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I droni per uso hobbystico
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Innanzitutto chiariamo un primo punto. Vengono definiti “droni” sia apparecchi da poche decine di euro venduti dai negozi di hobbistica e modellismo, sia oggetti dal costo che può anche superare abbondantemente i mille euro, per usi più professionali.

I primi, in genere, sono elicotteri quadrirotore (in inglese quadcopters, quadricotteri) dal peso di poche decine di grammi, con una autonomia limitata a pochi minuti di volo. Si utilizzano principalmente i quadcopter perché, grazie alla dinamica di rotazione dei quattro rotori, sono stabili e facili da guidare. Si va da modelli base senza particolari accessori ad altri dotati di stabilizzazione giroscopica, altri sensori per una ulteriore stabilizzazione del volo e per evitare per quanto possibile gli ostacoli (barometro, bussola digitale, sensori ad ultrasuoni…), telecamera incorporata per riprese durante il volo e altri accessori. Alcuni vengono pilotati tramite un radiocomando tradizionale via onde radio, mentre altri vengono pilotati attraverso una app che lavora via wi-fi o Bluetooth (quest'ultima ha una portata più limitata).

In commercio ce ne sono diverse decine per tutti i gusti, dai giocattoli veri e propri (con qualità non dissimile a quella degli elicotteri che venivano venduti qualche anno addietro nelle piazze delle grandi città) a modelli da alcune centinaia di euro, con telecamere ad alta definizione e stabilizzatori di volo. La scelta dipende ovviamente dal budget, considerando comunque che in genere i modelli più costosi e dotati di ausili di volo sono molto più facili da pilotare.

Le regole per l'uso di questi modelli sono le seguenti: vanno fatti volare in aree non popolate e opportunamente selezionate, con un raggio massimo dall'operatore di 200 m e ad una altezza non superiore a 70 m. Il volo deve essere fatto a vista, cioè mantenendo il contatto continuo con il modello e senza aiuto di dispositivi ottici e/o elettronici e nelle ore diurne. Inoltre, si deve svolgere a condizione che l'attività non presenti alcun rischio a persone e cose. La zona di volo deve essere ad una distanza di almeno 8 km dal perimetro di un aeroporto e dai relativi sentieri di avvicinamento/decollo. Per riferimenti precisi alla normativa vigente, si veda alle pagine 19 e 20 del Documento Enac sui “Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto”.

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6 MARZO 2015
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