Attualita
Sir Matteo Messina Denaro entra al numero 10 di Downing Street
di R. Galullo e A. Mincuzzi
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Bastano pochi clic e una spesa di 12 sterline, che chiunque è in grado di affrontare. E in una manciata di minuti il capo di Cosa Nostra trapanese, Matteo Messina Denaro, diventa l'azionista di una società con un capitale sociale di appena una sterlina e che ha sede al numero 10 di Downing Street, nella casa del Primo ministro britannico Theresa May.
A Londra si può fare anche questo. Nella capitale finanziaria al centro della rete dei paradisi fiscali scoperchiata dai Paradise Papers non c'è niente di più facile che creare società fantasma in grado di nascondere attività illecite o di riciclare denaro.

È quello che abbiamo fatto dando vita nel registro delle imprese britannico (Companies House) alla Latitante 24 Limited (una persona giuridica paragonabile alla società a responsabilità limitata italiana, che viene impiegata in circa il 95% delle attività economiche condotte in Inghilterra), che abbiamo intestato al “fantasma” Matteo Messina Denaro, ricercato dalle polizie di tutto il mondo da 24 anni.
Come sede di residenza del boss abbiamo scelto provocatoriamente l'indirizzo di Downing Street. Una provocazione, naturalmente, perché dove si trovi Messina Denaro nessuno lo sa. Nella nostra falsa registrazione non abbiamo incontrato nessun ostacolo ma soltanto una serie di schermate da riempire al massimo in 15 minuti .

Il regno delle società ombra
Secondo l'ultimo rapporto del 9 novembre di Transparency International Uk (”Hiding in plain sight”) , Londra e la Gran Bretagna sono il regno delle società fantasma legate al riciclaggio. Le società scudo registrate nel Paese sono coinvolte in almeno 52 grandi casi di riciclaggio di denaro in cui sono stati ripuliti almeno 80 miliardi di sterline negli ultimi 14 anni. Il report di Transparency International mette in luce come non siano soltanto le isole caraibiche a essere utilizzate come veicolo dei traffici illeciti, perché è la Gran Bretagna – con Londra in primo piano – a rappresentare l'anello di congiunzione di alcuni degli scandali di corruzione più eclatanti degli ultimi anni.

La criminalità di mezzo mondo – è questa la tendenza che allarma sempre più – sceglie di utilizzare entità registrate in Gran Bretagna perché una società con sede a Londra riesce a trasmettere un'immagine di affidabilità che le Isole Vergini Britanniche o le Cayman – tanto per fare due esempi – non possiedono. E quindi di attirare meno attenzione e minori controlli, come dimostra il nostro esempio plasmato sul “fantasma” di Messina Denaro.
Utilizzare una società inglese fornisce quell'alone di rispettabilità che crea negli interlocutori la sensazione di un basso livello di rischio: un fattore legato alla credibilità della piazza finanziaria londinese che viene sfruttato per nascondere operazioni illecite.

Il paradosso
La Gran Bretagna, sottolinea il rapporto di Transparency International Uk, è l'unico Paese che ha introdotto un vero registro dei “beneficial owner”, ovvero dei reali proprietari delle società registrate. Ma – ed è questo il paradosso – la mancanza di risorse e di controlli rende inefficace perfino questo strumento. E il nostro esempio è li a testimoniarlo.
Companies House, l'organismo che gestisce e supervisiona il registro delle società, non ha né gli uomini né i mezzi per verificare l'attendibilità delle informazioni che vengono inserite al momento della registrazione di una nuova entità.

Con la Latitante 24 Limited ci siamo fermati un attimo prima del pagamento delle 12 sterline per non incorrere nei rigori di due leggi del 2006 che prevedono fino a due anni di carcere e una multa di 5.000 sterline per chi fornisce false informazioni.

