Politica
Catania resiste grazie all’elettronica, ma la disoccupazione under 25 è ancora al 50%
di Andrea Marini
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Grazie al boom dell’elettronica e della farmaceutica, il polo industriale di Catania ha permesso di risollevare la città dopo la crisi economica degli anni passati. Un contributo non secondario lo ha dato anche il turismo, come dimostrato dall’aumento dei voli sullo scalo cittadino. Uno sviluppo che se in parte ha permesso di riassorbire il tasso di disoccupazione, non ha però intaccato la piaga della disoccupazione giovanile: più di un under 25 su due è ancora in cerca di lavoro. Con questo scenario economico la città di Catania si recherà alle urne per eleggere il nuovo sindaco il prossimo 10 giugno.

Il traino dell'elettronica e della farmaceutica
Secondo i dati di Infocamere, nel 2016 il valore aggiunto per impresa è cresciuto rispetto al 2013 del 16,6% (+13,4% la media italiana), anche se resta ancora poco più della meta del valore del resto del Paese (336mila euro contro 619mila euro). A salvare la crescita della provincia di Catania sono stati soprattutto i poli hi-tech. L’elettronica ha registrato nel 2017 un boom dell’export del 53,8% rispetto al 2016, mentre la farmaceutica ha segnato un +43,8%. Due locomotive che hanno permesso alle vendite all’estero dell’intero territorio di segnare un +5,3% (meno della media nazionale: +14,8%).

Il traino del turismo
Ma la provincia ha beneficiato anche della ripresa del turismo a livello internazionale. I passeggeri registrati all’aeroporto di Catania sono cresciuti del 15% arrivando a quota 9,1 milioni nel 2017. Risorse fresche di cui ha beneficato tutto l’apparato produttivo della provincia, con il numero di aziende cessate che dal 2013 al 2017 è diminuito del 25%.

La piaga della disoccupazione under 25
La crescita economica ha permesso di ridurre in parte il tasso di disoccupazione, sceso dal 19,5% del 2013 al 18,8% del 2017. Il valore, tuttavia, resta quasi il doppio della media nazionale (11,2%). Non accenna invece a diminuire il tasso di disoccupazione giovanile. Era al 50,2% nel 2013 ed è salito al 53% nel 2017. Nello stesso periodo il valore a livello nazionale è calato dal 40,0% al 34,7%.

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