Politica
Ue, debito, vaccini e migranti: pronto il contratto di governo tra M5S e Lega
di V. Nuti e A. Tripodi
Img Description

Niente uscita dall'euro - ma solo la possibilità di una revisione dei trattati - un capitolo dedicato ai vaccini e uno ai migranti. Sono alcuni dei punti contenuti nel contratto di governo sul quale il tavolo Lega-Ms5 avrebbe appena chiuso l'accordo, un documento lungo oltre 40 pagine che sarà sottoposto ai leader Salvini e Di Maio, ai quali spetta il compito di sciogliere gli ultimi nodi rimasti irrisolti. Lo annunciano fonti dei Cinquestelle, spiegando che da ora tra i due leader inizia una trattativa «ad oltranza» sul nome del premier. Dopo il vertice di tre ore conclusosi poco fa, i due leader torneranno a incontrarsi domani per continuare il confronto su temi e premiership.

Tanti i punti del contratto che non erano previsti inizialmente e che sono entrati nel documento durante il fitto confronto tra Cinquestelle e Carroccio. Tutti sarebbero formalmente chiusi, tranne alcuni punti (dovrebbero essere 6, secondo quanto riferito da fonti M5s) che devono essere visionati dai due leader: tra questi le grandi opere, la sicurezza, i migranti e i rapporti con l'Ue. Nel fine settimana il contratto sarà sottoposto «all'attenzione dei cittadini attraverso varie procedure, la Lega con i gazebo, noi con la nostra piattaforma per far giudicare i cittadini», ha detto il deputato M5S Alfonso Bonafede al termine del tavolo con il Carroccio.

L’ULTIMA BOZZA DI PROGRAMMA (pdf)

I nodi da sciogliere
Nella bozza più recente di programma, aggiornata alla serata di ieri, sono evidenziati ( in rosso) i punti sui quali non c'è ancora l'accordo politico tra i due leader: la flat tax a due aliquote per le famiglie (15% e 20%) e fissa per le società (15%), le procedure per il rimpatrio dei migranti irregolari, il reddito di cittadinanza a tempo, la sospensione dei lavori della Tav Torino-Lione e una revisione integrale del progetto. Ma anche fiscal compact e conflitto di interessi, oltre al già citato nodo dei rapporti con l'Europa. Nel testo si parla anche di confronto sui vaccini (ma senza dettagli), di nuovi poteri a Roma Capitale e si conferma il ritiro delle sanzioni per la Russia di Putin.

Il Quirinale: Mattarella attende programma definito, non bozza
Intanto, dal Quirinale arriva una spiegazione a quanti chiedono se il presidente Mattarella abbia ricevuto la bozza del programma di governo. Dal Colle fanno sapere che le delegazioni di Lega e M5s, nel corso delle consultazioni di lunedì scorso, hanno voluto lasciare al capo dello Stato la bozza dell'accordo di programma nello stato in cui si trovava in quel momento. Ma è chiaro - sottolineano ancora dal Quirinale - che il presidente non guarda bozze ma testi definiti, frutto delle responsabilità dei partiti che concludono accordi di governo.

Berlusconi: preoccupazione in Ue, ma non c'è complotto contro M5s-Lega
Dal vertice Ppe a Sofia interviene Berlusconi a confermare la preoccupazione Ue sullo stallo di governo e sui suoi effetti sui mercati: «Ciò che accade in Italia desta moltissima preoccupazione in tutta Europa - dice il Cavaliere - io sono molto preoccupato per quello che succede nei mercati, può succedere alle aziende e alle famiglie italiane». E a chi gli domanda se ritiene se la reazione dell'Europa al contratto di governo M5s-Lega sia paragonabile a quella del 2011, assicura che «non c'è nessun complotto, anzi, c'è il contrario del complotto, c'è la voglia di aiutare l'Italia a uscire dalla situazione in cui siamo». Quanto a un suo possibile ritorno in Parlamento dopo la riabilitazione, Berlusconi dice che «non c'è nessun programma al riguardo».

Salvini: passo di lato se serve
«Salvini premier? Sarebbe per me l’onore più grande del mondo. Se avessi la certezza che andando al governo, anche non da premier, possiamo fare parecchie cose utili per il nostro Paese mi metto in gioco e se serve faccio anche un passo di lato». Perché «Matteo Salvini non sarà mai di ostacolo alla nascita del governo». Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, in un video su Facebook. «Io - ha aggiunto - non sono nato per tirare a campare, voglio rimanere nella cornice di lealtà e aggiorno costantemente gli alleati e la coalizione».

