Attualita
In calo l’export italiano in Venezuela, resistono i macchinari
di Andrea Carli
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Il Venezuela, che in queste ore ha registrato la rielezione del capo dello stato in carica Nicolás Maduro con oltre il 67% dei consensi, è uno dei principali dossier sul tavolo della Farnesina. E ciò, soprattutto, per due ragioni. La prima: la comunità italiana che vi risiede (150.000 connazionali), a cui si sommano i due milioni di venezuelani con origini italiane. La seconda: gli interessi economici tra l’Italia e questo paese dell’America Latina, che permangono nonostante i problemi dell’economia venezuelana, da cinque anni in recessione, in buona parte dovuta dal crollo del prezzo del petrolio, da cui il Venezuela è completamente dipendente. Il 2017 ha chiuso con una inflazione del 2.735%. Il Venezuela è oggetto dell’isolamento promosso dagli Usa (primo partner commerciale) e da alcuni paesi sudamericani quali Argentina, Colombia, Brasile, Perù, Paraguay.

I due aspetti. quello della comunità italiana e quello economico e commerciale, sono tra loro connessi: alcune delle più importanti imprese del Venezuela appartengono a cittadini italiani o a italo - venezuelani. La comunità italiana in Venezuela non si caratterizza solo per un alto tasso d’imprenditorialità, ma anche per la tendenza a comprare macchinari o ad importare prodotti italiani. Ci sono anche casi di famiglie che possiedono imprese sia in Italia che in Venezuela.

Nel 2017 export italiano in frenata
L’export italiano verso il Venezuela ha fatto registrare nel 2017 un calo del 35,5% rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore di 147,5 milioni di euro a fronte di importazioni dal Venezuela cresciute del 97,1% per un valore di circa 167,5 milioni di euro. L’interscambio commerciale tra i due paesi, pari a 315 milioni di euro, è aumentato del +0,4 per cento.

In primo piano i macchinari, seguono prodotti chimici e alimentari
Tra le forniture italiane verso il Venezuela, la voce macchinari e apparecchiature ha un ruolo di primo piano: nonostante la flessione del 39,3% rispetto al 2016, con un importo pari a 72,8 milioni di euro, questo comparto continua a rappresentare la voce più importante dell’export italiano in questo mercato dell’America Latina (49,3% dell’importo totale); seguono i prodotti chimici con un valore pari a 12,8 milioni di euro, in calo del 39,4%, Segue la voce prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature che è passata da 13,7 a 11,7 milioni di euro (-13,9%); i prodotti alimentari (-34,6%) per un valore di 9,7 milioni di euro. I prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici con un valore di 2,1 milioni di euro, hanno evidenziato una flessione dell’86,2% rispetto ai 15,4 milioni di euro registrati nell’anno precedente.

L’import: forte crescita dei prodotti delle miniere
Per quanto concerne le importazioni in Italia dal Venezuela, in prima fila abbiamo i prodotti della metallurgia, passati da 27,4 milioni di euro nel 2016 a 73,3 milioni di euro nel 2017 (+167,2%). Seguono i prodotti delle miniere e delle cave con un valore di 47,6 milioni di euro (+1.531,8%): Il Venezuela ha riserve di minerali metallici. Seguono gli articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili con 16,7 milioni di euro (-0,7%) e le importazioni di bevande venezuelane con un valore di 10,7 milioni di euro (+3,3%).

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