Fintech
Robinhood, campione delle commissioni zero, ora vuol diventare banca
di P.Sol.
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Robinhood è diventata famosa per la sua piattaforma di trading a commissioni zero, che ha conquistato quattro milioni di consumatori negli Stati Uniti. E che ha fatto lievitare la sua valutazione a 5,6 miliardi di dollari nell’ultimo round di finanziamenti, giusto il mese scorso.

Ora la fintech punta a diventare una vera e propria banca. Almeno così sarebbe stando alle indiscrezioni raccolte da Bloomberg secondo cui Robinhood, che secondo le regole attuali non può operare come una banca, starebbe infatti trattando con le authority finanziarie per arrivare a offrire prodotti bancari come conti correnti, sia attraverso licenze dirette che mediante partenership.

Incontri costruttivi sarebbe stati tenuti con l’Office of the Comptroller of the Currency, competente per le banche nazionali Usa, ma i negoziati sono ancora in corso e potrebbero essere sospesi in qualsiasi momento.

Finora la gran parte delle startup fintech hanno preferito offrire prodotti bancari mediante partnership con istituzioni esistenti, proprio per la complessità della regolementazione bancaria. Se Robinhood confermasse le sue intenzioni di operare con licenze vere e proprie andrebbe a consolidare un trend al momento ancora timido che ha visto alcune startup, come Social Finance e Stash Financial, avviarsi lungo questo percorso.

La strategia del fintech è proprio quella di raccogliere una solida clientela, con rapporti consolidati e basati sulla fiducia, a cui offrire in seguito servizi bancari che garantiscano una user experience migliore, rendimenti più elevati e minori costi, strappando clienti agli istituti tradizionali.

Non c’è dubbio che, come dichiarato più volte dai fondatori, il consolidamento delle relazioni con i clienti sia una priorità strategica anche per Robinhood, nel cui capitale sono presenti investitori del calibro di Sequoia Capital, Kleiner Perkins Caufield & Byers, Iconiq Capital e CapitalG, il fondo d’investimento di Alphabet. La fintech ha già avviato l’anno scorso il trading sulle criptovalute e su alcune opzioni. Sempre tutto senza commissioni.

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