Social Network
SPERIMENTAZIONI CHE FANNO SCUOLA
ANTONIO C. LARIZZA

Nuovi usi per vecchi strumenti. I vecchi strumenti sono il web, la Rete, le lavagne interattive, i social network, i libri elettronici. I nuovi usi sono quelli che emergono da pratiche innovative di formazione: forme di didattica che scommettono sul digitale. Per parlare ai nativi digitali.
Oggi in Italia meno di una persona su due (46,8%) dichiara di leggere almeno un libro all'anno. Ma i dati Istat dicono anche che dal 2000 al 2010 il numero di persone che si informano (e si formano) su internet è cresciuto del 97%: oggi lo fa un italiano su cinque. Dati che la scuola non può ignorare.
Internet ha messo in discussione modelli di business e architetture sociali. Le scuole, di qualsiasi ordine e grado, hanno resistito al cambiamento più di altre istituzioni. Ma solo in superficie: se intese come luoghi fisici progettati per trasmettere il sapere, conservano l'organizzazione che avevano prima dell'arrivo di internet. Che invece ha indebolito drasticamente l'efficacia della pratica formativa: la didattica che non parla i linguaggi dei nativi digitali è in crisi. Da riformare. Lo dice l'Europa, con la nuova strategia di Lisbona. E lo dimostrano gli esperimenti compiuti in questa direzione. Anche in Italia.
Nel nostro Paese – dove solo lo 0,1% della produzione scolastica è in formato elettronico – l'innovazione non può che venire dal basso. E alimentarsi della passione di docenti e genitori illuminati. Accade così che da un "normalissimo" Istituto tecnico, l'Ettore Majorana di Brindisi, nasce il progetto «Book in progress»: partito nel 2009, oggi vanta un network di 14 istituti sparsi per l'Italia e libri autoprodotti per 16 discipline. Una rete di 300 appassionati insegnanti, da tutta Italia, produce libri sia in versione elettronica che cartacea per la didattica multimediale. Il risultato: nel primo anno di sperimentazione al Majorana i debiti formativi sono diminuiti del 10 per cento.
Le lavagne interattive e multimediali (Lim) – l'85% delle scuole italiane ne ha almeno una in dotazione – da sole non fanno la differenza. Senza una didattica che scopra nuovi usi, sono strumenti (già) vecchi. Lo sanno bene i dirigenti e le insegnanti delle scuole che aderiscono al piano «Logos - Didattica per la comunicazione didattica».
La storia del piano Logos inizia nel 1997, quando un piccolo gruppo di scuole decidono di partecipare al progetto ministeriale «Prove tecniche di autonomia». E decolla nel 2007: oggi raccoglie 85 scuole di ogni ordine e grado, coordinate dal Liceo classico Scipione Maffei di Verona, che sperimentano forme innovative di comunicazione didattica.
Il motore dell'iniziativa sono un gruppo che cresce anno dopo anno: fatto di attivi maestri, ai quali Nòva24 ha dedicato la storia di copertina del numero uscito lo scorso 20 gennaio. Che cosa fanno, entrando in classe? Usano Facebook per insegnare l'inglese, le risorse online del Mit per fare lezioni di scienza via internet. Oppure insegnano la storia dell'arte durante la lezione di Greco, con l'ausilio di contenuti multimediali. Altri registrano le lezioni in podcast, mettendo i file a disposizione della rete. Alcuni fanno didattica con il cinema: gli studenti imparano scrivendo sceneggiature, per poi interpretarle dirigendone le riprese. Tutti si sforzano di parlare il linguaggio dei loro alunni. Maestri isolati più di quanto meriterebbero, ma non soli: per capirlo basta visitare il portale dei Ragazzi del Fiume, una rete che dal 1999 sfrutta la rete per forme di didattica innovativa nella scuola primaria.
Sperimentazioni che fanno scuola. Lo conferma anche uno studio dell'Ocse: «Beyond Textbooks: Digital Learning Resources as Systemic Innovation in the Nordic Countries». Analizzando l'esperienza della Norvegian digital learning arena – uno spazio pubblico dove i docenti della scuola secondaria condividono contenuti per la didattica con licenza Creative Commons – l'Ocse ha misurato un aumento della qualità dell'apprendimento. Il segreto del successo? Sta tutto nell'aver saputo individure nuovi usi per vecchi strumenti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
www.bookinprogress.it
www.liceomaffei.edu
www.ragazzidelfiume.it
www.oecd.org

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