Italia
Obiettivo zero incidenti ma l’uomo resta al centro
di Simonluca Pini
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Dimezzare i morti e i feriti gravi da incidenti stradali tra il 2020 e il 2030. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo la Commissione Europea ha proposto di introdurre sulle future automobili diversi sistemi di sicurezza attiva come la frenata automatica di emergenza (Aeb, Automatic Emergency Brake) oppure il sistema di assistenza al mantenimento della corsia di marcia (Ldw, Lane Departure Warning) o ancora sistemi di rilevamento dei pedoni e dei ciclisti per i veicoli pesanti. I sistemi Adas (acronimo di Advanced driver assistance systems) sono diventati lo strumento ideale per ridurre o evitare incidenti di varia natura, dal leggero tamponamento fino all’impatto ad alta velocità in autostrada.

Oltre al lungo elenco di sistemi di ausilio alla guida, sempre più presenti anche su vetture di ridotte dimensioni, la nuova frontiera della sicurezza si chiama guida autonoma. Prima di immaginare auto che viaggiano da sole in stile “Blade Runner”, è sufficiente un cruise control adattivo, il mantenimento della carreggiata e la frenata automatica con ripartenza per avere un’auto con guida autonoma di livello 2 come da tabella Sae. La vera automatizzazione parte però dal livello 3, disponibile su modelli Come Audi A8, ma non presente perché non permessa dalla legge. Nell’attesa che la normativa cambi, è fondamentale ricordare come chi siede al volante deve rimanere sempre vigile e pronto ad intervenire. I recenti incidenti con una Tesla come protagonista, e relativo Autopilot, hanno sottolineato come la vera guida autonoma sia ancora molto lontana. Altra grande novità arriverà dal parcheggio autonomo in aree delimitate, come all’interno degli aeroporti.

Il sistema presentato da Volkswagen, battezzato Autonomous Parking, sarà disponibile a partire dal 2020 per tutte le vetture del gruppo tedesco. Per utilizzare il sistema è sufficiente utilizzare l’applicazione dedicata sullo smartphone, da dove prenotare un posto per la vettura prima di arrivare all’aeroporto. Poi, una volta raggiunto l’ingresso del parcheggio, si spegne il motore e si scende dall’auto. A questo punto mentre si raggiunge il terminal si attiva la procedura di parcheggio: la vettura si riavvia quando si alza la sbarra d’ingresso e sfruttando radar, sensori e telecamere, si muove per raggiungere in autonomia la postazione assegnata.

L’orientamento e l’individuazione dello stallo sono suggeriti da semplici indicatori pittorici. Oltre al parcheggio automatico, le vetture in sosta diventeranno anche un hub per la consegna di pacchi grazie alla possibilità di aprire la vettura da parte del corriere, ovviamente dopo l’autorizzazione del proprietario.

Se la tecnologia sarà disponibile dal 2020 per il gruppo Volkswagen, il parcheggio autonomo arriverà sulla nuova Porsche Cayenne dal prossimo anno. Sarà disponibile anche una nuova visualizzazione della vettura in parcheggio, con una ricostruzione dall’esterno e non solo dall’alto, in grado di aiutare l’automobilista anche nella manovre più complicate.

3 LUGLIO 2018
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