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Rivoluzione e-banking, tanto per (non) cambiare l'Italia è in forte ritardo
a cura di Alberto Annicchiarico
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Una maggiore digitalizzazione dei rapporti con la clientela famiglie potrebbe regalare una bella boccata d’ossigeno ai disastrati conti economici degli istituti di credito. Alcune stime econometriche mostrano infatti come l'internet banking consenta di aumentare l'efficienza, ovvero di ridurre l'incidenza dei costi operativi rispetto ai ricavi, e di incrementare la redditività. Attraverso l'internet banking potrebbero essere veicolati altri servizi più evoluti e a maggior valore aggiunto per le banche. Inoltre, l'uso delle home banking consente di generare un ingente flusso di informazioni (big data) utili per la profilazione e fidelizzazione dei clienti.

E però dal rapporto sull'e-banking 2017, diffuso recentemente da BEM Research , emerge come, a dispetto della grande opportunità, il quadro dell’Italia denunci un grandissimo ritardo rispetto al resto d'Europa. L'internet banking è stato utilizzato nell'Area euro da poco meno di un abitante su due nel corso del 2015; in Italia non si è superato il 30% (grafico 2). Tra gli altri grandi paesi dell'eurozona fanno molto meglio di noi Spagna (39%), Germania (51%) e Francia (58%).

Ne parla un post del blog Econopoly firmato dall’economista Carlo Milani:

Rivoluzione e-banking, tanto per (non) cambiare l'Italia è in forte ritardo

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