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L’antica questione della convergenza mobile-pc e il caso del Samsung Galaxy Note 8
di Luca Tremolada
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Il migliore smartphone progettato per essere uno strumento di lavoro è il Samsung Galaxy Note. E non solo per il pennino (il tratto distintivo di questa famiglia) o per l'aggiunta della Dual Sim (fondamentale per chi è costretto a usare la sim aziendale solo per questioni di lavoro) ma per l'idea che sta dietro a questo prodotto. Quello di un telefono che sacrifica un po' in termini di eleganza in omaggio alle esigenze di una clientela di professionisti e business man che vogliono fare tutto o quasi in mobilità. Tecnicamente quindi la doppia Sim, la dimensione dello schermo (ampio ma non ingestibile), il comparto fotografico di livello, la porta Usb con controller Usb 3.1 lo rendono uno smartphone diverso (per vocazione) dagli altri.

Tre dettagli mi hanno colpito nel corso della prova: la precisione della S-Pen (fino a 4096 livelli di pressione), l'economia degli spazi delle componenti dentro al telefono e la velocità di trasmissione dei contenuti dalla porta Usb. Ma il banco di prova più interessante è la gestione della convergenza mobile-desktop. Quest'ultima feature è piuttosto rilevante per un manager. Nei pre-order Samsung ha scelto di regalare la DeX Station (99 euro), ovvero l'accessorio (anche per Galaxy S8 ed S8 Plus) che consente di collegare a monitor, tastiera e mouse (Bluetooth o USB) lo smartphone. Questo strumento permette di sfruttare un ambiente desktop, basato sul sistema operativo Android e ottimizzato per utilizzare al meglio l'ampia superficie dello schermo. In sostanza, consente di usare lo smartphone come se fosse un pc.

Come funziona. Una volta inserito si può optare per il mirroring video via Hdmi o per l'avvio dell'interfaccia DeX. Le applicazioni ottimizzate possono girare in finestra o a tutto schermo, quelle non ottimizzate solo in finestra. Ovviamente le app che girano sono le stesse installate sullo smartphone. Il pacchetto Office di Microsoft funziona ma necessita di licenza per la modifica dei file. Netflix invece non può essere messa a schermo intero.

La convergenza mobile-desktop. L'idea non è nuova. Tutti i produttori di sistemi operativi (pure Ubunto) ci hanno pensato. La soluzione di Samsung è simile a Continuum di Microsoft e non è perfetta anche se l'esperienza è ottimale. Mi spiego meglio: il DecX funziona bene, è pratico e consente di continuare ad usare gli applicativi anche su schermo grande senza soluzione di continuità. La trasformazione dello smartphone in un computer tecnologicamente ha quindi senso. Samusung da questo punto di vista ha interpretato alla perfezione questa esigenza, anche perché la potenza di queste telefonini supercostosi è ormai a livelli di un desktop. Peraltro, non c'è solo Samsung. Huawei a metà mese lancerà il nuovo Matebook e sarebbe al lavoro su una modalità che permetterebbe di far convergere l'esperienza puramente mobile con quella del Pc. La perplessità semmai è legata alla gestione degli applicativi e alla capacità dello schermo. In altre parole, se non dovete modellare in 3D, fare editing di video o giocare lo smarphone è una alternativa al pc. Altrimenti meglio il caro e vecchio portatile.

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