Politica
Dalla chiusura dei negozi la domenica alle grandi opere: i recenti paletti della Lega al M5s
di Andrea Carli
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Paletti recenti che, nel contesto di un dialogo tra azionisti di maggioranza dello stesso governo, hanno il loro peso politico. Il vicepremier e leader pentastellato Luigi Di Maio annuncia l’approvazione della legge che impone lo stop nei fine settimana e nei festivi a centri commerciali, con delle turnazioni e l’orario che non sarà più liberalizzato? A stretto giro il Carroccio limita il campo di applicazione di questa misura. E pone dei “paletti”: il ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio, suo collega nell’esecutivo giallo verde, ma esponente leghista, avverte: la misura non deve interessare le città turistiche. È questo l’ultimo di una serie di casi in cui la Lega ha corretto il tiro delle proposte dei Cinque Stelle.

Sul futuro della Tav M5s attende i risultati dell’analisi costi benefici
Il tema del futuro delle grandi opere, soprattutto l’Alta velocità Torino - Lione e il gasdotto Tap, è uno di quelli su cui i due alleati sono più sensibili. Le due forze politiche hanno due posizioni diverse: una parte dell’elettorato cinquestelle preme contro la realizzazione di queste infrastrutture, mentre il Carroccio le considera necessarie e preme per andare avanti. Per quanto riguarda la Tav, il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, dei Cinque Stelle, ha avviato un’analisi costi-benefici. In attesa che l’indagine venga ultimata, M5s ha “congelato” qualsiasi giudizio. «Entro fine anno avremo la risposta - ha assicurato Toninelli -, anzi spero entro novembre, perché stiamo sollecitando i tecnici della struttura tecnica di missione per poter avere questi dati e prendere una decisione».

La Lega: l’indagine sull’Alta velocità Torino-Lione non significa uno stop
Intanto però il Carroccio vigila. Il sottosegretario leghista ai Trasporti Armando Siri ha lanciato un avvertimento: «nel contratto di governo c’è scritto che avremmo ridiscusso l’opera verificando costi e benefici ed è quello che stiamo facendo. Questo non significa uno stop». L’impressione al momento è che, nel gioco di “do ut des” tra M5S e Lega, sia più il Tap, ossia il gasdotto che i Cinque Stelle avversano da tempo - l’infrastruttura è destinata ad arrivare in Puglia dopo aver attraversato Albania, Grecia e Mar Adriatico - a vedere la luce verde. Anche perché le ingenti penali previste sul gasdotto potrebbero avere effetto su una manovra, che si preannuncia come un percorso a ostacoli tra le promesse elettorali di M5S e Lega e la coperta conta delle risorse a disposizione.

Tria: avanti con Tav e Tap
Di Maio non arretra: di recente ha rivendicato la posizione no-Tap del M5s («il M5s era ed è no Tap») e ha rinviato alla decisione del governo: «Il dossier è sul tavolo del Presidente del Consiglio e come abbiamo affrontato tanti altri dossier in questi tre mesi, affronteremo il problema Tap», ha spiegato. «Per ora non c’è un accordo tra M5S e Lega sul tema - ha continuato il vicepremier - ma lo dovremo trovare e lo possiamo fare solo con il dialogo con le comunità locali». «Personalmente spero che si facciano, che il problema si sblocchi, che ci sia una soluzione, anche perché si tratta di grandi collegamenti internazionali», ha confidato il ministro dell’economia Giovanni Tria, parlando alla Summer School di Confartigianato di Tav e Tap. La trattativa tra M5s e Lega è già avviata. E i paletti sono già sul tavolo.

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