Economia Digitale
Perché la Silicon Valley sta testando il reddito di cittadinanza? 
di L.Tre.
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La Silicon Valley sperimenta una sorta di reddito di cittadinanza. La notizia riportata sul Mit Technology Review va un po’ presa con le molle prima di lanciarsi in troppo facili paragoni tra il progetto del Governo e l’iniziativa californiana. Partiamo da chi propone cosa.

Di cosa si tratta. Lo sperimentatore è Y Combinator, forse il più celebre incubatore di startup della California, da un po’ di anni sta ragionando su questo tema. A partire dal 2019 ha intenzione di lanciare “Universal Basic Income”, un progamma sperimentale di sussidio destinato a 3mila persone. Il progetto prevede di elargire mille dollari al mese per tre e cinque anni a mille persone, alla altre duemila invece un contributo di 50 dollari. Facendo la somma si tratta di un progetto del valore di 60 milioni di dollari. E quindi rilevante. Sono stati avviati progetti simili in Canada e Finlandia ma per ora senza risultati apprezzabili.

Perché? Quale è lo scopo dei promotori, viene da chiedersi? Come scrive Sam Altman, presidente di Y Combinator, l’iniziativa vuole provare a fornire una risposta alla disoccupazione che il progresso tecnologico e l’automazione potrebbero essere generata. «Sono abbastanza sicuro - riporta l’Ansa - che ad un certo punto nel futuro, con la tecnologia che continua a eliminare i lavori tradizionali, vedremo qualcosa del genere su scala nazionale. Quindi sarebbe una buona cosa rispondere ad alcune questioni teoriche ora. Le persone starebbero a casa a giocare ai videogiochi o creerebbero nuove cose? Si sentirebbero comunque felici e realizzate? Non avendo il problema di non riuscire a mantenersi sarebbero più utili per la società? Chi riceve il sussidio crerebbe più valore economico di quello ricevuto?».

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Le critiche. Altri esperimenti del genere in Canada e in Finlandia, fa notare il sito, sono stati interrotti prematuramente, ma la questione è ancora dibattuta anche a livello politico e non solo in Italia. Il tema è rilevante anche perché sarà un pezzo dell’agenda elettorale americana nel 2020. E non solo negli Stati Uniti. Insomma, Sam Altman, sembra convinto che il reddito di base sia la soluzione. Ma il suo è un approccio da ricercatore sociale, Altman lancia la palla in avanti e si domanda cosa potrebbe accadere nella testa delle persone. La sua domanda in un certo senso prescinde dalla sostenibilità economica di forme di sussidio da parte dello Stato. Va detto, come sottolinea Evgeny Morozov, che una parte dei big della Silicon Valley vedono il reddito di cittadinanza come una alternativa allo stato sociale giudicato altamente inefficiente e costoso. Il ragionamento quindi parte da una parte degli Stati Uniti particolare, dove le risorse finanziarie non sono mai state un vincolo. E dove invece il mercato e quindi i cittadini sono il consumatore da studiare e capire prima di fare qualsiasi mossa.

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