In 15 minuti e con una modica spesa, dunque, ognuno può creare la propria società. Il listino prezzi parte dalle 12 sterline per una Private Limited (come quella utilizzata nel nostro esempio) e sale leggermente se si vogliono registrare società più complesse come le Limited Liability Partnership (Llp) o le Limited Partnership (Lp). Incorporare una società nelle Isole Vergini Britanniche, al contrario, costa circa mille sterline e può richiedere alcuni giorni di tempo.

Alla fine di maggio di quest'anno si contavano più di 3,8 milioni di società registrate negli elenchi gestiti da Companies House: più di 640mila di queste sono state fondate nel 2016 e nel 2017. Il 39% delle società è stato creato direttamente attraverso il sito di Companies House mentre il 61% è stato registrato attraverso i cosiddetti Trust and company service provider (Tcsp), ovvero operatori che di mestiere svolgono l'attività specifica di formare, registrare e gestire società in Gran Bretagna e all'estero. Ci sono 30 service provider che sono attualmente autorizzati a operare utilizzando Companies House.

Ma a dispetto di questi numeri i controlli languono. Lo scorso anno – sottolinea Transparency International Uk – sono state create oltre 251mila società senza che nessuno abbia mai controllato l'identità di chi le ha registrate. Nessuna due diligence (lo strumento di valutazione complessiva del patrimonio aziendale attraverso l'analisi approfondita di dati e informazioni) viene effettuata e questo ha permesso che fossero incorporate società gestite da persone registrate con il nome di “Ladro di galline” o che fossero domiciliate in località inesistenti come “via dei 40 ladroni” in una città chiamata “Alì Babba”.

Il buco nero dei service provider
Non ci sono dati su quanti siano in Gran Bretagna gli operatori che creano nuove società, forniscono amministratori e servizi di segreteria, partner, trustee, domiciliazioni, sedi per il recapito della corrispondenza. Nel 2017 il Fisco inglese (Hmrc) ha supervisionato 2.775 di questi operatori, ma poiché nel Regno Unito esistono altri 22 organismi di supervisione non è possibile conoscere il dato complessivo.

Ciascun service provider registra e domicilia migliaia di compagnie. Il loro business model prevede alti volumi e bassi margini di guadagno. Ukplc, uno dei più grandi provider di questo tipo, sostiene di aver creato più di 300mila società in 12 anni di attività. Il suo listino prezzi va dalle 16,99 sterline per una Limited company fino a 80 sterline per il pacchetto che include un indirizzo nei loro uffici per il recapito della posta.

Tra i servizi offerti dai service provider ci sono anche i nominee directors, cioé gli amministratori che siederanno nella società e che agiranno in nome e per conto dei veri azionisti. I nominees directors consentono di schermare la vera proprietà visto che sono gli unici nomi che compariranno nei file di registrazione.

C'è poi il servizio di domiciliazione della posta e quello di fornitura della sede legale della società. Transparency International Uk ha scoperto che le sedi di 374 delle 760 società coinvolte in inchieste di riciclaggio di denaro erano concentrate in soli otto indirizzi.

La carenza di controlli
È difficile da credere ma i controlli antiriciclaggio in Gran Bretagna sono un punto dolente del sistema finanziario. Ci sono 23 organismi che controllano le attività dei service provider di società, dall'Hmrc alla Financial conduct authority (Fca). Ognuno di essi controlla un piccolo pezzo e la conseguenza è una sistematica mancanza di coordinamento che nuoce all'efficienza dei controlli. A questo si aggiunge la carenza di personale e di mezzi.

Nel 2014-2015 l'Hmrc ha comminato 677 multe nella sua attività di supervisione nell'antiriciclaggio, per un totale di 768mila sterline. Si tratta di 1.100 sterline per ogni infrazione. A fronte di guadagni milionari, 1.100 sterline sono un rischio che vale la pena correre.

BLOG GUARDIE O LADRI
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L'URLO
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14 NOVEMBRE 2017
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