Politica Economica
Accise benzina, in manovra il primo taglio: ecco quanto costa ogni cent
di Nicoletta Cottone
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Nella manovra allo studio del Governo è previsto un primo taglio delle accise sulla benzina: l'annuncio è che saranno cancellati i balzelli più datati. In realtà questa è una sorta di leggenda metropolitana, perché gli aumenti storici delle accise introdotti nei primi decenni del '900 - dalla guerra in Abissinia al disastro del Vajont - sono stati riunificati dal decreto Dini del 1995 ed entrati nella fiscalità generale. C’era la guerra d’Abissinia (1935), la guerra di Suez (1956), la diga del Vajont (1963), l’inondazione di Firenze (1966), il terremoto del Belice (1969), il sisma del Friuli (1976). Resi strutturali dalla legge di stabilità 2013 anche gli aumenti per fondo spettacolo, crisi libica, alluvioni Liguria e Toscana, decreto Salva-Italia, terremoto Emilia, emergenza Abruzzo.

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Gli introiti alla pompa: nel 2017 26,7 miliardi
Le accise sulla benzina hanno garantito nel 2017 introiti per le casse dello Stato per 26,7 miliardi, l'81% della fiscalità energetica (32,7 miliardi). Nel 2016 dalla fiscalità energetica erano arrivati 32,6 miliardi, di cui 26,4 miliardi dalle accise. Da gennaio a luglio 2018 la fiscalistà energetica ha reso 16,9 miliardi, quella petrolifera 13,8 miliardi (9,4 miliardi da gasoli, 3,9 miliardi da benzina, 0,5 miliardi da altri prodotti).

Quanto costa la diminuzione di un centesimo di accise
Nel 2017 i consumi di benzina sono stati di 9,9 miliardi di litri e di 27,8 miliardi di gasolio. Secondo i calcoli dell’Unione petrolifera ogni centesimo di riduzione dell’accisa sulla benzina comporterebbe un calo di gettito di circa 100 milioni di euro e di 278 milioni sul gasolio. A questi numeri si deve aggiungere il minor introito sull’Iva (al 22%) che si applica al prezzo del carburante.

Ecco quanto costa il taglio di 11,3 centesimi invocato da Salvini
Il vicepremier Matteo Salvini aveva promesso un taglio di 11,3 centesimi. Aveva parlato di tutte le «accise anacronistiche», che in realtà sono già state inglobate nella fiscalità generale). Prendendo come base i consumi 2017 il taglio delle accise sulla benzina di 11,3 centesimi al litro costerebbe 1,13 miliardi. Se il taglio fosse esteso anche al gasolio costerebbe altri 3,14 miliardi. Quindi in totale il taglio su benzina e gasolio costerebbe 4,27 miliardi. Questo Iva a parte.

Benzina: la componente fiscale è il 62%
Il “prezzo Italia” della benzina, rilevato dal Mise il 10 settembre, è pari a 1,643 euro/litro. La componente fiscale pesa per il 62%, pari a 1,025 euro/litro: 0,728 di accisa e 0,297 di Iva al 22%. Il prezzo industriale pesa per il 38%: 0,618 euro. La materia prima pesa 0,480 euro/litro, mentre il margine lordo (che è la voce su cui l’operatore può agire per modificare il prezzo alla pompa) è 0,128 euro/litro.

Diesel: la componente fiscale pesa per il 59%
In base alla rilevazione del Mise del 10 settembre il “prezzo Italia” del diesel è pari a 1,524 euro/litro. La componente fiscale pesa per il 59%, pari a 0,892 euro/litro: 0,617 di accisa e 0,275 di Iva al 22%. Il prezzo industriale pesa per il 41%: 0,632 euro. La materia prima pesa 0,516 euro/litro, mentre il margine lordo (che è la voce su cui l’operatore può agire per modificare il prezzo alla pompa) è 0,116 euro/litro.

Quanto pesa il Fisco in altri Paesi europei
Esaminando i numeri della fiscalità sui carburanti nei principali paesi di area Euro emerge che siamo il paese dove è più alto il peso il pezo di accise e Iva. Dopo di noi la Francia, seguita da Germania e Austria. Spagna al sesto posto.

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