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Cartone al posto del gesso all’ospedale di Reggio Calabria, ecco i verbali dei Nas
di Donata Marrazzo
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Quattro ispezioni dei Nas e altrettanti verbali. Un’indagine interna condotta dalla direzione sanitaria, ora in mano alla Procura della Repubblica. Una nota inviata al Prefetto in cui si ricostruisce l’esatta dinamica dei fatti. Ricordate lo scandalo dei gessi di cartone agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, usati per “curare” le fratture? Con un’inchiesta il Sole24ore smontò subito la bufala. Constatammo dal vivo che al Pronto Soccorso non mancava il gesso. Che – contrariamente a quanto diffuso sul web - dopo le 20 l’ortopedia restava aperta. E che la struttura non sembrava affatto un ospedale da campo in tempo di guerra.

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I due pazienti, intorno ai quali è stato sollevato il caso, stanno bene. Sono stati adeguatamente trattati, sottoposti a intervento chirurgico e dimessi.
Ecco gli esiti delle visite ispettive.

I verbali dei Nas
Il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute ha accertato che il reparto di ortopedia non è carente di presidi medici specifici. Dunque, ci sono bende a presa rapida, di resina o elasticizzate, stecche preformate in poliestere e ovatta sottogesso. Non si leggono, nei verbali, riferimenti alla mancanza di presidi sanitari per l’immobilizzazione nel Pronto Soccorso.
Semmai, il verbale dell’ ispezione al Pronto Soccorso (31 luglio), l’unico pubblicato sul sito del Ministero della Salute, rileva inosservanza delle norme di sicurezza: «I Carabinieri di Reggio Calabria hanno condotto accertamenti e controlli presso il locale presidio ospedaliero, nel corso dei quali sono state accertate alcune irregolarità nella manutenzione delle bombole d’ossigeno presenti al pronto soccorso e nella verifica periodica di due apparecchi elettrici, una lampada scialitica ed un pensile. I militari hanno contestato al direttore generale dell’ospedale, al direttore del pronto soccorso e al responsabile della gestione patrimoniale l’inosservanza della normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro ovvero la mancata adozione di misure idonee a ridurre i rischi per la salute degli operatori sanitari e dei pazienti».

Le controdeduzioni del direttore generale
Nella controdeduzione del direttore generale degli Ospedali Riuniti, il cardiologo Frank Benedetto, supportata dal parere tecnico del responsabile delle installazioni Antonio Paleologo, è stato sottolineato in particolare, che il collaudo della lampada scialitica presente nel Pronto Soccorso era valido fino al 2019, come riportato nella documentazione esibita. Ma l’attrezzatura è stata comunque nuovamente certificata il giorno dopo. Le bombole d’ossigeno da trasporto sono state agganciate con le catenelle al muro, come constatato dall’ispezione dei Nas del 7 settembre, disposta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria che indaga sul caso.

Le criticità riscontrate e risolte
Il verbale relativo al reparto di Ortopedia segnala «condizioni igienico sanitarie e strutturali soddisfacenti», e fra le criticità una stanza in fondo al corridoio (posti 19 e 20) «chiusa per mancanza di aria condizionata, una traccia di pregressa infiltrazione della Day Surgery». Sotto il profilo organizzativo si accerta un frigo di tipo domestico e non biologico per la detenzione dei farmaci. E un carrello portaterapia con tracce di ruggine. Il direttore generale ha prodotto gli ordini per 177 carrelli antecedenti all’ispezione. In 24 ore è stato risolto il problema dell’infiltrazione, sistemato l’impianto dell’aria condizionata nella stanza a due posti, acquistato un frigo biologico di cui si attende la consegna. «Criticità prevedibili per un grande hub come il nostro ma giustamente segnalate e risolte - commenta Benedetto - che nulla hanno a che fare con la fake news dei gessi di cartone che ha procurato all’ospedale, ai suoi medici, alla città di Reggio Calabria e all’intera regione un danno incalcolabile».

