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Gentiloni: «La Ue deve puntare su crescita e investimenti»
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L’Unione europea deve ora puntare su crescita e investimenti. È il messaggio che il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha lanciato da Corfù, dove oggi ha partecipato al vertice intergovernativo tra Italia e Grecia. «Non basta fare passi avanti sul piano dell’architettura - ha ricordato Gentiloni - dobbiamo anche essere consapevoli che questa architettura più avanzata deve corrispondere a politiche più avanzate: è il momento in Europa di puntare con maggiore convinzione su crescita e investimenti. Vediamo dopo anni di difficoltà la crescita nell’eurozona. Ora va incoraggiata, non bisogna deprimerla». Prima di fare ritorno in Italia, Gentiloni ha deposto una corona di fiori di fronte alla stele dei Corfioti che ricorda coloro che combatterono e persero la vita durante la seconda Guerra Mondiale e l’eccidio della divisione Aqui.

Bene le proposte di Juncker sulla governance dell’Eurozona
La crescita dell’economia a livello europeo passa anche da regole più flessibili nella gestione dei conti pubblici. «Senza rompere alcuna regola - ha precisato il premier durante la conferenza stampa con Tsipras - abbiamo le condizioni per avere dei margini nella variazione del Def e nella legge di Bilancio molto diversi da quelli ipotizzati mesi fa», grazie al lavoro del Governo e all’impegno dei cittadini e delle aziende italiane. «L’Eurozona - ha chiarito Gentiloni - non deve essere solo un fatto di bilanci e conti economici, deve essere anche un fatto di responsabilità democratica verso i cittadini». Il premier ha commentato in maniera positiva la proposta di riforma della governance della zona Euro presentata ieri dal presidente della Commissione Jean-Claude Juncker e ha citato in particolare una «maggiore integrazione fiscale e bancaria» oltre che «la nascita di un ministro dell’Economia dell’eurozona».

Sulle legge di Bilancio: margini molto migliori di ipotesi mesi fa
«Mi si chiede - fa affermato Gentiloni, rispondendo a una domanda durante la conferenza stampa - se saremo coraggiosi in sede di Legge di Bilancio. È la discussione che sarà centrale in Italia nel prossimo mese e mezzo. Un punto però è già evidente: non si tratta di rompere delle regole ma noi con il lavoro dei governi precedenti, del governo Renzi, con il lavoro degli ultimi mesi e certamente grazie ai cittadini italiani ci siamo guadagnati dei livelli di crescita molto diversi di quelli inseriti nel Def votato alcuni mesi fa e ci siamo guadagnati nella discussione in sede Ue delle cifre di deficit che saranno diverse».

Sì a ministro delle Finanze Ue
Il premier ha parlato anche della figura del ministro delle Finanze Ue, il giorno dopo il discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker, in occasione del quale il presidente della Commissione Ue ha proposto l’istituzione di un ministro delle Finanze dell’Eurozona che sia anche presidente dell’Eurogruppo. Gentiloni ha aperto a questa ipotesi. «Io non metterei i rischi davanti alle opportunità sulla ipotesi di una maggiore integrazione e della nascita di una funzione di ministro delle finanze, dell’economia europeo. Noi siamo favorevoli - ha detto -, siamo stati tra i primi a proporre una soluzione del genere. Contemporaneamente, è naturale che non basta indicare un incarico, un ruolo: bisogna capire qual è il meccanismo democratico a cui risponde questo nuovo responsabile europeo e bisogna vedere le intenzioni politiche».

Rimane l’impegno del Governo sullo ius soli
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per affrontare temi di politica interna. A cominciare dal provvedimento sullo ius soli, che nei giorni scorsi non è stato calendarizzato nei lavori del Senato di settembre. «Siamo ancora in estate - ha spiegato Gentiloni -, l’impegno che abbiamo descritto rimane. È un lavoro da fare».

Capitolo migranti, il premier: passi avanti fragili, cambiare le regole
L’incontro di oggi tra Italia e Grecia, paesi che sono in prima fila nella gestione dei flussi di migranti provenienti dalla Siria e dal Nord Africa, è servito a elaborare una strategia comune su questo tema da sostenere poi in ambito Ue. L’Europea di oggi, ha detto Gentiloni, «è più credibile. Passi avanti nella gestione dei migranti sono stati compiuti ma sono limitati e fragili. Dobbiamo esserne consapevoli sia sulla rotta del mediterraneo centrale che orientale. Passi in avanti che dobbiamo coltivare continuamente, traducendoli in regole più avanzate: è il messaggio da questo vertice che porteremo anche all’incontro a Nicosia di ottobre». Per il premier, dunque, bisogna «adeguare le regole perchè è giusto che il peso non cada solo su alcuni paesi e questo principio deve essere tradotto in modifiche di regole».

Tsipras: Italia e Grecia hanno pagato un prezzo durissimo
Sulla stessa linea il premier greco: «Italia e Grecia - ha affermato al termine dell’incontro con Gentiloni - hanno pagato un carissimo prezzo di una crisi che è europea, non greca o italiana. Abbiamo dimostrato la solidarietà fondamentale e insegnato all’Europa che i nostri valori sono sempre vivi». Tsipras ha aggiunto che «l’Europa deve capire che queste crisi non vanno affrontate con muri ma con più solidarietà».

Sul tavolo oggi anche la ratifica dell’acquisizione di Trainose da parte di Fs
Quello di oggi tra Italia e Grecia è stato un vertice intergovernativo. Gentiloni è stato accompagnato dai ministri, che hanno avuto incontri con i loro omologhi, prima di un pranzo-plenaria di lavoro. Il vertice è stata l’occasione per affrontare altri dossier, a cominciare da quelli relativi ai settori dell’energia, delle infrastrutture e della cultura che dovrebbero vedere anche la firma di alcuni accordi. Tra questi, quello che segna il “closing” dell’operazione di acquisizione da parte di Fs del primo operatore ferroviario greco, TrainOse, e che ha visto l’ad delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini, mettere la sua firma insieme a quella del presidente del fondo greco Hradf, Evaggelia Tsitsogiannopoulou. Nel corso del vertice sono stati siglati anche un programma di cooperazione culturale nel settore dell’educazione per gli anni 2017-2019 tra il ministro degli esteri Angelino Alfano e il suo omologo Kotzias. E, ancora, un memorandum di understanding sulla Prevenzione del traffico illecito di opere d’arte tra il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini e quello greco Koniurdu. Sottoscritta poi dal ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, e il ministro greco Giorgios Stathakis, una Dichiarazione congiunta sulla cooperazione energetica bilaterale per «contribuire in modo sostanziale agli obiettivi dell’Unione dell’energia e migliorare l’affidabilità degli approvvigionamenti».

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