Passi avanti sul contratto
Sul contratto: «Abbiamo fatto bei passi avanti - ha detto - entro oggi ci riaggiorniamo e vediamo se riusciamo a chiudere. Poi passeremo ai nomi». Stessa linea espressa da Di Maio: «Io mi auguro che si possa far parte del governo per mettersi alla prova in prima persona, ma se serve per farlo partire io e Salvini siamo pronti a stare fuori», ha detto ai cronisti a Montecitorio. Nella diretta Facebook di oggi Salvini ha precisato che vorrebbe il ministero dell'Interno e quello dell'Agricoltura per la Lega.

Di Maio: un tecnico al Mef? Cerco soluzioni politiche
È possibile un tecnico al ministero dell'Economia? «Io nei tecnici non credo, si va avanti con soluzioni politiche, che sono ancora più entusiasmanti», ha detto Di Maio ai cronisti alla Camera. E ha ribadito che anche per il premier «noi stiamo cercando una soluzione che possa rispecchiare il mandato politico del contratto, cerchiamo una soluzione che sia politica e questo lo sanno anche i leghisti, ce lo siamo sempre detto. Si va avanti sempre con soluzioni politiche».

Brusca impennata dello spread
La giornata si era aperta con i mercati che hanno registrato una brusca impennata dello spread BTp/Bund dopo le indiscrezioni di ieri sul contratto di Governo al centro delle trattative tra M5S e Lega. «Se i salottini che hanno spinto i nostri figli alla precarietà sono preoccupati allora sono spinto ad andare avanti: vuoi vedere che stiamo andando sulla strada giusta», ha commentato il leader della Lega. Che ha aggiunto: «Provano a fermarci coi soliti ricatti dello spread che sale, delle Borse che scendono e delle minacce europee. Stavolta si cambia, più lavoro e meno clandestini, più sicurezza e meno tasse #primagliitaliani». Gli ha fatto eco Di Maio: «Posso capire che l’accordo per un governo di cambiamento spaventi un certo establishment europeo. Con l'Europa ci sarà massimo dialogo ma non saremo subalterni a qualche eurocrate», ha detto il capo politico del M5S.

Segnali di nervosismo fra Roma e Bruxelles
In apertura di giornata, il rendimento del BTp decennale italiano ha riagganciato quota 2% (era all'1,95%) mentre il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano e il pari scadenza tedesco ha sfiorato i 137 punti base dai 131 punti della chiusura di ieri (e continua a salire). Tutti segnali di nervosismo che hanno fatto seguito a una giornata di forti tensioni politiche tra Roma e Bruxelles, con i vertici della Commissione Ue in pressing sui leader di Lega e 5Stelle, richiamati al rispetto del Patto di stabilità su deficit e debito e agli impegni di accoglienza per i migranti.

Il pressing Ue e le trattative M5S-Lega
Nonostante le proteste di Matteo Salvini («è l’ennesima inaccettabile interferenza di non eletti») e Luigi Di Maio («più gli eurocrati ci attaccano più ci motivano»), il programma di Governo in cantiere preoccupa fortemente la Commissione Ue, anche alla luce della bozza di un documento di lavoro (redatto la mattina del 14 maggio, diffuso ieri da Huffington Post e dato per superato, in serata, dai due leader) che vede vari capitoli politicamente caldi. In particolare, l’ipotesi di procedure tecniche specifiche per l'uscita dall'euro, l'impegno di chiedere alla Bce la cancellazione di titoli di Stato per 250 miliardi di euro che Francoforte avrà fino alla fine del QE, e l'istituzione di un Comitato di Riconciliazione che entri in azione in caso di divisioni all'interno del Consiglio dei ministri. Resta poi il nodo della premiership, su cui le posizioni restano distanti. Sul programma di Governo, i due leader potrebbero chiudere oggi. Domani dovrebbe invece essere la giornata buona per l’individuazione del presidente del Consiglio.

Pd contro il contratto M5S-Lega
Per quanto «superata» e smentita dagli interessati, la bozza di programma circolata ieri scatena il fuoco polemico del Pd. «Contratto di Governo inquietante. Tra le ipotesi di uscite dall'Euro e pericolosi comitati paralleli Lega e Cinque Stelle stanno giocando con la credibilità del Paese. Si fermino. L'Italia non merita tutto questo», scrive oggi su Twitter il segretario reggente Maurizio Martina. «Se trovaste un documento dove è scritto che chi vi deve soldi non li restituisce più cosa fareste? È la domanda che si fanno gli investitori in giro per il mondo che hanno in mano titoli del debito pubblico italiano... E infatti oggi lo spread e i tassi di interesse stanno volando in su», ironizza invece il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, che chiede a uno stop a Salvini e Di Maio: « Di questo passo ammazzate l'Italia».

Hai raggiunto il limite di 10 articoli gratuiti disponibili questo mese.
Abbonati a Il Sole 24 Ore Mobile per avere accedere illimitatamente a tutti i contenuti del sito mobile
Inserisci il tuo numero di cellulare per attivare l'offerta o, se sei già abbonato, per continuare a leggere.
Altre informazioni