Politica
Crollo ponte, Martina: Pd riparta dai fischi, ma basta falsità
di Redazione Online
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Dopo i fatti di Genova, Pd in pressing sul Governo con la richiesta di creare una nuova Zona Economica Speciale che favorisca il rilancio della città, senza però dimenticare i fischi ricevuti ai funerali di Stato. Un sintomo evidente dello scollamento tra il partito e il suo elettorato, problema che non deve essere nascosto, riconosce oggi il segretario Maurizio Martina a “Non Stop News”, trasmissione di informazione in onda su Rtl 102.5: «Negare che ci sia questa difficoltà sarebbe sbagliato, bisogna guardare in faccia il problema, essere onesti intellettualmente e riconoscere che il tema c'è».

Governo crei nuova Zes per investimenti sul porto
Da quei fischi - spiega Martina - «dobbiamo ripartire per cambiare. Dobbiamo rimetterci in strada e lavorare concretamente. Non possono, invece, essere accettare provocazioni e falsità come quelle ascoltate da alcuni ministri. È stato un gravissimo errore del governo. Di fronte a fatti come questi il Paese ha bisogno di una guida che unisca e che non divida», conclude. Tra le proposte messe in campo da Martina con l'obiettivo di incalzare l'esecutivo legastellato alle prese con il dossier Genova c'è l'attivazione di una Zes per investire in forme nuove sul principale porto ligure. Per il segretario dem dovrebbe essere «aggiuntiva a quelle già attivate in altri porti italiani per aiutare con il credito d'imposta e le semplificazioni burocratiche chi investe nella logistica portuale della città» e potrebbe rappresentare «una risposta forte e concreta per sostenere Genova». Al tempo stesso, è necessario «continuare con gli aiuti immediati alle famiglie sfollate dopo il crollo» del viadotto Morandi.

Prioritario «aprire seriamente discorso sulle concessioni»
Sul tema del giorno, ovvero la strategia del Governo sulle grandi infrastrutture privatizzate evidentemente poco sicure per gli utenti Martina chiede di «aprire seriamente il discorso sulle concessioni». «Va riorganizzato completamente il rapporto tra pubblico e privato, per quanto riguarda le infrastrutture ma non solo», spiega, ed è «giusto ragionare su come fare meglio, purché non si utilizzino questi temi come clava propagandistica improvvisata per reagire d'istinto di fronte ad un fatto scoprendo poi magari di aver creato più danni ancora».

Nazionalizzazione Autostrade? »Muoversi con delicatezza»
Quanto alla ri-nazionalizzazione di Autostrade, ipotesi che divide il Governo, Martina chiede prudenza: «Mi muoverei con grande delicatezza su questo tema, non escludo che si possa tornare ad un gestione diretta da parte dello Stato, la discussione ci può stare, ma solo dopo aver fatto un'analisi vera delle cose. Quando dici nazionalizzazione devi sapere che conti porti davanti ai cittadini, in questo Paese ci sono concessionari che pagano tasse per 9 miliardi di euro e fanno utili per due, devi sapere che conti porti davanti ai cittadini».

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