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Milano, aggressore stazione indagato per terrorismo internazionale
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I Pm dell’Antiterrorismo milanese hanno fatto verifiche per capire se un profilo Facebook con nome Ismail Hosni che contiene uno o più video inneggianti all’Isis appartenga al giovane arrestato alla stazione centrale di Milano per aver ferito a coltellate due soldati e un agente. Il giovane, che ieri sera ha accoltellato due militari e un agente alla stazione Centrale di Milano, è indagato per terrorismo internazionale in un fascicolo aperto dai pm di Milano per fare accertamenti sul suo profilo Facebook e su un eventuale rete di relazioni.

L’aggressione di ieri
L’aggressione è avvenuta ieri sera, quando un 20enne italiano di origini nordafricane ha accoltellato un agente della Polfer e due militari dell'esercito durante un normale controllo dei documenti. Il giovane è stato arrestato, i feriti trasportati in ospedale in condizioni non gravi.

Da parte sua il questore Marcello Cardona, incontrando i giornalisti, ha detto che «non ci è sembrato uno squilibrato, tutt’altro. Lo abbiamo fermato in otto secondi, questo dimostra la grande capacità di intervento degli uomini». Il militare ferito al collo è attualmente in ospedale. Il suo collega colpito alla clavicola è stato dimesso con sette giorni di prognosi, mentre per il poliziotto sono ancora in corso accertamenti. «Dopo l'intervento è rimasto come svenuto per circa un’ora - ha proseguito il questore - ma il medico ha escluso patologie o lesioni».

L’agente semplice, di circa 35 anni, era stato accompagnato al Fatebenefratelli con un taglio al braccio, il caporalmaggiore e il soldato semplice entrambi al Sacco. Il primo, di 30 anni, ha un taglio alla clavicola destra, il militare semplice di 20 anni è stato colpito alla gola. Quest’ultimo sarebbe stato il primo a essere raggiunto dai fendenti dell’aggressore, che addosso aveva due coltelli da cucina (ma ne ha usato soltanto uno). «Per fortuna sono riuscito a spostarmi in tempo», ha detto il poliziotto della Polfer ai colleghi che lo hanno contattato telefonicamente.

Lui era in servizio in pattuglia mista assieme ai militari dell’operazione Strade Sicure quando, intorno alle 20, hanno notato il ragazzo all’altezza del mezzanino, di fronte al bar Segafredo. L’agente lo conosceva di vista perché frequenta la stazione e proprio lì, nel dicembre scorso, è stato arrestato per spaccio. I tre gli hanno chiesto i documenti e il 20enne si è scagliato immediatamente contro di loro senza proferire frasi degne di nota. La colluttazione è stata brevissima e l'uomo è stato poi bloccato da altri poliziotti arrivati in supporto. Inizialmente ha finto un malore ma il medico che lo ha soccorso ha escluso patologie o ferite.

Il caso è stato affidato alla Digos che sta eseguendo approfonditi accertamenti sull’identità del 20enne e sui suoi legami. Gli agenti della Polfer, proprio in virtù della loro conoscenza anche solo visiva del ragazzo, hanno riferito che di recente aveva smesso di tagliarsi la barba. Un elemento che potrebbe aprire scenari ma che al momento è un puro dettaglio estetico senza alcun riferimento certo a possibili radicalizzazioni.

Sul posto, pochi minuti dopo l’episodio, era arrivato anche il questore Marcello Cardona, recentemente al centro delle polemiche per il blitz ordinato in stazione Centrale, un’operazione definita da molti “muscolare” e poco risolutiva. Proprio in risposta all'azione, sabato 20 maggio è stata organizzata una manifestazione dal titolo “Milano senza muri” a sostegno dei migranti. Il governatore lombardo Roberto Maroni ha chiesto «che la marcia prevista per sabato venga annullata, per rispetto al militare e al poliziotto ferito mentre stavano compiendo il loro dovere».

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