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Le più belle falesie, da Kalymnos al Verdon
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L'ultima meta è la Cina, dove un gigantesco arco naturale chiamato Moon Hill è diventato uno dei paradisi degli arrampicatori di tutto il mondo. L'area dello Yangshuo è un luogo di montagne e di calcari che si susseguono in sequenze ripide. I primi chidatori-esploratori di metà anni 80 oggi resterebbero di sale di fronte alle oltre 40 aree di arrampicata con ormai oltre 500 vie di ogni difficoltà. La Cina rischia di soppiantare il primato asiatico finora attribuito alle falesie thailandesi di Phra Nanga e di Pee Pee Island, vastissime placche aggettanti e strapiombi da sogno su acque sfacciatamente turchesi, anche se ormai luoghi iperaffollati dai climbers di mezzo mondo (e la coda in parete richiede molta pazienza “orientale”).

Negli Usa il luogo più celebrato resta la Yosemite Valley dove svetta El capitain, un monolite di granito di oltre 900 metri sfidato da schiere di professionisti (e gli ultimi due sono morti un mese fa). Più abbordabile la zona di Tuolumne dove ci sono migliaia di massi per il boulder. Il vero luogo mito dell'arrampicata americana è però in Colorado, nel Rocky Mountains National Park: anche in questo caso si tratta di migliaia di massi perfetti per l'attività di bouldering. E non c'è nulla di facile. Solo il nome: Chaos Canyon. In Europa il giro delle falesie parte da Kalymons, un'isoletta greca non lontana da Kos, dove i climber hanno trovato fin dagli anni 80 una vera miniera per le loro scorribande. Da allora l'isola è stata chiodata in ogni parete e i luoghi per l'arrampicata si sono moltiplicati: Odissey, Arginonta Valley, Black Buddha, la Grande Grotta, Ghost Kitchen. Ci sono tracciati per ogni abilità, dai 4a fino ai complicatissimi 9a. Le Gorges du Verdon in Provenza sono un altro must per i climber in Europa.

Quelle ripide pareti di calcare hanno conosciuto tutta l'evoluzione della disciplina fin dagli albori degli anni 70 e con Ceuse e Boux (a lungo considerato il miglior luogo del mondo per chi amasse le salite in monotiro) rappresentano i tre siti imperdibili della Francia “arrampicatoria”. Nella Spagna della regione di Aragon c'è Rodellar, una specie di gigantesco geode, con oltre 200 vie aggettanti, poche per principianti e molte per climber esperti e amanti delle lunghe canne di calcare, ma anche degli ultra strapiombi. Sempre in Spagna si arrampica anche a Margalef in Catalogna, dove sono state attrezzate vie per tutti gusti (cuore dell'area il rifugio Can Severet). E un altro dei luoghi più celebrati nelle montagne della Tarragona è Siurana ,con le sue pareti di calcare giallo e grigio con oltre 200 vie conosciute in tutto il mondo. A Ospo in Istria c'è un concentrato di vie difficili ( da 6a fino a 8b+) che richiede attenzione e abilità tecnica più che non forza fisica. Altre falesie meritevoli nell'area sono a Buzet (Buzetski Canjon) e il famosissimo anfiteatro naturale di Misja Pec , non troppo distante da Trieste (si veda www.planetmountain.com).

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