L’intervento di Simeu
Vincenzo Natale, presidente regionale della Società italiana per la medicina d’urgenza, ha risposto alla lettera aperta inviata dalla segreteria aziendale del sindacato Anaao-Assomed del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria alla ministra della Salute Giulia Grillo. Anche lui è fra i destinatari della comunicazione dell’Associazione (insieme al presidente della Regione e del consiglio regionale, al prefetto e al sindaco di Reggio Calabria) che ha voluto così commentare «alcune significative dichiarazioni» rilasciate dal direttore del Pronto Soccorso Angelo Ianni a proposito dell’uso del cartone al posto del gesso. Natale ha ritenuto «di dover stigmatizzare la forma e il contenuto della stessa, trattandosi di un preoccupante attacco non solo alla struttura in questione ma all’intera macroarea dell’Emergenza-Urgenza calabrese».

Totale la difesa di Angelo Ianni, 25 anni di esperienza all’ospedale Sant’Andrea di Roma, travolto più di altri dal caso: la sua dichiarazione, rilasciata all’Ansa, «viene strumentalmente artata, con speciose argomentazioni, discutibili nel tenore e nella sostanza, per dimostrare che il predetto professionista avrebbe affermato una scientifica, strutturale e generalizzata equivalenza tra i presidi omologati e prescritti dalla corretta pratica medica e qualsivoglia estemporaneo intervento (nel caso citato praticato altrove) attuato in urgenza sul territorio», scrive il presidente di Simeu. E conclude: «I fatti smentiscono gli assunti di fondo dell’accorata lettera aperta che chiama nostro malgrado in causa una serie di attori coinvolti in maniera irrituale».

La solidarietà del dg del Niguarda
Numerose le manifestazioni di solidarietà espresse a medici e dirigenti degli Ospedali Riuniti da pazienti e addetti ai lavori. Come quella del direttore generale dell’ospedale Niguarda di Milano Marco Trivelli che ha scritto una lettera indirizzata ad alcune testate nazionali: «Questa struttura ospedaliera negli ultimi anni ha avuto una grande, positiva evoluzione: non vi è stato solo un uso oculato delle risorse pubbliche, che è gran cosa, ma anche e soprattutto la volontà di dare cure adeguate; credo anche che i progressi registrati siano durevoli: lo testimonia il fatto che professionisti di grande valore, da varie parti di Italia, abbiano accettato di impegnarsi a Reggio Calabria in posizioni di responsabilità, legando la propria carriera a questa struttura e a questa città. Niente, nel nostro sistema sanitario, è interamente buono o interamente negativo: ma bisogna che si colga la notizia che anche al Sud qualche realtà, come gli ospedali riuniti di Reggio Calabria, ha interrotto la spirale dell’impoverimento sanitario e dell’uso assistenziale delle risorse».

Le performances dell’ospedale
A confortare i vertici dell’azienda sono proprie le buone performances dell’ospedale che dal 2015 a oggi registra un aumento dei ricoveri, della loro complessità e del loro controvalore economico (superiore a 127 milioni di euro). La Pet, la prima pubblica della Calabria, ha erogato oltre 1000 prestazioni. La cardiochirurgia ha eseguito 600 interventi di alta complessità, 2600 i parti. Otre 300 le assunzioni tra dirigenti medici, collaboratori professionali, tecnici di laboratorio, tecnici di radiologia. Un «protocollo attuativo sulla sicurezza e sulla legalità per la prevenzione dei fenomeni corruttivi e dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata», firmato con la Prefettura, certifica la selezione dei fornitori. Il bilancio 2016 si è chiuso in positivo per 550mila euro. Con 180 milioni assegnati all’azienda ospedaliera da un bando dell’Inail per finanziamenti di utilità sociale, sarà realizzato il nuovo, avveniristico ospedale della città.
«Questa vicenda è stata strumentalizzata da chi invece di tutelare i lavoratori, prova a seminare discredito per interessi personalistici», conclude il direttore generale. Auspicando «un immediato e puntuale intervento da parte degli organi giudiziari competenti».

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