Politica
Vicenza: nelle comunali orfane dei 5 stelle il centrodestra unito punta a riconquistare la città
di Andrea Marini
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La sorpresa di queste elezioni comunali a Vicenza è la mancata partecipazione del M5S: i vertici nazionali non hanno dato l’autorizzazione ai candidati locali per l’utilizzo del simbolo il prossimo 10 giugno. E c’è già chi legge nella mossa una forma di desistenza per favorire il centrodestra, e in particolare la Lega con cui i 5 stelle stanno portando avanti il programma di governo. Francesco Rucco, candidato del centrodestra, si sente già il vento in poppa. A rincorrere Otello Dalla Rosa, aspirante primo cittadino del centrosinistra (Pd, più la sinistra fuori dal Pd).

Centrodestra supera le divisioni
Eppure la scelta del candidato sindaco tra le tre componenti del centrodestra non è stata semplice. Le divisioni interne sono state superate quando prima la Lega e poi Fi – che avevano lanciato l’avvocato Fabio Mantovani – hanno deciso di convergere su Francesco Rucco, uomo sponsorizzato da Fratelli d’Italia, forte di un consenso legato alle sue liste civiche.

Convergenza sul civico Rucco
Rucco è un candidato “civico”, ma con alle spalle un solido passato politico: eletto in Consiglio comunale per la prima volta nel 2003, è stato prima consigliere comunale e poi capogruppo di Alleanza Nazionale fino alla sua confluenza nel Popolo delle Libertà. Nel 2013, abbandonato il Popolo delle Libertà in dissenso con la linea politica del partito, è stato rieletto in Consiglio comunale nella lista civica della candidata sindaco, poi sconfitta, Manuela Dal Lago (Lega) , risultando il consigliere comunale più votato del centrodestra. Oggi è consigliere comunale e capogruppo della lista civica Idea Vicenza, espressione dell’omonima associazione fondata nel 2014.

Il centrosinistra sceglie Dalla Rosa con le primarie
Il centrosinistra viene da dieci anni di amministrazione della città con Achille Variati, renziano della prima ora, che nel 2013 era stato rieletto senza l’appoggio dell’allora sinistra di Sel. L’aspirante successore di Variati è stato scelto con le primarie: a spuntarla è stato Otello Dalla Rosa, che ha vinto di misura contro il giovane ex capogruppo Pd Giacomo Possamani, distanziando il vicesindaco in carica Jacopo Bulgarini d’Elci (considerato vicino al sindaco uscente).

La ricucitura con la sinistra
Dalla Rosa proviene dalla storia del Psi e ha fatto parte del Pd fin dalla sua fondazione, nel 2007. Nel 2008 è stato nominato nel Consiglio di Amministrazione di Amcps e, dal 2011 fino al giugno 2017 è stato Amministratore Unico di AimEnergy, società del gruppo Aim che fornisce gas ed energia elettrica a oltre 180.000 utenti. Dalla Rosa dopo la sconfitta del Pd il 4 marzo ha subito parlato della necessità di allargare la coalizione ed è riuscito a ricucire anche con la sinistra fuori dal Pd, che si presenta con la lista Coalizione Civica per Vicenza.

Senza il M5S e il peso delle intese a Roma
Il candidato sindaco M5S, l’avvocato Francesco Di Bartolo, assieme ai 32 candidati consiglieri comunali e gli attivisti, non hanno ricevuto dai vertici nazionali l’autorizzazione a utilizzare il simbolo e quindi la certificazione necessaria per presentare le liste. Ora il 22,3% preso dal movimento in città alle politiche del 4 marzo fa gola soprattutto alla Lega. Il Carroccio alle politiche è risultato il partito più votato (25,8%, più che doppiata Fi, con il 10,2%) e spera, anche alla luce delle convergenze a livello nazionale, di capitalizzare l’assenza dei 5 stelle. Anche perché alle politiche il centrosinistra si è fermato in città al 27,3% (senza il 4% di Liberi e Uguali) contro il 53,4% preso da Variati 5 anni fa.

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