Politica Economica
Istat: è record di contratti a termine. Disoccupazione stabile a 11,2%
di Redazione Online
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Nel terzo trimestre del 2017, quello estivo, il tasso di disoccupazione italiano è rimasto stabile all'11,2%, lo stesso livello del trimestre precedente, quando si è toccato il valore più basso dal quarto trimestre del 2012. Lo rileva l'Istat, spiegando che il tasso risulta stazionario dopo due cali consecutivi. A confronto con l'anno prima invece la disoccupazione risulta diminuita di 0,4 punti percentuali. Nel complesso, il mercato del lavoro italiano monitorato dall’Istat presenta «un quadro di crescita dell'occupazione, stabilità della disoccupazione e diminuzione dell'inattività». L'Istat «certifica l'aumento dei posti, ma resta il rischio precarietà» ha commentato il premier Paolo Gentiloni.

Occupati ancora in crescita: +79mila unità, record contratti a termine
Sul fronte degli occupati, l’istituto di statistica conferma invece il trend di crescita: nel terzo trimestre 2017 le persone al lavoro sono infatti aumentate di 79mila unità rispetto al trimestre precedente (+0,3%) che su base annua diventano 303mila (+1,3%). Il tasso di occupazione, pari al 58,1% (+0,2 punti percentuali) risulta il più alto dal primo trimestre del 2009. In termini di “qualità” dei contratti in essere, la rilevazione trimestrale Istat evidenzia un nuovo record storico per i contratti a termine: gli occupati a tempo determinato nel terzo trimestre del 2017 risultano pari a 2 milioni 784mila. Si tratta del livello più alto dall'inizio della serie, avviata nel quarto trimestre del 1992. Quindi si tocca il valore massimo da almeno 24 anni. Nell'ultimo trimestre questi contratti crescono del 3,9% su base congiunturale e del 13,4% su base annua.
Guardando ai dati grezzi, non corretti per gli effetti di calendario, i dipendenti a termine crescono di 342mila unità, mentre quelli a tempo indeterminatosi fermano a +60mila. Il lavoro dipendente nel suo insieme mette così a segno un rialzo di 402 mila unità, in grado di controbilanciare la diminuzione degli "autonomi". L'Istat registra tra gli indipendenti una contrazione di 99 mila unità, sempre nel confronto annuo.

Crescita congiunturale dovuta al tempo determinato
La crescita congiunturale dell'occupazione, spiega l'Istat, è «dovuta all'ulteriore aumento dei dipendenti (+101 mila, +0,6%), soltanto nella componente a tempo determinato a fronte della stabilità del tempo indeterminato». Continuano invece, fa presente l'Istituto, «a calare gli indipendenti (-22 mila, -0,4%)«. Il tasso di occupazione cresce di 0,2 punti rispetto al trimestre precedente, recuperando, appunto, i livelli post-recessione, come dimostra anche il numero assoluto delle persone con un lavoro, pari a 23 milioni 74mila (anche qui un nuovo massimo, il valore più alto dalla fine del 2008). In generale l'Istat fa notare come come la crescita dell'occupazione riguardi «entrambi i generi e tutte le ripartizioni ed è più intensa per le donne e nel Mezzogiorno». Inoltre, si evidenzia nel report su terzo trimestre, «torna a crescere l'occupazione per i giovani 15-34 anni e il relativo tasso di occupazione, sia in termini tendenziali sia congiunturali».

In un anno 100mila "scoraggiati" in meno
L'Istat rileva poi la riduzione delle persone classificate come 'inattive', che vorrebbero lavorare ma non cercano un impiego perché ritengono di non riuscire a trovarlo. Il calo ormai prosegue «ininterrotto da dieci trimestri» ma i ritmi si fanno sempre «più intensi», portando nel terzo trimestre il ribasso al 5,7% (-101 mila unità). Tuttavia il numero assoluto resta ancora elevato, pari a 1 milione 651 mila, soprattutto tra le donne: le "sfiduciate" sono oltre un milione.

Gentiloni: tasso occupazione record
«Oggi registriamo dati positivi dell'Istat in termini di occupazione totale - ha commentato Gentiloni - siamo arrivati a un tasso di occupazione del 58,1%, un record per gli ultimi anni e abbiamo accumulato negli ultimi nove mesi ulteriori nuovi 300mila posti di lavoro». Tuttavia «sappiamo che la qualità di questi posti di lavoro è sempre esposta al rischio della precarieta» ha aggiunto il premier, in Umbria per la firma dei bandi per la riqualificazione delle periferie di Perugia e di Terni, e «quindi lo sforzo per rimettere in moto i consumi, le imprese, le potenzialità non solo del nostro export ma del nostro mercato interno è fondamentale».

7 DICEMBRE 2017
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