Sicurezza e Privacy
I mercati della droga online emigrano dal deep Web (e vanno su Telegram)
di Giancarlo Calzetta
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Deep Web, quella parte di Internet nascosta ai grandi motori di ricerca nella quale si trova di tutto: dalle discussioni filosofiche ai circoli di superesperti verticali, passando per attività criminali e perversioni pericolose. Guardando al suo lato oscuro, fino a qualche mese fa chiunque avesse avuto bisogno di merce illegale o di contrabbando, avrebbe trovato un negozio elettronico in grande stile in grado di soddisfare le sue necessità: droga, armi, picchiatori, documenti falsi. Pochi clic per portarsi a casa la merce con tanto di servizio assistenza online e sistemi di pagamento sicuri. Ma le cose stanno cambiando.

I negozi specializzati in droghe e altri beni o servizi illegali sono, ovviamente, al primo posto della lista delle indagini da parte delle polizie di mezzo mondo a cui si affiancano spesso agenzie governative. Il gioco di guardie e ladri si svolgeva da anni con un copione ormai consolidato: il negozio apriva i battenti, serviva migliaia di clienti inclusi alcuni infiltrati delle forze dell'ordine, quest'ultime raccoglievano le prove necessarie a muoversi, prendevano possesso del server che gestiva il negozio, se erano fortunate arrestano il gestore e chiudevano il sito. Nel frattempo, un altro negozio prendeva il posto del precedente e grazie a un rapido passaparola i clienti sapevano dove dirigersi.

Questo fino all'anno scorso, quando l'operazione di polizia contro AlphaBay, un importante mall di illegalità varie, ha portato all'arresto del suo gestore e questi è stato trovato “suicida” in una cella del carcere tailandese in cui era stato portato. In seguito a questi accadimenti, i criminali informatici hanno realizzato che vendere droga online non era più “sicuro” come un tempo, ma c'è di più.

All'inizio del 2018, la polizia olandese prende possesso del server che gestiva un altro sito dedicato alla vendita di droghe nel deep web: Hansa. Stavolta, però, invece di chiuderlo come hanno fatto in passato, tentano il colpo grosso: lo tengono aperto, lo gestiscono al posto dei criminali e cercano di risalire a chi gestisce il traffico internazionale che rifornisce questi negozi. Il dilemma etico generato dal fatto che la Polizia spacciasse droga fu alla fine superato prefigurando la vastità dei risultati che si sarebbe raggiunta in termini di contrasto alla futura vendita di sostanze stupefacenti, ma portò comunque il dipartimento a escludere il pericoloso Fentanyl dalla lista dei prodotti proposti.
La “nuova gestione” è andata avanti per 27 giorni, durante i quali la polizia ha raccolto dati su chi riforniva e su chi comprava. Una volta chiusa l'indagine e posti i sigilli al sito, le polizie di tutto il mondo hanno ricevuto centinaia di indirizzi sui quali investigare e i criminali hanno realizzato che gli serviva più sicurezza: un sistema più complesso per evitare alle forze dell'ordine di rintracciarli.

Alcuni hanno deciso di rafforzare i controlli sui propri utenti. Mentre prima bastava collegarsi tramite il sistema di anonimizzazione TOR per accedere ai negozi illegali, adesso si richiede il collegamento a un DNS basato su blockchain, un sistema che permette di accedere al sito illegale solo assegnando un numero identificativo unico a ciascun visitatore.

Altri criminali, la maggior parte, hanno spostato i loro affari sui sistemi di messaggistica crittografati come Telegram e Discord. Il sistema diventa più complesso da gestire e i clienti avranno sicuramente una esperienza meno semplice di quanto poteva contare su di un sito in stile Amazon, ma adesso è molto più difficile arrivare a chi resta dietro alle vendite. Il primo contatto inizia su dei normali forum, dove viene postato l'indirizzo della stanza di Telegram specializzata in un particolare tipo di droga. Per qualche ora o pochi giorni, i clienti la usano per scambiarsi informazioni, ordini e denaro, protetti dal sistema di crittografia del programma e poi chi gestisce il traffico chiude la stanza, cancellando ogni traccia (o quasi). Il crimine è stato respinto in un vicolo più buio di Internet, ma è ancora lì e trovare chi lo gestisce è diventato più complicato.

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