Fintech
Wall Street e business riscoprono le criptovalute: Bitcoin torna sopra 7000 dollari
di Pierangelo Soldavini
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Dopo un lungo periodo di stagnazione, in cui non sembrava riuscire a staccarsi dalla soglia dei 6mila dollari, il bitcoin è tornato a correre risalendo sopra 7mila dollari. Con un rimbalzo attorno al 20% nell'ultima settimana, per più della metà concentrato nelle ultime 24 ore, la criptovaluta più famosa è scambiata attualmente attorno a quota 7.400, con un capitalizzazione balzata a 125 miliardi di dollari.

Dopo il picco toccato lo scorso dicembre a un passo da 20mila dollari, il bitcoin si è sgonfiato in questi mesi, arrivando a sprofondare a fine giugno ai minimi dell'anno sotto quota 6mila. Il rimbalzo ha trainando l'intero comparto con tutte le prime criptovalute che hanno messo a segno recuperi significativi che hanno portato il valore complessivo delle criptovalute vicino ai 300 miliardi.

La finanza rinnova l'interesse
Come succede spesso per le criptovalute non c' un motivo specifico. Qualcuno indica il ritorno di interesse in chiave di diversificazione degli investimenti alla luce delle preoccupazioni legate ai mercato azionari globali. Ma in realtà è da registrare un complessivo ritorno di interesse da parte della grande finanza. Anche se il Ceo si è detto molto cauto, il colosso del risparmio gestito Blackrock ha creato un gruppo di lavoro specifico su blockchain e criptovalute, segnalando un possibile futuro ingresso nel comparto.

Dall'altra parte la scelta dell'attuale Coo David Solomon per rimpiazzare Lloyd Blankfein alla guida di Goldman Sachs sembra indicare un atteggiamento “friendly” da parte del colosso di Wall Street, che già si è dimostrata una delle banche più attente alla sperimentazione.

In più la Sec americana questa settimana ha di fatto permesso a Coinbase di vendere token anche se trattati alla stregua di securities, permettendo all'exchange di proseguire nell'apertura al mondo delle Ico, la modalità innovativa per raccogliere fondi mediante criptovalute. La settimana scorsa la stessa Coinbase aveva annunciato di voler ampliare il proprio listino di valute digitali aggiungendo altre cinque cripto.

Questo nonostante l'ultimo periodo abbia fatto registrare un'impennata degli attacchi hacker nei confronti di exchange in tutto il mondo alla caccia di critptovalute detenute in custodia presso queste società.

Anche Ibm studia la sua criptovaluta
Ad alimentare l'interesse sulle criptovalute contribuisce la crecente attenzione che le aziende dedicano alla blockchain, la tecnologia alla base del bitcoin, e ai progetti legati alle criptovalute. Ultima in ordine di tempo è Ibm, che ha annunciato di avere allo studio un progetto per la creazione di una “stable coin”, una criptovaluta legata alla parità con il dollaro.

La valuta, denominata Stronghold Usd, sarà sviluppata sulla piattaforma di Stellar e sarà garantita da riserve in dollari detenute da Prime Trust, asset manager specializzato in blockchain. L'obiettivo per Ibm, che sta scommettendo non poco sulle applicazioni della blockchain, è quello di utilizzare la valuta per ridurre la volatilità delle cripto, come Tether, discussa criptovaluta legata alla parità con il dollaro e sospettata di essere stata utilizzata per manipolare le quotazioni del bitcoin lo scorso anno.

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