Italia
Dal 2025 Tutor anche sulle superstrade per migliaia di km
di Maurizio Caprino
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È nascosta nelle pieghe del decreto del ministero delle Infrastrutture 70/2018 sulle smart road, noto come quello che dovrebbe consentire anche in Italia la sperimentazione della guida autonoma. Ma l’estensione dei controlli sulla velocità media a tutte le autostrade che finora non li hanno e a migliaia di chilometri di strade statali, prevista dal decreto entro il 2025, è destinata a cambiare la vita dei guidatori in carne ed ossa: se nel frattempo non sarà cambiato il Codice della strada, si sarà costretti a viaggiare a 90 all’ora anche su superstrade a doppia carreggiata dove oggi tanti si tengono sui 110 (consentiti solo sui non molti tratti classificati come strade extraurbane principali) se non di più.

Cambierà anche la vita dei Comuni che su quelle strade oggi fanno funzionare i loro misuratori di velocità, basandovi una buona fetta delle proprie entrate: il futuro sistema di controllo sarà gestito dalla Polizia stradale, quindi, secondo il Codice, gli incassi finiranno allo Stato.

Le arterie interessate sono tutte quelle di rilevanza europea (rete Ten-T) o che portano verso porti, aeroporti, poli logistici e distretti industriali.

Non è detto che il Dm 70/2018 venga rispettato alla lettera: impone il controllo della velocità media come dotazione obbligatoria di tutte le smart road, ma tante norme dei decenni passati in materia di strade sono rimaste largamente inattuate perché si sono infrante contro difficoltà tecniche, giuridiche e finanziarie. E proprio il coordinamento tra il Dm 70/2018 e le norme precedenti - come quelle su gestione della sicurezza (Dlgs 35/2011), gallerie e adeguamenti antisismici - potrebbe creare ulteriori problemi.

Ma intanto l’Anas aveva iniziato ad allinearsi al Dm già dal 2016, lanciando il suo piano smart road, il cui primo bando è stato già aggiudicato. Prevede appunto la fornitura di un sistema di controllo della velocità media. Che, trattandosi di una strada “intelligente”, dovrebbe essere tecnologicamente ben più avanzato del Tutor: sulle smart road è richiesto un controllo totale in tempo reale dei flussi di traffico, quindi anche con funzionalità di allarme per situazioni particolari come veicoli contromano o a velocità elevatissime. Cose che il Tutor attuale non fa: in caso di veicolo contromano, è utile alla Polizia solo per ricostruire a posteriori il tragitto che ha percorso.

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