Politica
Contratto M5S-Lega: «Fuori dall’euro e via 250 mld di debito». Poi la smentita sulla moneta
di Nicoletta Cottone e Vittorio Nuti
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Le regole per uscire dall’euro, l’incredibile richiesta alla Bce di cancellare 250 miliardi di debito, ma anche la ridiscussione dei Trattati dell'Ue, la rimozione delle sanzioni alla Russia di Putin, la vendita alle famiglie italiane del patrimonio immobiliare pubblico (per un valore di 200 miliardi). E c’è anche un «comitato di conciliazione» per sanare i dissidi tra i due partiti.L'Huffington Post ha svelato la bozza integrale (in 39 pagine) del “Contratto per il Governo del cambiamento” su cui si è arenata ieri la trattativa tra Di Maio e Salvini . Bozza subito smentita da una nota congiunta M5S e Lega. «Il contratto di governo pubblicato dall'Huffington Post è una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico. La versione attuale, dunque, non corrisponde a quella pubblicata. Molti contenuti sono radicalmente cambiati. Sull’euro, ad esempio, le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica. La versione pubblicata, dunque, non è fedele a quella attuale». Una bozza che sembra più un capitolo della campagna elettorale che una trattativa per un contratto di governo.

In arrivo il contratto di governo
«Ci siamo sentiti e ci siamo visti. Queste sono giornate importanti. Domani forse riusciamo a chiudere il contratto di governo e poi da lì si parte. In 6 giorni stiamo scrivendo il programma di 5 anni», ha detto il leader del M5s Luigi di Maio lasciando Montecitorio dopo l'incontro con Salvini. E il leader della Lega su Facebook: «Siamo al tratto finale: se riusciremo a trovare un punto di equilibrio tra Lega e centrodestra e M5s si parte». E, ancora: «Lavoro per vedere fino all'ultimo se ci sarà possibilità di trasformare in fatti i nostri programmi».

Temi caldi, dal conflitto di interessi alla riforma della prescrizione
Nel testo ci sono cavalli di battaglia come il reddito di cittadinanza da 780 euro mensili (con uno stanziamento di 17 miliardi annui). Per sostenerlo si punta a un sostegno da Bruxelles devolvendo il 20% del Fondo sociale europeo alla misura, da ottenere avviando un dialogo con le istituzioni europee. Ma anche temi “incandescenti ” per il Cavaliere, alleato di Salvini, come il conflitto di interessi e la giustizia. Si parla di riforma ed estensione di un cult di Matteo Salvini, quello della legittima difesa. Nella parte legata al programma penstastellato c’è poi la riforma della prescrizione, interventi contro la corruzione da realizzare «aumentando le pene per i reati contro la pubblica amministrazione», introducendo un «Daspo per i corrotti e corruttori». Non manca un potenziamento delle intercettazioni.

Tre righe per la flat tax e manette agli evasori
Tornerano i voucher, ma non si chiameranno più così. La flat tax è liquidata in tre righe: «La parola chiave è flat tax, caratterizzata dall'introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell'imposta in armonia con i principi costituzionali». Sul fronte della pax fiscale è previsto un condono «saldo e stralcio» delle cartelle Equitalia, ma solo in caso di «perdita di lavoro, malattie, crisi familiari». Non mancano le manette agli evasori: è previsto un «inasprimento dell'esistente quadro sanzionatorio, amministrativo e penale, per assicurare il carcere vero per i grandi evasori». Poi il superamento della legge Fornero, con 5 miliardi «per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse».

Per l’Ilva di Taranto si legge della chiusura delle fonti inquinanti «salvaguardando i livelli occupazionali» tramite un «programma di riconversione economica», bonifiche e uso di energie rinnovabili. Colpo di spugna per la Buona scuola. Si parla di rispettare il legame dei docenti con il loro territorio, di limitarne i trasferimenti, di cancellare la chiamata diretta dei docenti. Da superare, si legge, anche l'alternanza scuola-lavoro che è attualmente definita «dannosa». Sul fronte dello sport aumentano le ore scolastiche dedicate alle attività motorie e viene commissariato il Coni. Per le università revisione dei corsi a numero chiuso.

Intanto è pressing Ue su debito e migranti
«È chiaro che l'approccio alla formazione del nuovo Governo e l'approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico». Mentre Cinque stelle e leghisti sono al lavoro per definire le “regole d’ingaggio” di un possibile governo politico e di legislatura, da Bruxelles arriva la messa in mora delle istituzioni europee sulle priorità del programma, di cui si fa portavoce per primo il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. Intervistato da “The Politico” Dobrovskis ha spiegato che la prossima settimana l’esecutivo Ue chiederà all'Italia di ridurre debito e deficit, linea che sarà confermata «indipendentemente dal Governo che ci sarà». D’altrolde, ha ricordato Dombrovskis, «è lo stesso di Mattarella che durante il processo di formazione del Governo ha enfatizzato la necessità di mantenere gli impegni europei».

