Politica
Tria prepara il bilancio del viaggio in Cina (aspettando la Borsa)
Dal nostro inviato Stefano Carrer
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Non si mancherà di ironizzare sulla conclusione delle missione in Cina di Giovanni Tria: il ministro dell’Economia e delle Finanze dovrebbe stasera omaggiare il «soft power» culturale dell’Italia andando al Gran Teatro di Shanghai per assistere a un balletto della Scala. Il prestigioso corpo di ballo scaligero mette in scena il virtuosistico «Don Chisciotte» di Nureyev con la Shanghai Opera House Orchestra, nell’anno delle celebrazioni del ventennale del Grand Theatre. Saranno ironie ingiuste, ma gli osservatori – nazionali e internazionali - possono notare che le tele pazientemente tessute da Tria tendono a essere disfatte da dichiarazioni di altri esponenti del governo.

Con l’incontro di questa mattina con le autorità della Borsa di Shanghai, la sua missione si è avviata verso la conclusione. Nei suoi contatti con una serie di grandi investitori istituzionali, seguiti al meeting con il ministro delle Finanze e il governatore della banca centrale cinesi, Tria ha cercato di inviare messaggi rassicuranti sulla solidità di fondo dell’Italia, senza spingersi a chiedere direttamente ai cinesi di investire sui nostri bond (cosa che sarebbe stata sconveniente e probabilmente controproducente).
Le premesse per un approfondimento delle relazioni bilaterali anche sul piano finanziario sono state messe con gli accordi tra Cassa depositi e prestiti e Bank of China e tra Banca d’Italia e la Banca centrale cinese (che da settembre comincerà a fare da agente sul mercato onshore per i primi acquisti in modalità diretta di titoli di Stato cinesi da parte di Bankitalia, finalizzati a diversificare le sue riserve valutarie).

Altre intese annunciate nel corso della missione (da Snam a Fincantieri) promettono di rafforzare le relazioni industriali. Oggi Tria non dovrebbe parlare: sarà solo emessa una nota sui suoi ultimi appuntamenti. Sarà domattina che farà il punto sulla missione e sicuramente commenterà il preoccupante andamenti dei mercati e l’imminente decisione dell’agenzia Fitch su rating e e outlook del nostro debito sovrano.

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