Politica
Fico sul bus, ma nel 2017 lo aveva preso solo 15 volte
di Francesca Milano
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Roberto Fico, neo presidente della Camera, stamattina è arrivato a Montecitorio a bordo dell’autobus 85 dell’Atac partito dalla stazione Termini. La notizia - per molti - è stata questa: vedere la terza carica dello Stato sul bus e non a bordo delle auto blu. A guardar bene dentro il sito www.tirendiconto.it attraverso il quale il Movimento 5 Stelle mette nero su bianco tutte le spese dei suoi eletti si scopre però un’altra notizia: nel 2017 Roberto Fico di autobus ne aveva presi in tutto 15, per un totale di 22,50 euro rendicontati come spese di trasporto bus/metro. Molto più alta era stata la cifra spesa dal nuovo presidente della Camera per i taxi: 2.486,24 euro in dodici mesi. In media, quindi, Fico ha chiesto 207,2 euro di rimborso per i taxi.

La trasparenza del Movimento 5 Stelle permette, attraverso il loro stesso sito, di conoscere per ognuno dei parlamentari la cifra restituita (con tanto di ricevuta del bonifico effettuato) ma anche la cifra spesa. E così si scopre che Roberto Fico a Roma paga un affitto di 1.400 euro al mese e che per le utenze, le pulizie e la manutenzione relative a quella casa spende circa 450 euro al mese .

Si scopre, anche, che ad agosto Fico ha preferito mangiare a casa (spendendo in generi alimentari 167,06 euro) e non in bar o ristoranti (rimborsi per cene e pranzi di lavoro: 100 euro; rimborsi per pranzo, cena o bar: 207,18 euro). A febbraio, al contrario, la spesa di alimentari era stata molto più bassa (77,96 euro), mentre erano aumentate le sue cene al ristorante (35 euro per pranzi e cene di lavoro e 396,54 euro per pranzi, cene e bar).

I rendiconti dei “grillini” sono precisi al punto che si riesce a scoprire che da settembre 2017 Roberto Fico non usa più (o non ne chiede il rimborso) alcuna chiavetta Wi-Fi o abbonamento a internet, spesa che nei mesi precedenti oscillava tra i 9,99 euro e i 19,99 euro. E, con un po’ di pazienza, aprendo i file relativi ai singoli mesi, si potrebbe anche sapere quando il presidente della Camera ha cambiato l’ultima volta il cellulare (tra le voci del rendiconto è inserita anche: «Acquisto Cellulari/Smartphones»).

Oltre alle spese romane ci sono poi quelle relative all’attività sul territorio, a cui è dedicata una voce specifica nel rendiconto. Queste includono le spese logistiche per partecipazione a eventi inclusi vitto, alloggio, trasporti e altre spese. Anche in questo caso avendo un po’ di tempo libero si potrebbe spulciare tra le attività di Fico (e degli altri deputati del M5S) per verificare gli importi chiesti a rimborso.

Nei rendiconti sono presenti anche le spese per i collaboratori, la gestione dell’ufficio e le consulenze: saltano fuori spese di consulenza legale bimestrali (fanno eccezione maggio, luglio, agosto, settembre, novembre e dicembre) per importi che vanno dal 125 ai 3172 euro. Roberto Fico ha anche avuto bisogno di assistenza informatica un paio di volte all’anno (182,50 euro e 512,40 euro) e del commercialista al quale si è rivolto quattro volte in un anno.

L’aggiornamento del portale della trasparenza grillina è fermo a dicembre 2017: chissà se adesso verrà ripristinato. E chissà se magari il presidente Fico farà inserire l’abbonamento dell’Atac, o se quella di stamattina era solo una trovata di marketing politico.

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