Italia
Nuovo Tutor ma per ora solo in via sperimentale
di M.Cap.
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Polizia stradale e Autostrade per l’Italia annunciano contromisure, dopo lo spegnimento “forzato” del sistema Tutor di controllo della velocità anche media (anticipato ieri dal Sole 24 Ore). Con un comunicato congiunto, tornano a parlare di un sistema sostitutivo, il Sicve Pm, che non avrebbe i problemi di brevetto che ha il Tutor. Ma non è detto che la sua adozione non abbia problemi.

È infatti probabile che sia lo stesso sistema annunciato il 10 aprile, poche ore dopo la sentenza della Corte d’appello di Roma che aveva dichiarato contraffatto il Tutor. Ma sul Sicve Pm pende dal 29 luglio 2017 una richiesta di annullamento dell’approvazione data dal ministero delle Infrastrutture il 31 maggio 2017: il sistema riconosce i veicoli con una tecnologia probabilmente già nota nel 1999, quando la Craft depositò il brevetto originario del Tutor, copiato, secondo la Corte, da Aspi. Per essere sicuri che il Sicve Pm sia in regola, occorrerebbe una tecnologia di riconoscimento inventata dopo il 1999.

Forse è per questo che, se ad aprile Polizia e Autostrade annunciavano soluzioni in tre settimane, ora parlano solo di una sperimentazione del Sicve Pm. Tra l’altro, sarà difficile che il ministero delle Infrastrutture si pronunci in fretta: la direzione generale competente ha perso negli ultimi mesi i dirigenti più importanti e il suo assetto attuale non appare definitivo. Nel frattempo, i controlli di velocità si faranno con i sistemi tradizionali: autovelox, telelaser e apparecchi montati su vetture di servizio (anche autocivetta) in movimento.

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