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Sisma 2016, la Ue sblocca 1,2 miliardi. Tajani: «È la mia firma più bella»
di Andrea Carli
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Il Parlamento europeo ha approvato lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro per 140 comuni delle quattro regioni italiane (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo) colpite dai terremoti nel 2016 e nel 2017. È il via libera finale, che viene dopo quello del Consiglio. I fondi dovrebbero arrivare nei prossimi giorni nelle casse del ministero dell’Economia. «La cosa più bella che abbia mai firmato» come Presidente del Parlamento Ue, commenta Antonio Tajani dopo il sigillo alla modifica del bilancio 2017 che di fatto sblocca i fondi europei.

«È l'erogazione più alta mai fatta dalla Ue», ricorda Tajani, che si aggiungono ai «6-700 milioni stanziati» dal Fondo «per il terremoto in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia» e il «mezzo miliardo» per quello «dell’Abruzzo». «A questa cifra», aggiunge il Presidente del Parlamento Ue, «si aggiungerà una cifra analoga proveniente dai fondi strutturali che potranno essere utilizzati senza il cofinanziamento del 50% ma solo del 5%, quindi denaro cash. In totale - conclude Tajani - dalla Ue arriverà un totale di2-2,5 miliardi».

La richiesta alla Commissione Ue nel novembre 2016
Quello di oggi è l’ultimo atto di un percorso avviato il 16 novembre del 2016, quando la Commissione europea riceve dall’Italia la richiesta di destinare alcune risorse del Fondo di solidarietà dell’Unione europea alle popolazioni e ai territori colpiti dal sisma del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre.

L’anticipo di 30 milioni
Un mese dopo Bruxelles “libera” 30 milioni di euro a titolo di anticipo. Si tratta dell’importo più elevato che possa essere versato a titolo di anticipo. Sei mesi dopo, a giugno 2017, la Commissione propone di destinare 1,2 miliardi di euro di quel fondo per finanziare la ricostruzione, le operazioni di emergenza e rimozione delle macerie in Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio. La proposta viene fatta al Consiglio e al Parlamento europeo, che devono dare il via libera al finanziamento. Via libera che è arrivato oggi.

La prossime tappe
Una volta erogato l’importo - operazione che richiede qualche giorno, non però oltre questo mese - lo Stato interessato è responsabile dell’utilizzo delle risorse e dovrà occuparsi anche della scelta delle operazioni da eseguire e dell’esecuzione delle attività di verifica e controllo. Le misure di emergenza possono essere finanziate retroattivamente a partire dal giorno in cui si è verificata la calamità.

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