Politica
Salvini vede di Maio e frena: nessun golpe giudiziario, pronto a collaborare
di Barbara Fiammeri
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Arriva a Cernobbio con il solito sorriso stampato e una ressa di telecamere attorno. Tra pochi minuti è atteso il suo intervento sull'immigrazione al Forum Ambrosetti. Prima però non rinuncia a un vis a vis con i giornalisti per ribadire che lui è «tranquillo», «sereno» anzi «felice» anche perchè tra poche ore nascerà il suo nipotino.

Chiarimento notturno con Di Maio
I toni sono ben diversi da quelli della diretta Facebook con cui la sera prima ha sfidato i magistrati che lo hanno indagato
per sequestro di persona aggravato. E non solo per il contesto: nella notte c è stato un chiarimento con il leader del M5S Luigi Di Maio che ha detto esplicitamente al suo omologo leghista di frenare le sue esternazioni. Così è stato.

Ruolo magistrati non in discussione
Del resto Salvini nella strategia dell'elastico è il numero uno: prima paventa il complotto dei giudici politicizzati costringendo il suo alleato di governo a intervenire e l'indomani allenta la tensione, assicurando che non mette in discussione il ruolo dei magistrati, e che qualora fosse accertata «una mia responsabilità ne trarrei le conseguenze». Ma per chi, come il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e lo stesso Di Maio che lo redarguiscono per il suo attacco ai giudici assai simile alle intemerate berlusconiane della seconda Repubblica, la replica del ministro dell'Interno è sferzante: «Un tempo - dice Salvini chiarendo che non c'è nessun riferimento a Berlusconi - quando un ministro veniva indagato era perchè rubava, mentre a me mi indagano perche voglio mantenere quello che ho promesso agli italiani». Questione chiusa: «Mi aspettano, non voglio essere maleducato».

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