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Google, come fare a meno di Big G: missione difficile ma non impossibile
di Biagio Simonetta
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Lo scandalo Cambridge Analytica ha catalizzato le attenzioni di mezzo mondo su Facebook. Il social network di Mark Zuckerberg è diventato, nel giro di pochi giorni, il capro espiatorio di un'epoca basata sui dati personali e sul business che gli gravita attorno. Eppure, nonostante Zuck e il suo misterioso algoritmo siano autentici protagonisti del mondo digitale, l’altro drago a sette teste dei dati è senza alcun dubbio Google. Il colosso di Mountain View offre una serie di servizi gratuiti ormai imprescindibili. Tutti basati sulla raccolta dei dati personali, utilizzati per vendere annunci pubblicitari: un modello di business che genera profitti a nove o dieci zeri.

Ma è veramente impossibile fare a meno di Google? All'ombra del gigante di Mountain View, c'è un mondo di servizi in grado di sostituire totalmente i prodotti offerti da Big G. Servizi offerti da aziende di primo piano che, tuttavia, fanno fatica a competere con l'ecosistema creato da Google. Già, un ecosistema: perché è questa la strategia di successo di alcune big company (si veda Apple con le interconnessioni fra iPhone, Mac, iPad, Airpods ecc.), creare un mosaico dal quale è difficile togliere un pezzo.

Come fare a meno di Google
Il Wall Street Journal ha provato a fare il punto per capire come si può vivere online senza Google. L'impresa non è semplice, ma è possibile. La situazione è differente da Facebook: se vuoi fare a meno del social network non hai altra possibilità che chiudere il tuo account, con la conseguenza di perdere la connessione con tutti gli “amici” che hai sulla piattaforma di Zuckerberg. Fare a meno di Google, invece, è un processo che ti complicherà un po' la vita online, ma rimarrai comunque in contatto con colleghi e amici.

Tanto per iniziare, non basta utilizzare motori di ricerca alternativi (come Bing di Microsoft, magari) per rimanere alla larga da Big G. Il processo è molto più complesso, e riguarda la nostra vita digitale nel suo complesso: dal mobile al desktop.

Per prima cosa è necessario disinstallare Google Chrome da tutti i device in nostro possesso, e sostituirlo con Firefox (l'ultima versione è molto veloce ed affidabile). Successivamente sarà necessario impostare “bing” o “DuckDuckGo” come motore di ricerca predefinito, al posto di google.com. Successivamente, ci sono almeno una decina applicazioni da eliminare (se installate) dal proprio smartphone: da GMail a Google Maps, da YouTube a Google Photos, da Drive a Duo a Calendar. Inoltre, se siete possessori di dispositivi come Google Home, Chromecast, Chromebook o un qualsiasi smartphone Android, dovete inevitabilmente farne a meno.

Le alternative esistono. Per la posta elettronica è possibile affidarsi a Outlook di Microsoft. Per le mappe, un servizio molto valido è “Mappe” di Apple. Google Calendar è sostituibile con Outlook Calendar o con “Calendario” di Apple. Lo stick da attaccare alla Tv alternativo a Chromecast è Roku, mentre per fare a meno di Google Docs è possibile utilizzare Dropbox Paper oppure Office Online.

Il sostituto naturale dello speaker intelligente Google Home, invece, è Amazon Echo. Mentre al posto di Google Photo è possibile utilizzare Apple Photos, e anziché Drive c'è Dropbox o Amazon Drive o iCloud, che regalano 5 gb di spazio gratuito. Infine la scelta più difficile: sostituire YouTube. La piattaforma più interessante è senza alcun dubbio Vimeo, anche se la quantità di video presenti non è la stessa.

Le difficoltà
Va detto che questo variegato di sostituti fa il suo dovere, ma in molti casi la differenza qualitativa dell'offerta sarà visibile. Se Google è un autentico colosso, del resto, lo deve proprio alla qualità dei servizi offerti. Per un utilizzatore di GMail, ad esempio, sarà difficile adeguarsi ad altri client di posta elettronica. È difficile fare a meno anche di Google Photo, che per memoria storica e intelligenza della ricerca, sembra un servizio insostituibile. Sullo stesso livello Google Maps: i competitor hanno fatto passi in avanti, ma non sono ancora allo stesso livello. E poi YouTube: rinunciare al “tubo” di Google significa fare a meno di decine di migliaia di video non reperibili altrove: trailer, video musicali, clip amatoriali. Più semplice, invece, stare lontani da Docs, Drive, Duo, Chromecast, Calendar: qui i sostituti non fanno rimpiangere i prodotti Google, anche se rimane il problema dell'integrazione con gli altri servizi usati (se usi GMail, farai fatica).

Fare a meno di Google, dunque, è difficile ma possibile. Ultima nota: più o meno ogni servizio alternativo prevede una raccolta dei dati personali degli utenti, al pari di quanto fa Google. Lo scopo, allora, potrebbe essere quello della differenziazione: un po' di dati a tutti, anziché tutti i dati a uno soltanto. Ammesso che serva.

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