Economia Digitale
Perché l’intelligenza artificiale che ti fa ballare può essere pericolosa
di L.Tre.
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Prima il viso, poi il corpo e infine il movimento. Il riconoscimento dell’identità delle persone prende forma quasi per gioco. Dopo il fenomeno Deepfake comparso all’inizio dell’anno e quasi dileggiato come “effetto” speciale per rendere più divertente il porno, cominciano a prendere forma sopratutto nei labortatori universitari algoritmi per manipolare il movimento del corpo.

La tecnica è datata, i sensori che ritraggono e ricopiano quello che facciamo davanti a una telecamere sono comparsi sul mercato consumer con la Kinect dell’Xbox 360. Quello su cui stanno lavorando oggi i ricercatori dell’Università di Berkley in California sono invece algoritmi in grado di catturare il movimento di ballerini professionisti e trasferirlo.

GUARDA IL VIDEO / Doppia sfida per controllare l’intelligenza artificiale

Un po’ come quei video che si fanno a Natale dove si appiccicano le facce su persone che cantano e danzano. In questo caso come si vede nel video a muoversi in modo quasi perfetto è un corpo non addestrato.

Come funziona. Lo studio “Everybody Dance Now” è la dimostrazione di come l’Ia sia oggi in grado di ricreare non solo la mimica facciale ma anche quella del corpo. Come si legge nel paper i ricercatori hanno usato un algoritmo per rilevare i passi della coreografia da un video di un ballerino, in pratica creando una figura stilizzato come avviene in tutti i software di motion capture, anche in quelli meno avanzati. Poi hanno preso un video di una persona che si limitava a fare dei movimenti. Quindi, hanno addestrato due algoritmi di deep learning noti come Generative Adversarial Networks (GAN) a produrre un'immagine intera e un volto più nitido e realistico per il soggetto amatoriale. Il risultato finale è un sistema che genera video e mappa in modo convincente il movimento del corpo di un ballerino esperto e lo trasferisce in un amatore totale.

Il sistema non è perfetto. Il video presenta occasionali aberrazioni dell’immagine, parti del corpo che scompaiono, mascelle che si muovono fuori sincrono e incoerenze nel movimento. Tutti difetti che però, spiegano i ricercatori, possono essere aggiustati addestrando il ballerino amatoriale ad eseguire determinati movimenti. Come dire, volendo, si può raggiungere un livello di realismo superiore aggiustano in fase di post-produzione attraverso la computer grafica. Questi protitipi software, per dire, per quanto interessanti da un punto di vista della computer science sono la dimostrazione del grado di sofisticazione che può essere raggiunto nel campo della produzione di fake news. La frontiera, come sappiamo bene, è proprio il video.  Non c’è nulla di più sincero di una foto o di un video, si diceva fino a pochi anni fa. Potremmo ritrovarci a breve a verificare il codice non più solo delle foto manipolate con Photoshop ma anche con i video. Il che, se vogliamo, è una buona notizia per chi di lavoro si specializzerà nel controllo delle notizie.

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