Politica
Bussetti, Di Maio, Grillo, Lezzi, Salvini e Trenta: tutte le distanze tra i ministri del governo
di Andrea Carli
Img Description

Lo stop della responsabile della Difesa Elisabetta Trenta, appartenente ai Cinque Stelle, al collega di Governo Matteo Salvini , leader della Lega e vicepremier, sulla reintroduzione per alcuni mesi del servizio militare obbligatorio è solo l’ultimo episodio in cui due esponenti del governo giallo verde esprimono posizioni divergenti. Gli altri hanno riguardato temi sensibili dal punto di vista politico: dai vaccini al futuro delle grandi opere, Tav e Tap tra tutte. Considerato che la stesura della legge di Bilancio si avvicina, non è escluso che il pacchetto degli episodi si faccia più corposo.

Vaccini: presidi contro Grillo (e il responsabile del Miur è con loro)
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, il cui nome durante i giorni frenetici della trattativa tra M5s e Lega per comporre la squadra di governo è stato fatto dal Carroccio, si è schierato dalla parte dei presidi, che a loro volta avevano criticato la scelta della pentastellata Giulia Grillo, ministro della Salute, di considerare valida per la frequenza dell’anno scolastico che si aprirà a settembre l’autocertificazione da parte dei genitori dell’avvenuta vaccinazione dei figli. L’autocertificazione, è la posizione espressa dai dirigenti scolastici, «non è utilizzabile in campo sanitario». «È opportuno considerare le preoccupazioni dei dirigenti scolastici, che costituiscono snodo fondamentale per il sistema di istruzione e formazione - ha scritto il responsabile del Miur sul suo profilo Facebook -. Certamente la dirigenza scolastica non può essere gravata di incombenze in materia sanitaria».

Tap, Salvini: con gasdotto energia meno cara. Lezzi: servono infrastrutture
Un altro tema sul quale due ministri dello stesso governo hanno espresso opinioni contrarie è il gasdotto Tap, l’infrastruttura destinata a trasportare, dal 2020, 10 miliardi di metri cubi di gas dall’Azerbajian alla Puglia via Grecia, Albania e Mar Adriatico. Contraria a quest’opera è Barbara Lezzi, la ministra grillina per il Sud. Parlamentare salentina, si è fatta portavoce delle posizione dei Cinque Stelle pugliesi. Nei giorni della campagna elettorale questi avevano annunciato che, nel caso in cui M5s fosse andato al governo (cosa che è poi avvenuta), il progetto del gasdotto sarebbe stato bloccato. Secondo Lezzi, il Tap «non è un genere di investimento che serve né al Salento, né alla Puglia, né all’intera Italia. E Tap non avrà significativi vantaggi per l’Italia». Quando il collega di governo Matteo Salvini ha confidato di essere a favore del gasdotto («Secondo me - ha confidato - l’Italia ha bisogno di molte infrastrutture soprattutto al Sud. Penso alla Puglia: se arriverà alla fine quel gasdotto l’energia costerà il 10% in meno»), Lezzi ha prontamente replicato: «Caro Matteo Salvini, in Italia servono le infrastrutture ed in particolar modo ne hanno estremo bisogno il Sud e le aree interne del centro-nord».

Alta Velocità Torino Lione: contro M5s, a favore Lega Il gasdotto pugliese non è l’unica grande opera sulla quale le posizioni di pentastellati e leghisti non combaciano. Sull’Alta velocità Torino Lione infatti i primi sono contrari, i secondi a favore. Il ministro delle Infrastrutture, il grillino Danilo Toninelli, ha demandato la decisione a un’analisi costi-benefici. Obiettivo: capire se l’opera è redditizia o no. Il Nord, serbatorio elettorale della Lega, chiede a gran voce che si vada avanti con la realizzazione della Tav. «In linea di massima, culturalmente sono più per fare che per disfare - ha chiarito il leader del Carroccio Salvini -. Se non fare la Tav ci costasse due, tre o quattro miliardi, è chiaro che andrebbe fatta». Di diverso avviso l’altro vicepremier del governo Conte, Luigi Di Maio : «Poteva avere un senso trent’anni fa - ha spiegato -, ma oggi non più. Andremo a parlare con la Francia, spiegheremo che quell’opera non va fatta, è inutile. E li convinceremo». Sulla Tav la partita è complessa perché coinvolge direttamente le aspettative delle rispettive basi elettorali. Il governo giallo verde cerca una sintesi. Se non la dovesse trovare, si rischiano ripercussioni sugli equilibri della maggioranza. E i mesi che vedranno l’esecutivo impegnato nella stesura della manovra sono alle porte.

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni