Parlamento
Def, la ciambella di salvataggio viene da 14 senatori del gruppo Misto
di Mariolina Sesto
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L’appuntamento parlamentare più rischioso di questa fine legislatura è fissato per domani nell’aula di Palazzo Madama. All’ordine del giorno c’è la nota al Def che va votata dalla maggioranza assoluta dei componenti, ossia non meno di 161 sì. Voti che la maggioranza non possiede neppure se tutti i suoi componenti - compresi i 16 senatori di Mdp - votassero compattamente in favore del provvedimento. I gruppi che dovrebbero sostenere la maggioranza (Pd, Mdp, Ap e Autonomie) possono contare su 157 voti. Quindi ancora sotto la maggioranza assoluta.

Da dove può arrivare sostegno alla maggioranza
Ci sono però altri senatori che strutturalmente offrono aiuto alla maggioranza . Si tratta di 4 senatori di Gal, tra cui la sottosegretaria Angela D’Onghia, e almeno 7 del Misto (che possono arrivare a 14). Su alcuni provvedimenti si è registrata anche la convergenza dei verdiniani di Ala.

Il salvagente del gruppo misto
È soprattutto dal gruppo misto che il governo si aspetta dunque la ciambella di salvataggio che metta al riparo la nota al Def. In prima fila c’è la componente dei cinque senatori a vita (anche se non è sicuro che tutti possano essere presenti), poi ci sono le due senatrici di Fare, Patrizia Bisinella ed Emanuela Munerato. Ancora: i due ex Forza Italia Sandro Bondi e Manuela Repetti, l’ex Radicale Benedetto Della Vedova. Nel conto bisogna inserire anche i due senatori vicini a Pisapia Dario Stefàno e Luciano Uras e i due di Italia dei valori Francesco Molinari e Maurizio Romani. Se tutti e 14 si unissero alla compagine governativa di arriverebbe a 171 voti, 10 in più del necessario. Un fronte che, quindi, dovrebbe mettere al sicuro anche da eventuali assenze, sempre possibili.

Governo tranquillo sui numeri
Il governo, nonostante la rischiosità del voto, fa comunque mostra di sicurezza sui numeri. L’ultimo, in ordine di tempo, ad esporsi è stato il ministro degli Esteri Angelino Alfano: «Credo che la maggioranza abbia i numeri - ha detto rispondendo alla domanda di un giornalista a Napoli - e penso sia responsabilità di tutti assicurare che questo Paese, in un momento in cui arrivano dati economici positivi, abbia una stabilità della politica economica e anche una certezza riguardo l’approvazione del bilancio dello stato e della legge di stabilità». Insomma l’idea è che, essendo in gioco i saldi della manovra, nessuno si prenderà la responsabilità di mandare alle ortiche i fondi necessari al Paese. Poi, sulla legge di bilancio, il film sarà un altro.

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