monte Marca e la sciovia della Buca di Forno. I lavori erano partiti nel 1950, quando il cantiere della Panoramica raggiunse l'altitudine più elevata, il Monte Marca: su quei pendii affacciati sulla Pianura Padana e sul Monte Rosa, ribattezzati in Bielmonte, il conte Zegna chiamò architetti, fra cui Luigi Vietti, a costruire strutture turistiche non invasive. Sette anni dopo, la “montagna che non c'era” vide le piste affollarsi di sciatori.

3 - I PANORAMI
La Panoramica Zegna regala fin da subito visioni meravigliose: da un lato, sul Monte Rosa, sull'Alta Valsessera e i declivi della Valsesia, dall'altro sulla Pianura Padana. Tutta la strada è disseminata di punti panoramici con cartelli informativi che indicano i nomi delle cime, ma vale la pena raggiungere luoghi speciali, come il Santuario del San Bernardo, in cima all'omonimo monte, da conquistare a piedi dalla Bocchetta di Stavello: a poco più di 1400 metri di quota, sembra di essere sul tetto del mondo, con lo sguardo che spazia a 360° dall'Appennino Ligure alle Alpi, alla Pianura Padana. Oppure la Bocchetta di Margosio, per la vista unica sulla mole imponente del Monte Rosa con le sue 24 punte oltre i 4 mila. Un panorama che si gode seduti al chioschetto della malga Alpe Margosio, cellula dell'ecomuseo di Biella che produce ottimi formaggi di capra.

4 - L'ALTA VALSESSERA
È l'area più selvaggia dell'Oasi Zegna, abitata da cervi, caprioli (e dal raro coleottero protetto Carabus olympiae), percorsa da sentieri per il trekking e mountain bike che conducono ad alpeggi, punti panoramici, siti archeo-metallurgici. Vi si accede attraverso le “bocchette”, i valichi montani un tempo percorsi durante la transumanza, che s'incontrano percorrendo la Panoramica Zegna nel suo tratto più alto. Tra i 26 itinerari naturalistici dell'Oasi la gran parte s'inoltra nell'Alta Valsessera: dal percorso del Bosco del Sorriso, ideale per le famiglie, con cartelli che raccontano gli effetti benefici delle piante sulla salute dell'uomo - a itinerari più impegnativi come quello sulle orme di Fra Dolcino. Tra le faggete si snodano anche i percorsi di Forest Bathing, tracciati dall'eco designer Marco Nieri e ispirati all'antica pratica giapponese “Shinrin-yoku” che sfrutta il potere terapeutico degli alberi.

5 - LA VALLE CERVO
Dal Bocchetto Sessera la Panoramica scende verso questa valle, regalando suggestioni nuove. Il paesaggio cambia: si fa più aspro e spigoloso. Modellata dai ghiacciai e dal torrente da cui prende il nome, la Valle Cervo è l'unica del Biellese con caratteristiche alpine. Una montagna dura e grigia come le particolari rocce magmatiche che la caratterizzano, fra cui la sienite. Da visitare il borgo di Rosazza, per le sue architetture e l'alone di mistero legato alla presenza di simboli esoterici e massonici.

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