Politica Economica
Atac: l’assessore dice no ai privati, l’azienda resta pubblica
di Redazione Online
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«Aprire ai privati non è la soluzione per il trasporto pubblico di linea, non è quello che serve a Roma e ai cittadini. I Radicali fanno campagna elettorale sulle
pelle dei romani e sui circa 11.700 dipendenti che lavorano in azienda. Il referendum sponsorizzato da Magi non collima con il percorso che stiamo portando avanti per avere un'azienda pubblica e forte. Puntare alla liberalizzazione del servizio è un grave rischio e parlarne oggi rappresenterebbe solo la morte della municipalizzata. Lo sanno i Radicali e lo sa bene anche il
Pd» . Parola dell’assessore alla mobilità di Roma Linda Meleo su Facebook. Dichiarazioni che arrivano nel giorno della consegna da parte dei Radicali delle 33mila firme raccolte per indire il referendum consultivo sul superamento del monopolio pubblico in Atac e l’apertura ai privati.

«Con questo referendum non si sta proponendo una soluzione nell'immediato, con la messa a gara del servizio i Radicali non offrono una soluzione per l'oggi. I
radicali quindi prendono in giro i romani. Quello che non dicono ai cittadini è che non è questa la via più veloce e giusta per poter riuscire a garantire l'efficienza del tpl romano» scrive Meleo.

«La concorrenza per il mercato, ossia le gare per il Tpl, ha generato diversi problemi» precisa Meleo. «Pensiamo - aggiunge - a quanto accaduto in Toscana o in Friuli in tema di ricorsi alle gare con costi aggiuntivi per la collettività, ma anche l'esperienza romana delle linee private che servono le periferie. L'aver affidato il servizio tramite gara non ha garantito maggiore efficienza. I pericoli più evidenti di una liberalizzazione oggi? Prima di tutto il rischio di un servizio pubblico di serie A e uno di serie B, disomogeneità sul territorio, con un tpl differenziato a seconda della redditività delle tratte».

Multa Antitrust dimostra malagestione passato

«La multa dell'Antitrust da 3,6 mln ad Atac è l'ennesima dimostrazione di come l'azienda sia stata mal gestita nel passato. L'indagine parte dal 2010 e riguarda quasi sette anni di servizio. Quello che ci troviamo di fronte è eredità di una politica maldestra e poco attenta alle esigenze dei cittadini» replica l’assessore alla Mobilità di Roma.

«Sappiamo benissimo - scrive Meleo - che l'azienda negli anni è stata abbandonata e che nel tempo non sono stati fatti investimenti. Questa multa è ulteriore riprova della grande inefficienza di chi ci ha preceduto. Negli ultimi anni non sono riusciti a fare un piano adeguato e a iniziare un percorso di risanamento. Ora il nostro lavoro va proprio nella direzione opposta. Noi
puntiamo a risanare l'Atac e farlo nel più breve tempo possibile. L'azienda al momento sta valutando tutte le azioni necessarie a tutelare l'interesse e l'immagine di Atac» conclude.

Atac: Meleo,al lavoro per risanamento e servizio funzionante
«Il nuovo Cda di Atac è a lavoro, perché obiettivo rimane il risanamento dell'azienda» assicura l’assessore capitolino. « Vogliamo che il servizio funzioni e non sia più vittima di sprechi e inefficienze. Non è semplice come percorso, non lo è mai stato, sin dai primi giorni» scrive Meleo sul social media. «Noi non andiamo avanti per interesse politico o per portare avanti slogan sterili e inutili, ma per riuscire a rimettere in piedi un'impresa dove lavorano tante persone e che serve i cittadini, il cui risanamento non è mero gioco politico, ma reale necessità per il bene della collettività» conclude l'assessore alla
Mobilità di Roma.

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