Attualita
Boccia (Confindustria): le parole di Salvini fanno ben sperare alle imprese
di Al.Tr.
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«Le dichiarazioni di apertura di Salvini fanno ben sperare al nostro mondo. Oggi mi ha cambiato l'agenda». Così il leader degli industriali, Vincenzo Boccia, ha commentato l'intervista rilasciata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini al Sole 24 Ore, dove ha annunciato sul fronte delle pensioni quota 100 per tutti e subito, la riduzione del cuneo, il lancio della flat tax e il mantenimento delle misure di Industria 4.0 (estendendone i benefici alle Pmi). «Mi sembra che le dichiarazioni del vicepremier Salvini vadano verso una dimensione di grande responsabilità», ha dichiarato Boccia arrivando all'Assemblea generale di Confindustria a Bologna.

In vista del tavolo al Mise sull’Ilva in programma per oggi, Boccia ha poi aggiunto: «Auspichiamo che nel pomeriggio si trovi una soluzione alla questione, sarebbe un bellissimo segnale».

Da Governo azione di responsabilità
«Mi sembra che le dichiarazioni del vicepremier Salvini - ha detto Boccia - vadano verso una dimensione di grande responsabilità: attenzione alle regole europee, all'interno di questo una visione di piano di medio termine». «Si comincia ad avere un quadro molto più chiaro - ha continuato il leader degli industriali- un'attenzione al cuneo fiscale e, aggiungiamo noi, alla crescita e alla competitività». «Abbiamo l'impressione - ha aggiunto - che ci sia un’azione di grande senso di responsabilità nei fini corretti che il governo vuole realizzare con il suo programma».

C’era malessere, ora stop polemiche
«Se la logica è quella di lavorare a un piano di medio termine, a non eccedere sul deficit, ad avere attenzione al deficit e al debito pubblico, a puntare sulla crescita e a ridurre i divari, questo governo troverà una Confindustria vicina e pronta a fare proposte all'altezza della nostra industria italiana», ha detto ancora Boccia tendendo la mano all’esecutivo dopo l’intervista di Salvini. Nelle scorse settimane, ha ammesso Boccia, «c'era un malessere anche legato alle dichiarazioni di alcuni esponenti della Camera dei deputati e dei partiti di maggioranza forse ingenerosi verso la categoria dell'industria italiana che rappresenta la seconda manifattura d'Europa e la quinta potenza economica del mondo». Ma adesso è arrivato il momento di archiviare le polemiche, «ora vogliamo guardare avanti», spiega il leader degli industriali, che a questo punto si aspetta l'apertura di un dialogo con l'esecutivo.

Vicini a Governo se lavorerà a piano di medio termine
«Siamo contro l'incremento dello spread, non vogliamo che il governo cada, ma è evidente che questo dovrebbe prevedere un confronto su tanti punti», ha sottolineato Boccia, citando alcuni esempi. «I pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, incrementare il fondo di garanzia per quel 60% di imprese che sono in una fase di transizione, ridurre i tempi della giustizia. Si possono fare tante cose anche con risorse non elevate che puntino a un'attenzione alla crescita e che sono complementari ai programmi di governo», ha aggiunto il presidente di Confindustria. Che ribadisce: «Se la logica è un piano di medio termine sono cose realizzabili. Le dichiarazioni di Salvini ci fanno ben sperare».

No a decreto dignità, ma parentesi chiusa
A margine della convention degli industriali emiliani, poi, Boccia, ribadisce il suo no al decreto dignità, «Come abbiamo detto non incrementa né riduce l'occupazione - dice Boccia - pertanto è inutile parlarne. È passato, chiudiamo questa parentesi. Non lo condividiamo e non abbiamo alcuna voglia di continuare a polemizzare su questa questione». Il punto fondamentale per il Paese, spiega Boccia, «è come recuperare un incremento di occupazione non di come lasciarla uguale, quindi decreti che servono a costo zero e che non incrementano né riducono l'occupazione onestamente non avranno effetti importanti». Confindustria è dunque pronta a voltare pagina. «È inutile continuare a polemizzare su un decreto di cui abbiamo detto che cosa pensiamo – ripete il leader degli industriali -. Andiamo avanti».

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