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Stadio Roma: chi è Lanzalone, l’avvocato genovese al timone di Acea grazie al M5S (e a Grillo)
di Manuela Perrone
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L’ultima slavina della Procura di Roma non fa sconti alla politica. Colpisce Forza Italia, il Pd e anche i Cinque Stelle per l’unica opera a cui i pentastellati hanno detto un faticoso “sì”: il nuovo stadio della Roma a Tor Di Valle. Per tutti, non è mai superfluo ricordarlo, vale la presunzione di innocenza. Ma nell’ondata di arresti di stamattina il nome eccellente che più mette in difficoltà il M5S è il superconsulente Luca Alfredo Lanzalone.

Nato a Genova nel 1969, vanta un ottimo curriculum: laureato in giurisprudenza “summa cum laude” nel capoluogo ligure con una tesi dedicata a “Chapter 11 - The Reorganization in the United States Bankruptcy Act”, ha conseguito l’abilitazione da avvocato nel 1988. Dal suo studio a Palazzo Saluzzo, nella centralissima Piazza Dei Giustiniani, che oggi conta sedi a Milano, a Lodi, a Miami e a New York, si è occupato soprattutto – come si legge sul sito dello studio – «di consulenza e assistenza legale per società ed enti pubblici in materia societaria, di organizzazione dei servizi pubblici locali, di privatizzazione e di operazioni straordinarie di fusione, scissione, acquisizione, nonché nei rapporti con le Autorità di regolazione e controllo del mercato dell'energia, bancario e finanziario».

Lanzalone lavora per le giunte Pd di Genova e di Crema, da dove gestisce fusioni e razionalizzazioni delle società partecipate. La scintilla verso il M5S scocca nel 2016, quando è chiamato ad affiancare il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, e l’assessore al Bilancio Gianni Lemmetti (oggi assessore a Roma), nella procedura di concordato della municipalizzata dei rifiuti, l’Aamps. Operazione conclusa con successo, grazie alla quale si conquista definitivamente la fiducia del suo concittadino Beppe Grillo e di Davide Casaleggio. Non stupisce dunque il suo arrivo nella Capitale guidata da Virginia Raggi nel tormentato agosto del 2016. È lui a fare da collegamento con Milano per la scelta dei manager da indicare alla guida dell’Ama. Ed è sempre lui, in tandem con gli “emissari” dei vertici Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro, oggi entrambi ministri, ad aiutare la sindaca a districarsi nel ginepraio generato dalle vicende del suo ex braccio destro Raffaele Marra.

Un peso specifico cresciuto quando Raggi a inizio 2017 gli affida il dossier più delicato, quello dello stadio, che va rimodulato sulla base delle richieste del M5S (meno cubature, più attenzione alla sostenibilità ambientale). All’opposizione che chiede conto del suo compenso, con un’interrogazione dell’allora capogruppo Pd in assemblea capitolina, Michela Di Biase, la sindaca risponde così: «L'avvocato Luca Lanzalone il 10 febbraio ha depositato una comunicazione con la quale veniva da me incaricato di seguire alcune vicende in particolare quella della società Eurnova e quindi dello stadio. E specificava che questa collaborazione si sarebbe formalizzata mediante un accordo con l'assessore all'Urbanistica, che però poi si è dimesso, quindi non ha potuto trovare formalizzazione. La troverà a breve appena il nuovo assessore, i cui atti saranno formalizzati nelle prossime ore o direttamente domani, procederà a questa formalizzazione».

Lanzalone non entrerà però nello staff del successore di Paolo Berdini, Luca Montuori: per lui pochi mesi dopo si schiudono le porte di Acea (la multiutility del'acqua e dell’energia quotata in Borsa), dove l’amministrazione Raggi ad aprile lo indica come presidente. L’assemblea ratifica il 16 maggio 2017. Qui il compenso è noto: 144mila euro annui. Come noto è il potere che Lanzalone acquisisce nel Movimento, tanto che qualcuno comincia a definirlo il “sindaco ombra”.

Affamati come sono di accreditarsi tra i poteri che contano, i Cinque Stelle si affidano anche a Lanzalone per tessere la loro rete tra imprese e dirigenti. L’avvocato accompagna Luigi Di Maio al suo esordio, lo scorso settembre, al Forum Ambrosetti di Cernobbio. I due sono di nuovo avvistati insieme alla Camera a fine mese. Pochi giorni dopo è in Transatlantico con Stefano Buffagni, oggi sottosegretario agli Affari regionali, ma soprattutto colui che ha finora gestito la partita delle nomine. Non è un caso che circoli il suo nome come possibile nuovo presidente dell’Authority per l’energia.

Lanzalone nega di conoscere Grillo e Casaleggio: «Grillo? Visto una sola vola a teatro. E Casaleggio non lo conosco». Ma senza il loro beneplacito non avrebbe mai potuto accedere ai vertici Acea e assistere Di Maio nella sua scalata verso Palazzo Chigi. In un’intercettazione agli atti dell’inchiesta coordinata dal Pm Paolo Ielo, l’imprenditore Luca Parnasi, anche lui arrestato, parlando con il faccendiere Luigi Bisignani e con l’imprenditore Salini, ne elogia il ruolo chiave di “problem solver” per sbloccare lo stadio: «È stato messo a Roma da Grillo, insieme al professor Fraccaro e a Bonafede».

Un legame diretto di tipo professionale è ravvisabile con la nuova associazione MoVimento 5 Stelle creata il 20 dicembre 2017 con sede a Roma, di cui Luigi Di Maio è legale rappresentante pro tempore in qualità di capo politico . Lo studio dell’avvocato Lanzalone - attraverso i partner Ronnie Rodino e Stefano De Biase - difende l’associazione nella causa pendente promossa anche contro Grillo per conflitto d’interessi presso la XI sezione civile del tribunale di Genova dal curatore speciale della prima associazione M5S costituita nel 2009, Luigi Cocchi. Alle udienze ha sempre partecipato un altro legale, Luciano Costantini, sempre dello studio Lanzalone.

Adesso non si escludono le dimissioni dell’avvocato dalla presidenza di Acea. La reazione nel Movimento è standard, dal vicepremier Di Maio alla sindaca Raggi: «Chi ha sbagliato pagherà». La più dura è la consigliera regionale Roberta Lombardi (peraltro citata nell’ordinanza di custodia del Gip a proposito dell’avvio da parte del costruttore Luca Parnasi dell’«attività di promozione» in suo favore quando era candidata alla presidenza della Regione, con l’obiettivo di «ottenere i favori del mondo 5 Stelle»), che pone il tema sempreverde della selezione della classe dirigente che ruota intorno ai pentastellati: «C’è anche Luca Lanzalone, agli arresti domiciliari, che non è un membro del M5S ma ha collaborato come importante consulente del Movimento e ricopre attualmente la carica di presidente di Acea. Questo deve far suonare con forza il nostro allarme interno: perché non solo i portavoce del Movimento, ma tutti coloro che con noi collaborano, devono avere le mani pulite e rimanere sempre al di sopra di ogni sospetto».

13 GIUGNO 2018
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