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Dalla Tangeri di Burroughs al Messico di Lowry: 10 romanzi-guida per scoprire il mondo attraverso il genio degli scrittori
di Orazio Labbate
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In ferie si legge molto. Ed è anche attraverso le pagine degli scrittori che ci si può avvicinare alla meta della vacanza e viverla più intensamente. Ecco le nostre scelte.

Con Burroughs a Tangeri
Perché si sentano e conoscano le misteriose strade di Tangeri (in cui le persone come apparizioni vagolano, la notte, nella medina) e non ci si perda perciò nell'intrico onirico e fascinosamente fumoso di quelle vie terrose profumate di tè alla menta - visionarie apparivano allo stesso Burroughs che le fece teatro di un sotto mondo tutto suo chiamato Interzona; e anche la Kasbah si mostri sotto una prospettiva allucinata, e con essa pure lo stretto di Gibilterra innanzi, l'unica guida indicata è proprio la lettura dell'intera vita del dottore della Beat Generation, che vi farà compagnia come un Virgilio dalla schizofrenica lingua. “Io sono Burroughs” (il Saggiatore), di Barry Miles.

Una fera attraversa lo Stretto
Lungo la punta nord della Sicilia, in quel di Messina, dove mito e folclore si miscelano per restituire, infine, al viaggiatore una sensazione di sovrannaturale e storico spaesamento; mentre si è vittime beate di un caldo mitologico, e affinché ci si creda il marinaio ‘Ndrja Cambrìa, nello Stretto di Messina, mentre un'Orca – fera mostruosa – forse emerge dal mare, l’opera indicata è quella dell’autore di Alì, Stefano D'Arrigo, “Horcynus Orca” (Rizzoli) con la sua complessa manifestazione incontrollata di un dialetto siciliano che fantastica fino a fondarsi nella mente del viaggiatore, come melodia di amore ed epica tutt'insieme verso il territorio visitato.

Praga esoterica
Il viaggiatore che desidera attraversare, con senno misurato e conoscenza letteraria della magia, l'esoterica città di Praga, abbisogna di un volumetto prezioso che è “Il Golem” (Bompiani) dell’altro Kafka, Gustav Meyrink. Per mezzo delle pagine dello scrittore viennese il duomo della città, il Ponte Carlo, l'orologio astronomico, nonché l'antico ghetto, risulteranno al viaggiatore scombussolate attrazioni negromantiche dentro cui trovare enigmi, segnacoli, rebus, risolvibili soltanto leggendo il libro.

Sotto il vulcano
A Cuernavaca nello Stato di Morelos, Messico, gli avvoltoi sonnolenti bivaccano in cielo, hotel vecchi e dormienti ospitano stranieri stanchi, la calura appesta persino le anime accaldate dei turisti, i pali del telegrafo sibilano come serpenti dispettosi, il Palacio de Cortés carico del suo feroce passato coloniale, la cattedrale dell'Assunzione di Maria troneggia pietrosa e paurosa parendo disintegrarsi in cenere, i due vulcani – Popocatepetl e Iztaccìhuatl - adombrano la cittadina come dei serissimi. Quest'assaggio è ciò che sembrò vedere Malcolm Lowry nel suo romanzo “Sotto il vulcano” ( Feltrinelli, nuova edizione con traduzione di Marco Rossari ), opera conosciuta anche come la Divina commedia ubriaca.

 Negli abracadabra di Manganelli
Poter peregrinare dalla Tanzania all'Egitto - nel cuore di un focoso continente ove storia e spazi amplissimi danno all'uomo possibilità di cogitazione massima - insieme alle parole metafisiche di colui che coi labirinti della lingua ha eretto territori inesplorati e ha mitizzato gli animali del posto, non ha eguali. Dunque è bene tenersi stretto “Viaggio in Africa” (Adelphi)  di Giorgio Manganelli, scrittore devotissimo allo sperimentalismo della lingua, il quale racconta un'Africa nuova attraverso dei punti di vista dal gusto paradossale, malinconico e animalesco.

Requiem per un sogno del Bronx
Graffiti, le opere d'arte. Lunghe e ampie strade pittoresche e sfasciate lungo le quali bande di solitari si incamminano senza meta. Parchi in cemento dentro cui giocatori di basket di colore, improvvisati e frementi, si fermano per rappare. Grattacieli monocolore che vomitano scale antincendio rugginose come lingue spaventose e corrosive. Drugstore vintage che ospitano all'ingresso figure variopinte. Ecco il Bronx disegnato dallo scrittore americano Hubert Selby Jr. in “Requiem per un sogno” (Fazi Editore).

Dentro e via da Las Vegas
Capitale del gioco d'azzardo, ma anche capitale delle anime solitarie che cercano nello sfavillio di luci e nell'esagerato artificio degli alti palazzi di Las Vegas (la riproduzione della Torre Eiffel, della Statua della Libertà, della stessa Venezia e poi i vari notori casinò tra cui il famoso Caesars Palace) la dannazione completa della propria anima. Tutto ciò lo trovate in “Via da Las Vegas”, di John O'Brien (minimum fax). Non dimenticate, però, un giro ascetico anche nel deserto del Mojave. Leggete pure alcuni passi del libro una volta lì, e vi sentirete Ben, il disagiato protagonista dell'opera di O' Brien.

El Paso non è un paese per vecchi
Condor che orbitano sopra il confine tra il Texas e il Messico, cowboy che parlano uno strano slang risultato di una miscellanea spagnolo-americana; il solenne North Franklin Mountain rossastro si accoppia intanto col sole facendosi astro anch'esso,  e poi forse c'è Llewelyn Moss che ancora scorribanda per El Paso – Stati Uniti, Texas - fuggendo dall'insano assassino Anton Chigurh. Vi sentite anche voi fuggiaschi al punto di affrontare le seduttive strade aride della città texana che sta di fronte alla pericolosa Ciudad Juarez? Bene, stringete tra le mani “Non è un paese per vecchi”(Einaudi) di Cormac McCarthy.

 L'Italia intera secondo Ceronetti
Non vi è stavolta solo una meta da percorrere e da vedere, vi è l'intero nostro Bel Paese – da Nord a Sud - da visitare mappa alla mano, secondo gli occhi puntuali e travolgenti della letteratura maniacale di Guido Ceronetti e il suo “Un viaggio in Italia” (Einaudi). Lo scrittore percorse tutta l'Italia a piedi, in treno, in corriera. Piazze di provincia, grandi città descritte partendo da minuzie mai indicate da alcuna guida tascabile, campagne atomiche meridionali frutto di ibridazioni natura-uomo, mari del Sud che agli occhi dello scrittore appaiono cose metalliche. Se l'Italia spiegata a mo' di guida turistica non vi basta, il libro di Ceronetti è la scelta che fa per voi.

Il mondo attento di Naipaul
Reportage descrittivi quelli di Naipaul che per il viaggiatore lento sono necessari. Naipaul mostra con scrupolosità quei mondi-intersezione che sono concentrati di modernità e di decadenza e perciò di esclusiva bellezza. Ecco allora l'India dei villaggi sottosviluppati e del sacro nascosto nelle pieghe del fango e del Gange, oppure il Congo- Zaire colle sue contraddizioni geografiche e la comica e scintillante Saint Kitts, Caraibi, dove i ricchi vestono dorati e variopinti. Il libro? “Lo scrittore e il mondo”, (Adelphi) di V.S.  Naipaul.

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