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Stadio Tor di Valle, a Roma nove arresti per corruzione. Raggi: «Chi ha sbagliato pagherà»
di Ivan Cimmarusti
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Tangenti e procedure amministrative illecite dietro la costruzione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle. L'ipotesi è della Procura della Repubblica di Roma che ha ottenuto l'arresto di nove persone tra le quali il presidente di Acea Luca Lanzalone, il costruttore e immobiliarista Luca Parnasi, il vicepresidente del Consiglio regionale della Regione Lazio, Adriano Palozzi, eletto nelle fila di Forza Italia, e Michele Civita, ex assessore regionale del Pd, oltre a funzionari dell'amministrazione capitolina e imprenditori. Per tutti le accuse vanno dalla corruzione all'abuso d'ufficio e al falso in atto pubblico in relazione diretta e indiretta alla variante del primo progetto dell’impianto, quello a firma dell'assessore all'urbanistica della giunta Marino, Giovanni Caudo.

Tra gli indagati il capogruppo M5S in Campidoglio
L’inchiesta vede attualmente 27 indagati: tra questi, nomi eccellenti come il presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma Mauro Vaglio, politicamente vicino al M5S, e il consigliere capitolino di Forza Italia Davide Bordoni, recordman delle preferenze alle amministrative del 2016 con oltre 3.500 preferenze. Tra gli indagati anche il presidente del Gruppo 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara.

Ai domiciliari il presidente di Acea Lanzalone vicino al M5S
Tra gli arrestati spicca il nome del presidente di Acea, Luca Lanzalone, considerato uno dei principali artefici dell'accordo sullo stadio siglato dal patron della Roma James Pallotta e Luca Parnasi. Lanzalone è attualmente agli arresti domiciliari, così come l'ex assessore regionale Michele Civita del Pd. L'vvocato Lanzalone è un amministrativista di Genova molto legato a Beppe Grillo a Davide Casaleggio. I suoi legami saldi con i pentastellati sono dovuti anche al procedimento che ha gestito a Livorno per conto del sindaco Filippo Nogarin, per il quale ha operato nell'emergenza rifiuti. Due missioni che, stando a quanto emerge, gli avrebbero consentito di scalare il Movimento al punto da essere premiato dalla sindaca di Roma Virginia Raggi alla presidenza di Acea.

Raggi: «Chi ha sbagliato pagherà»
A caldo, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha promesso che «chi ha sbagliato pagherà» perchè «noi siamo dalla parte della legalità». In attesa di «leggere le carte» e della conferenza stampa della Procura in programma alle 12 «non esprimiamo alcun giudizio», ha concluso Raggi: «Se è tutto regolare, spero che progetto stadio possa andare avanti».

Sospetti sui tempi di una transazione
La struttura dovrebbe essere costruita nell'area dell'ex ippodromo di Tor di Valle. Su quell'area era stata aperta una indagine del sostituto procuratore Mario Dovinola, che indagava sul passaggio dei terreni dalla società Sais della famiglia Papalia alla società Eurnova collegata all'imprenditore Luca Parnasi. Ad attirare l'attenzione dei magistrati è stata l'accelerazione con cui è stata definita la transazione che era stata prevista per il 31 dicembre 2013 ma poi è stata anticipata al 25 giugno 2013. L'operazione è costata 42 milioni euro.

Presunti illeciti sui permessi
Da lì i magistrati hanno ricostruito l’ampia rete di rapporti intrattenuti dagli imprenditori con numerosi funzionari, collegati a politici del Comune di Roma e della Regione Lazio. Così sono emersi i presunti illeciti dietro il rilascio di atti propedeutici alla edificazione dello stadio. Un presunto “sistema” illecito che avrebbe consentito una speculazione edilizia in quell'area.

Papalia: sono vittima di questa vicenda
«Sono vittima di questa vicenda», ha commentato a caldo l'imprenditore reatino Gaetano Papalia, proprietario insieme al fratello Umberto dei terreni di Tor di Valle dove, secondo i progetto, dovrebbe sorgere lo stadio della Roma.

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