Politica Economica
Cartelle non pagate e liti: nuova chance per chiudere i conti con il Fisco
di M. Mobili e G. Parente
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Le sanatorie delle cartelle con l’ex Equitalia e delle controversie con il Fisco riapriranno i battenti. Nelle ultime ore che precedono la messa a punto del decreto fiscale e del Ddl di bilancio (per il primo circolava l’ipotesi di un’approvazione in Consiglio dei ministri già venerdì 13 ottobre mentre per il secondo si potrebbe attendere l’inizio della prossima settimana ma lo scenario è tuttora in divenire), di quasi sicuro c’è che si profila una riedizione delle due campagne di rottamazione. Ad ora non è ancora chiaro se saliranno entrambe sullo stesso veicolo, se saranno imbarcate su provvedimenti diversi o se qualcosa potrà essere recuperata durante il percorso parlamentare. Fatto sta che si tratta di due misure da cui l’Esecutivo conta di recuperare risorse importanti all’interno del pacchetto fiscale.

Cartelle: la rottamazione riaprirà su un doppio binario
Proprio in relazione alle risorse recuperabili la rottamazione-bis delle cartelle esattoriali potrebbe portare a incassi fino a 1,5 miliardi di euro. Come? La riapertura dovrebbe viaggiare su un doppio binario. Da un lato, l’ipotesi è quella di recuperare i contribuenti che hanno saltato l’appuntamento con la prima edizione. È il caso, tanto per fare un esempio, dei soggetti che non avevano pagato le rate dei vecchi piani di dilazione in corso con l’agente della riscossione. Ma c’è anche tutta la platea dei rimasti fuori perché hanno commesso errori formali errori nella presentazione o compilazione dell'istanza di adesione. Dall’altro lato, invece, si punta ad aprire la rottamazione che, per i debiti tributari consente lo sconto di sanzioni e interessi di mora, ai ruoli affidati per la riscossione nel corso del 2017. Fino a che mese? Finora le prime ipotesi circolate si riferivano a giugno di quest’anno. Ma non è detto che si riesca a strappare qualche settimana in più, magari proprio nell’approvazione parlamentare della misura.

Liti pendenti, la definizione agevolata-bis vale 250 milioni
Anche per le liti pendenti con il Fisco si profila una riapertura della definizione agevolata che potrebbe portare un bottino di 250 milioni nelle casse dell’Erario. La prima edizione, introdotta dalla manovrina di primavera, si è appena conclusa: il 2 ottobre, infatti, è scaduto il termine per presentare la domanda di adesione alle Entrate e versare l’importo della prima o unica rata dovuta. Uno dei principali limiti della precedente edizione è stato rappresentato dal fatto che non è stata prevista alcuna differenza nel calcolo degli importi da pagare per chiudere i conti tra i contribuenti che hanno vinto (completamente o parzialmente) in primo e secondo grado e quanti invece sono risultati soccombenti. Una rimodulazione su questo aspetto potrebbe, quindi, anche offrire un maggiore appeal alla sanatoria-bis.

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