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Boeri (Inps): «Mancano colf e badanti. Servono più migranti regolari»
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«Il caso delle colf e badanti è lampante: abbiamo avuto un calo tendenziale del numero di colf e badanti che sono iscritte alla gestione dell'Inps nonostante la popolazione italiana invecchi e ci sia una crescente domanda di colf e badanti da parte delle famiglie italiane, perché non ci sono stati più decreti flussi dal 2011, né regolarizzazioni».

Lo afferma Tito Boeri, presidente dell'INPS, a 24Mattino di Luca Telese e Oscar Giannino su Radio 24. Quindi lei chiederebbe subito al governo un decreto flusso per far entrare colf e badanti e rimpinguare quest'esercito di assistenza privata e sociale? «Penso sia molto importante dare la possibilità alle famiglie di poter assumere regolarmente». Il presidente dell'Inps, poi, aggiunge : «Noi chiaramente abbiamo sempre parlato di immigrati regolari, di persone che pagano i contributi. Però, perché arrivino in modo regolare dobbiamo anche avere dei decreti flussi e delle politiche dell'immigrazione regolare realistiche. Quello che abbiamo fatto negli ultimi anni è stato chiudere le porte all'immigrazione regolare. Questo ci condanna ad avere unicamente immigrazione di tipo irregolare e impedisce a noi di ricevere dei contributi che sarebbero molto importanti».

Rapporti con Salvini? «Raramente abbiamo rapporti con ministri dell’Interno»
«Normalmente ho interazioni con il ministro del Lavoro, con il ministro dell'Economia e con il presidente del Consiglio. Raramente ci capita di avere delle interazioni con il ministro degli interni. Non sono nell'ambito delle interazioni dirette». Risponde così Boeri, alla domanda di svelare i retroscena del suo rapporto con il Ministro dell'Interno, Matteo Salvini. E con gli altri ministri com'è il rapporto? domanda il conduttore. «Fin qui ottimo. Cordiale. – continua - Abbiamo avuto occasioni di confronto con altri ministri, ci sono dei rapporti di lavoro e mi sembra siano molto proficui». Non ha paura di essere cacciato? «Io svolgo il mio lavoro, penso solo a quello e davvero ci sono tantissime cose da fare. Il mio mandato scade all'inizio del 2019, ci sono ancora sei mesi da qui alla fine del mio mandato. In sei mesi si possono fare ancora tantissime cose, sto solo pensando a quello e non mi faccio distrarre da altro perché non c'è neanche tempo di farsi distrarre da altri considerazioni».

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