Politica
Dal jobs act al decreto dignità: i 100 giorni di Renzi, Gentiloni e Conte
di Marzio Bartoloni e Andrea Marini
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Il più prolifico è stato Matteo Renzi che a colpi di slide nei 100 giorni fece approvare 11 decreti legge lanciando subito i suoi cavalli di battaglia: il jobs act e gli 80 euro. Senza contare il disegno di legge sulle riforme costituzionali che ne ha segnato anche il declino politico. Paolo Gentiloni ha gestito nelle prime settimane emergenze come il crack delle banche e gli sbarchi dei migranti. Giuseppe Conte, che compie i “100 giorni” domani, ha il bilancio numerico più magro: meno provvedimenti portati in consiglio dei ministri (anche se con più sedute di Palazzo Chigi) con il decreto dignità e il Ddl corruzione appena presentato tra le poche misure di peso.

L’attivismo di Salvini sui migranti
Complice anche la pausa estiva il Governo giallo-verde non ha mostrato la stessa “foga” di quelli precedenti. Anche se sul fronte migranti - l'emergenza che insieme a quella del lavoro accomuna i tre Governi - il dinamismo del vice-premier Salvini ha segnato questo inizio di legislatura: viaggi in Libia, Cairo, Russia, incontri con il premier ungherese Victor Orban e poi il decreto per sostenere con risorse e mezzi la guardia costiera libica. Ora è atteso il “pacchetto Salvini” sempre in forma di decreto, che dovrebbe stabilire una stretta sui migranti.

Renzi e la bandiera del jobs act
La luna di miele come di consueto dura almeno 100 giorni. È così è stato per tutti e gli ultime tre premier: sicuramente per Renzi che dopo 20 giorni dal suo insediamento portò in consiglio dei ministri il decreto con la riforma del mercato del lavoro (il famoso jobs act). Riforma poi approvata con i voti contati e ricorrendo alla fiducia, scorciatoia a cui finora il Governo Conte non ha mai fatto ricorso.

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Conversione sprint per il decreto dignità
E proprio dal lavoro è partito l'Esecutivo M5S-Lega: il decreto dignità, approvato in consiglio dei ministri il 2 luglio, a un mese dal giuramento, è stato convertito in legge in tempi record, prima della pausa estiva. Voluto fortemente dal vice-premier Di Maio contiene tra le altre cose una serie di misure di revisione proprio del jobs act voluto da Renzi (tra tutti la stretta sui contratti a termine).

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Gentiloni, dalle banche ai migranti
Il nuovo Esecutivo guidato da Conte condivide invece con quello del predecessore Paolo Gentiloni la gestione dell'emergenza migranti: l'ex premier Pd nei primi cento giorni fece varare una serie di decreti (8 in tutto) tra cui quello per le banche, uno per il mezzogiorno e appunto quello sui migranti. Un provvedimento anche questo approvato a un mese dall'insediamento firmato dai ministri Minniti e Orlando che puntava a contrastare l'immigrazione illegale.

Il peso dei decreti legge
Non è un caso che gli esecutivi abbiano concentrato, nei primi giorni, tutte le loro energie nell’approvazione di decreti legge. Si tratta di misure che entrano subito in vigore, anche se devono poi essere convertiti in legge entro due mesi. Nei primi 100 giorni Renzi ha presentato 11 decreti, 8 Gentiloni e 6 Conte (anche se in questo caso ha pesato la pausa estiva). Sul fronte dei disegni di legge, Renzi ne ha presentati solo 4 (ma uno di peso: quello della riforma costituzionale), contro gli 11 di Gentiloni e i 12 di Conte (compreso il Ddl anticorruzione varato dal consiglio dei ministri ieri). Quasi tutti Ddl che ratificano trattati internazionali.

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