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Viaggio in Cile, 4329 km di esperienze e luoghi inediti
Sara Magro
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La sveglia suona alle 4.30. Bisogna vestirsi alla svelta e montare sul fuoristrada per arrivare all’alba sugli altipiani, oltre i 4mila metri. Fa freddo, ci vuole il piumino, il termometro segna -5 °C. All’arrivo, però, si avverte subito un piacevole tepore. Sono i geyser del Tatio, che sparano dalle narici della terra il loro caloroso benvenuto. Sembra di essere sulla luna, invece siamo nel deserto dell’Atacama, in Cile. Uno dei Paesi dove oggi tutti vanno o vorrebbero presto andare.

In un turismo soggetto alle mode, ora è il turno del Paese più lungo del Sudamerica (4329 km), con diversi climi e ambienti, capace di offrire esperienze emozionanti, lodge remoti ma di lusso, un’organizzazione efficiente, una natura intatta.

Cronaca di un successo annunciato

Gli italiani hanno finalmente ricominciato a viaggiare, soprattutto ad alto livello. È quanto afferma Ico Inanc, proprietario del tour operator Il Viaggio di Milano: «Chi ha già visto Australia e Africa cerca nuove avventure, e il Cile si presta perfettamente. Bisogna però tornare indietro di qualche anno per capire come un Paese che per notorietà seguiva Messico, Perù, Argentina, sia diventato tutto a un tratto il posto ideale per un viaggio della vita». Per investire oculatamente, l'agenzia cilena per lo sviluppo turistico Sernatur ha studiato per oltre dieci anni le destinazioni preferite nei Paesi più ricchi – Germania, Regno Unito, USA e Australia –, scoprendo che il safari è lo stile prediletto di viaggio. Concetto che il Cile ha fatto proprio sostituendo gli avvistamenti di leoni e giraffe con avventure in una natura non meno affascinante ed emozionante.

Dall'estate all'inverno, passando per la “Polinesia”

Il viaggio oggi è inteso soprattutto come esperienza, che permette di uscire dalla routine e rimettersi in gioco. Per farlo bisogna vivere i luoghi in prima linea e il Cile offre un'infinità di occasioni, per varietà di paesaggi e attività. Si va dal deserto di sale e sabbia del nord, dove fa sempre caldo, ai ghiacciai del sud, dove fa sempre freddo (un po' meno durante il nostro inverno), passando attraverso fertili vigneti, foreste vergini, isole esotiche, come quella preistorica di Pasqua che pur appartenendo al Cile è geograficamente Polinesia pura, con mare cristallino e prati verdi come nelle Highlands. In questi scenari intatti, si va a cavallo, in bici, si naviga tra ghiacciai perenni e si fa ogni tipo di escursionismo, fino all'alpinismo estremo. Estremo ma ben organizzato e sicuro. Perché tale è il Paese che vive un momento di crescita economica, e diversamente dagli Stati confinanti, non ha attraversato gravi crisi economiche, ricco com'è di materie prime. Tutto è locale, dal legno per costruire gli chalet nella Terra del Fuoco fino alle gustose pietanze che servono in tavola.

Tutto incluso

Passiamo alla pratica: la compagnia aerea cilena Latam collega Santiago alle principali capitali mondiali, mentre da Roma decolla il volo diretto di Alitalia. Giunti nel Paese, gli operatori locali offrono itinerari che permettono di visitare i luoghi “must”, come Atacama, l’Isola di Pasqua, la Patagonia con crociera a Capo Horn. Lì i lodge, spesso molto isolati, organizzano le giornate degli ospiti, come accade al Puyuhuapi, un albergo termale sperduto in un fiordo della Patagonia cilena, e negli hotel Explora, Tierra, Singular, l’Hangaroa. I due lodge Awasi, uno nel deserto dell’Atacama, l’altro in Patagonia, hanno poche ville di design molto distanti fra loro, dotate ognuna di una guida e di un fuoristrada.

Alta villeggiatura

Il Cile è una meta ancora piuttosto cara: in media un viaggio di almeno 15 giorni e che comprenda sei voli interni costa almeno 5.500 euro a persona. Ad alzare il prezzo è anche l’alto livello delle strutture, per un mix che dunque avvicina il viaggio in Cile al concetto di “Haute Villégiature” che Traveller Made, associazione che raggruppa alcuni dei migliori specialisti di viaggio del mondo, sta cercando di definire insieme ai ricercatori della francese Essec Business School. «Uscendo da cinque stelle meravigliosi devi fare i conti con il clima rigido, il vento imprevedibile, il deserto sconfinato. Vivi per qualche ora da pioniere, ed è quello il vero lusso», dice Diana Nuber, di Traveller Made, appena rientrata dal Paese.

Speriamo che resti sempre così

«Lavorare con il Cile è un piacere. Sono precisi, rapidi e hanno sviluppato un turismo rispettoso dell'ambiente», racconta Roberto Pasqua di Bisceglie di Ruta40, specializzato in viaggi in Sudamerica. La natura è il loro gioiello, perciò gli hotel sono perlopiù eco-sostenibili e impegnati nella tutela del paesaggio e degli animali, per esempio il puma. Imprenditori miliardari investono in strutture turistiche avveniristiche firmate da architetti da premio Pritzker e a impatto minimo, come lo svedese Alex Vik che ha comprato un latifondo di vigneti tra Santiago e Valparaiso, e vi ha costruito l'hotel d'arte Viña Vik che sembra il Guggenheim di Frank Gehry. «La cosa straordinaria del Cile - dice Roberto, che ha viaggiato ovunque nel continente – è che non ho mai visto altrove qualcosa che gli assomigli». A nord si passeggia tra cactus centenari nella Quebrada de los Cardones, si fa l'aperitivo tra i fenicotteri rosa nel candido Salar de Atacama, o a 4500 metri alle Lagunas Altiplanicas, attorniati dalle vette dei vulcani, con i lama che ti passano di fianco. È un viaggio attivo e facile, anche per i bambini. Al sud invece, la Patagonia cilena è unica. È qui l'isola-parco di Chiloé con le palafitte e le chiese di legno dichiarate Patrimonio Unesco, ed è qui il Parco nazionale Torres del Paine, con le mitiche cime Cerro Paine, Torre del Paine e Cuernos del Paine. E se prima per andare in Antartide si doveva partire da Ushuaia in Argentina, superando il tormentato stretto di Drake, i cileni hanno trovato un escamotage per evitarlo con 3 ore di aereo. E il volo è una favolosa panoramica su pinguini e leoni marini, delfini e uccelli, villaggi e relitti. «Certo che è bello volare su quel braccio di mare», scrive Luis Sepúlveda. «Un desiderio di eternità invade il cuore, il desiderio di esclamare: speriamo che non cambi mai».

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