Salvini: no a interferenze Ue, è ora di legalità e respingimenti
Al pressing di Dombrovskis si uniscono in giornata - su altri capitoli caldi del rapporto Roma-Bruxelles- anche il commissario Ue alla Migrazione, Dimitris Avramopoulos, e Jyrki Katainen, altro vicepresidente della Commissione Ue. Avramopulos da un lato loda i risultati italiani nella gestione dei migranti, anche grazie agli aiuti europei, dall’altro auspica che col nuovo governo «non ci siano cambiamenti sulla linea della politica migratoria». È la classica goccia che fa traboccare il vaso, e la replica dall’Italia non tarda ad arrivare. «Dall'Europa ennesima inaccettabile interferenza di non eletti - si indigna il segretario federale della Lega, Matteo Salvini - Noi abbiamo accolto e mantenuto anche troppo, ora è il momento della legalità, della sicurezza e dei respingimenti».

Di Maio: «Dialogo con Paesi Ue ma i vincoli vanno rivisti»
I vincoli europei «vanno rivisti, dialogando con gli altri Paesi ma vanno rivisti, perché è in Ue che si gioca la partita importante per finanziare tutte le misure economiche che diano diritti sociali agli italiani», ha sottolineato il capo politico dei Cinque stelle. Respinte le riserve in circolazione negli ambienti Ue: «Abbiamo attacchi continui, anche oggi, da qualche eurocrate non eletto da nessuno. Il Financial Times dice che Roma ha aperto le porte e ci ha definito ‘i nuovi barbari': ma come vi permettete? Il M5S è stato eletto da 11 milioni di persone. Se questo governo si farà avrà 17 milioni di persone che lo avranno votato». Di Maio lamenta che «non c'è un solo giornale che non tifi per il fallimento di questo tavolo, che spenda una parola buona non dico a favore ma almeno non contraria» E comunque «io più vedo questi attacchi, più sono motivato, perché vedo tanta paura di un certo establishment del cambiamento. Ma chi ha paura del cambiamento oggi è nostro nemico, chi lo vuole invece lotti con noi».

Katainen: regole Patto Stabilità valide per tutti, no eccezioni
Nel mirino di Katainen, anche in questo caso su sollecitazione dei giornalisti, finisce invece la possibile richiesta di allentamento dei vincoli di bilancio Ue che potrebbe arrivare dall’Italia in caso di Governo M5S-Lega. «Le regole del Patto di stabilità si applicano a tutti gli stati membri e non ho segnali che la Commissione Ue concederà eccezioni a chiunque», mette in guardia l’ex primo ministro finlandese, sicuro che l'Italia «continuerà a rispettare i suoi impegni». E conclude: «Aspettiamo di lavorare con un Governo stabile, qualunque esso sia».

La sponda del Colle sugli impegni europei
Il 23 maggio la Commissione Ue pubblicherà le Raccomandazioni di politica economica e di bilancio per gli Stati membri, Italia compresa. Con ogni probabilità sara' quantificato lo sforzo di bilancio necessario per rispettare gli impegni nel 2018, dopo che con la pubblicazione delle ultime stime macroeconomiche il commissario Moscovici aveva indicato chiaramente che la riduzione del bilancio in termini strutturali quest'anno risulta pari a zero, a fronte di un impegno ad assicurare un taglio dello 0,3% del pil (poco piu' di cinque miliardi di euro). In linea teorica nel 2019 l'Italia dovrebbe assicurare una riduzione dello 0,6% del Pil. La Commissione Ue dovrebbe pubblicare anche un rapporto sul debito per verificare se l'Italia rispetta la regola di riduzione. Non sono attese comunque indicazioni precise e vincolanti almeno fino all’insediamento del nuovo governo.

I timori del Financial Times per l’economia
Ad esprimere timori sulle prospettive italiane dopo il voto è oggi anche il Financial Times, che in un editoriale parla di Roma che «apre le sue porte ai moderni barbari», dove «le proposte economiche del M5S e della Lega sono una ragione di preoccupazione». L'Italia, si legge nell’articolo pubblicato oggi, «è sul punto di installare il governo più non convenzionale e senza esperienza per governare una democrazia occidentale europea dal Trattato fondatore dell'Ue di Roma del 1957». Prima delle elezioni, scrive il Ft, «era saggezza comune nelle altre capitali Ue e sui mercati finanziari che un governo 5Stelle-Lega sarebbe stato il più inquietante di tutti gli esiti possibili». A inquietare è soprattutto il capitolo economico, su cui gravano «i dubbi più seri», dal reddito di cittadinanza alla flat tax sino alla modifica della legge Fornero sulle pensioni. «Il costo di queste iniziative sarebbe decine di miliardi di euro», ma per le coperture proposte dai due partiti, dalla lotta all'evasione fiscale a alla vendita di asset pubblici, «colpisce quanto vecchie siano la maggior parte di queste idee».

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