Politica
Conte: rinuncio alla cattedra alla Sapienza
di Nicola Barone
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Nessun conflitto di interessi, rinuncia alla cattedra «esclusivamente per una sensibilità personale». Così il premier Giuseppe Conte in diretta Facebook. «Fatevene una ragione, il governo durerà cinque anni», aggiunge Conte sottolineando di non aver mai pensato di trovare un incarico alternativo con il concorso alla Sapienza. Il riferimento è a indiscrezioni circolate stamani sulla sua presunta retromarcia nella candidatura alla cattedra di Diritto privato nell’ateneo romano, nonostante la scorsa settimana avesse promesso di «riconsiderare» se andare avanti o meno con il concorso dopo le critiche ricevuto per il conflitto d'interessi tra il suo incarico di presidente del Consiglio e la partecipazione alla selezione.

Il 6 settembre, in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri dedicato all ddl Bonafede anticorruzione, Conte aveva spiegato che la sua «nuova veste» di presidente del Consiglio gli imponeva di «riconsiderare la procedura in corso». «A rigore, non dovrebbero esserci conflitti di interesse» aveva aggiunto («da giurista») annunciando che comunque gli impegni internazionali pregressi (l’incontro di oggi con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk a Palazzo Chigi, ndr) non consentivano «di partecipare al test lunedì».

Rinvio concordato
Conte avrebbe dovuto sostenere oggi un esame previsto dalla selezione, in particolare una prova in inglese legale, « ma la commissione giudicante della Sapienza ha detto agli altri due candidati, i professori Mauro Orlandi e Giovanni Perlingieri, che il premier non si sarebbe presentato e ha offerto loro di rinviare», ha riferito oggi Politico.eu. I due «hanno deciso di non procedere con l'esame orale dopo una breve consultazione tra di loro».

Pd all’attacco
La vicenda del concorso del premier aveva scatenato Silvia Fregolent, capogruppo Pd della Commissione Finanze della Camera, che su Facebook attribuiva il mancato ritiro al fatto che il governo «durerà ancora per poco» e Conte «sta già cercando una nuova occupazione. Le sue bugie sono la più efficace testimonianza dei fallimenti della maggioranza giallo-verde». Critiche via twitter anche dalla senatrice dem Caterina Bini: il premier, scrive, «è un
mentitore seriale. Non è vero che si era ritirato dal concorso per la cattedra di Diritto Privato alla Sapienza ma ha solo spostato la data del test di inglese. È un palese, ripetuto, grave conflitto di interesse per un presidente del Consiglio,
seppure solo formalmente in carica».

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