Attualita
Intascavano fondi da Invitalia, otto arresti per corruzione e truffa
di Ivan Cimmarusti
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Intascavano "illecitamente" gli incentivi all'occupazione erogati da Invitalia. Un'associazione per delinquere radicata nella società controllata dal ministero dell'Economia, distraeva gli incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, costituendo false start-up.

L'inchiesta
L'ipotesi è della Procura della Repubblica di Roma che ha disposto l'arresto di otto persone accusate di associazione per delinquere, corruzione, truffa aggravata, rivelazione del segreto d'ufficio e accesso abusivo al sistema informativo. Il ruolo dei singoli indagati è illustrato negli atti.

Gli indagati
Così si scopre che Ignazio Poli Cozzoli, ex consigliere comunale con Marchini, sarebbe stato «promotore e organizzatore del gruppo criminale, utilizzando le conoscenze istituzionali e le relazioni politiche» per mettere «in contatto i sodali» e «individuare persone esperte nel campo dei finanziamenti pubblici». Segue il dipendente di Invitalia Luigi Napoli, il quale «abusando della posizione professionale coperta e sfruttando l'esperienza acquisita, forniva informazioni e documenti riservati». Poi c'è l'ex capogruppo del VIII Municipio di Roma, l'avvocato Francesco Capoccia, che aveva il compito di «reclutare i soggetti a cui intestare formalmente i progetti per attività imprenditoriali di fatto a lui riconducibili».

La tassa del 5%
Stando all'ordinanza di custodia cautelare, basata su indagini della squadra mobile di Roma, diretta da Luigi Silipo, «il programma criminoso dell'associazione prevedeva l'ottenimento di ciascuna tranche di finanziamento, la distribuzione tra gli associati della percentuale del 5% del valore del finanziamento da corrispondere mediante contratti simulati di consulenza e di formazione stipulati con l'AutomotorGroup srl di Massimiliano Portaleoni».

Il sostegno alla Lista Marchini
Particolare di non poco conto riguarda anche la presunta ricerca di «consenso elettorale tra coloro che hanno ottenuto illecitamente le erogazioni da Invitalia». Negli atti si legge che «l'ulteriore utilità» sarebbe stata un presunto obiettivo di Ignazio Poli Cozzoli, il quale intendeva «poter contare per le elezioni amministrative del giugno 2016 del voto degli associati e di tutti coloro che formalmente o di fatto avrebbero ottenuto il finanziamento».

Invitalia: noi parte lesa. Già sospeso l’impiegato coinvolto
«È davvero spiacevole apprendere, come emerso da alcuni organi di stampa questa mattina, che venga messa in discussione la reputazione di un'azienda pubblica, impegnata ormai da molti anni nella gestione dei fondi per lo sviluppo, in conseguenza dell'ipotizzato comportamento di un proprio impiegato che, ove le risultanze dell'indagine fossero confermate, si è reso responsabile di una condotta infedele, se non fraudolenta, anzitutto ai danni di Invitalia stessa», si legge in una nota Invitalia. «L'Agenzia è infatti parte lesa nell'inchiesta condotta dalla Procura di Roma che ha coinvolto otto persone, fra cui un suo impiegato. Invitalia ha già avviato le necessarie verifiche di audit interne, nonché provveduto alla sospensione del rapporto di lavoro e della retribuzione dell'impiegato oggetto del procedimento penale». Invitalia ha anche «affidato ai propri legali il mandato di seguire le indagini come rappresentanti di parte offesa, offrendo alla Magistratura inquirente ogni collaborazione, nonché incaricandoli di porre in essere ogni iniziativa utile alla tutela dei propri interessi e della propria immagine, essendo vittima e parte lesa degli eventuali reati e dei comportamenti fraudolenti commessi dal proprio impiegato accusato, a quanto sembra, anche di aver violato abusivamente i sistemi informativi dell'Agenzia».

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