Politica
Dalla NY University agli studi a Vienna al Social Justice Group. Tutti i dubbi sul curriculum di Conte
di Nicoletta Cottone e Alessia Tripodi
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Non è ancora stato nominato premier e già scoppiano le polemiche. Per Giuseppe Conte, docente universitario indicato come probabile primo ministro del nascente governo M5s-Lega, la prima bega arriva dagli Stati Uniti, la seconda da Vienna. Il corrispondente dall’Italia del New York Times, Jason Horowitz, fa sapere che «gli studi di perfezionamento alla New York University» indicati da Conte nel suo lungo curriculum non risultano dagli archivi dell'università Usa. Secondo la portavoce della New York University, Michelle Tsai, Conte potrebbe aver frequentato corsi di un paio di giorni organizzati dall’ateneo e per i quali non vengono conservati documenti.

La moglie: «Sarà un buon premier, cv e Stamina stupidaggini»
«Sarà un buon premier, quelle sul curriculum e su Stamina sono tutte stupidaggini», ha dichiarato in esclusiva all’Ansa la ex moglie di Giuseppe Conte.
Crede che sia tutto in ordine nel curriculum di suo marito? «Assolutamente sì», ha risposto la signora.

Chi ha paura di Conte? La precisazione del M5s
«Il contratto di governo c'è. Una maggioranza politica pure. Il cambiamento non è mai stato così vicino. Manca solo l'ultimo tassello. Chi ha paura di Giuseppe Conte?». Si conclude così un lungo post a sigla MoVimento 5 Stelle che sul blog replica, di fatto, alle 'paure' europee (e italiane) per la nascita del nuovo governo giallo-verde. «Non si sa che cosa inventarsi contro Conte», ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, incalzato dai cronisti. E una nota dell’ufficio comunicazione del M5s precisa che «nel suo curriculum Giuseppe Conte ha scritto con chiarezza che alla New York University ha perfezionato e aggiornato i suoi studi. Non ha mai citato corsi o master frequentati presso quella Università».

«Giuseppe Conte, potenzialmente il prossimo leader italiano, ha scritto che “perfezionò e aggiornò i suoi studi” alla New York University, ma, quando abbiamo chiesto, ci è stato risposto: "Una persona con questo nome non compare nei nostri archivi come studente o membro di facoltà"».

Così scrive il giornalista in un lungo articolo sul New York Times, riportando la dichiarazione di una portavoce dell'ateneo statunitense. Horowitz passa ai raggi X il curriculum del futuro premier, soffermandosi sulla parte dove Conte - nel cv pubblicato sui siti della Camera dei deputati e dell'associazione Civilisti italiani - dichiara di aver trascorso ogni estate, dal 2008 al 2012, almeno un mese nell'Università americana. Ma, visto che il nome del professore non risulta negli archivi, secondo Horowitz è possibile che Conte «abbia seguito qualche programma di due giorni per i quali la scuola non tiene registri».

C’è anche chi difende la solidità del cv di Conte
«Ti aspetto in ufficio», lo scambio di mail tra Conte e Mark Geistfeld, autorevole docente della NYU School of Law, risalenti al 2014, confermerebbero che Conte trascorreva parte delle sue vacanze estive nella università Usa, utilizzando la biblioteca e partecipando a scambi culturali con colleghi dell’ateneo .

Collaboratore dello studio Alpa
E, ancora, nel curriculum Conte scrive che di aver fondato nel 2002 uno studio legale con Guido Alpa, uno dei più importanti civilisti italiani, ordinario di diritto civile alla Sapienza e storico presidente del Consiglio nazionale forense. Secondo quanto riferisce al Foglio lo studio legale Alpa, Conte era un “of counsel”, dunque un semplice collaboratore dello studio Alpa.

Dubbi anche sul perfezionamento degli studi giuridici a Vienna (si tratta di un istituto di lingue)
Un altro tweet "smonta" un ulteriore pezzo del cv del probabile premier. Jeanne Perego, giornalista che vive a Monaco, free lance per diversi quotidiani italiani e per una radio svizzera, scrive: «Il prof. #GiuseppeConte ha perfezionato gli studi giuridici a Vienna, all'International Kulturinstitute. Che non esiste. Esiste, invece l'Internationales Kulturinstitute , che è una scuola di lingue». «Conoscendo bene il mondo tedesco e austriaco - spiega Jeanne Perego al Sole24ore.com nel corso di una telefonata - mi è sembrato subito molto generico il nome di International Kultur Institut e solo per curiosità ho controllato. È una scuola di lingue per stranieri». Nel curriculum pubblicato sul sito dei civilisti italiani l’International Kultur Institut (Vienna, 1993) è indicato come luogo di perfezionamento degli studi giuridici insieme a «Yale University (New Haven, USA, 1992), Duquesne University (Pittsburgh, USA, 1992), International Kultur Institut (Vienna, 1993), Université Sorbonne (Parigi, 2000), Girton College (Cambridge, Regno Unito, 2001), New York University (New York, USA, 2008 e 2009)». Il tweet rimanda alla pagina di Wikipedia dell’istituto, dove si legge ora che «apparentemente» tra gli alumni più famosi c'è anche Conte, che «ha trascorso tre mesi nell'istituto per approfondire la sua specializzazione in Diritto privato». Dall’istituto chiariscono che lì si studia solo tedesco e non tedesco giuridico e segnalano comunque che per motivi di privacy non possono parlare degli studenti del presente e del passato.

Non esiste un Social Justice Group istituito presso l'Unione europea
Nel suo curriculum disponibile sul sito della Camera, inoltre, Conte scrive di essere stato «designato» a far parte del «Social Justice Group istituito presso l'Unione europea». Ma l'Unione europea non ha organi con questo nome.

La difesa del metodo Stamina
Altra ombra nel curriculum di Giuseppe Conte per alcuni verrebbe dalla difesa del metodo Stamina, la truffa di Davide Vannoni di cui i media si sono a lungo occupati. Conte è stato in realtà il legale della famiglia della piccola Sofia e ha seguito la tormentata vicenda della bimba di tre anni affetta da leucodistrofia metacromatica, una terribile malattia degenerativa terminale. Alla piccola venne somministrato il trattamento Stamina, e fu Conte a ottenere il via libera del tribunale. Una cura non validata scientificamente che qualche anno dopo portò alla condanna di Vannoni. Conte nel 2013 sostenne (e risulta nel comitato promotore) la Onlus “Voa Voa”, associazione che finanziava l’accesso alle cure compassionevoli in casi di malattie non curabili. Nel corso della presentazione a Palazzo Vecchio di Firenze venne detto - e risulta da articoli dell’epoca - che il primo destinatario dei fondi raccolti da “Voa voa” sarebbe stata la Fondazione Stamina di Vannoni. Vannoni, condannato a 22 mesi (con il patteggiamento) per associazione a delinquere e ancora ai domiciliari, ha dichiarato di non aver mai conosciuto Conte.

La mamma di Sofia: non volle nulla in cambio, lo fece pro bono
«Il professor Conte dimostrò una grande sensibilità alla causa di Sofia perché non volle nulla in cambio, lo fece pro bono, perché penso si sentisse toccato dalla vicenda avendo anche lui un figlio più o meno della stessa età», ha dichiarato Caterina, madre della piccola Sofia, precisando che Conte prese in mano il caso quando la famiglia aveva già perso la causa a Firenze e cercava di nuovo «l'accesso alle cure compassionevoli dell'istituto di Brescia attraverso il tribunale di Livorno».

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